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Diyarbakir, la cittą delle mura nere, sul fiume Tigri

Diyarbakir, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Situata sulle rive del fiume Tigri (Dicle) nell’Anatolia sud-orientale, Diyarbakir mantiene ancora un’atmosfera medievale con le sue antiche mura che circondano il centro storico della città.

A partire dai primi tempi, la città fu governata dagli Turriti di Mitanni, per poi passare sotto gli Ittiti e gli Assiri. E 'stata poi sotto la dominazione dei Persiani, Macedoni (Alessandro Magno), Seleucidi e Romani. Il suo nome storico era quello di Amida con varie derivazioni a seconda del regno dominante, mentre la denominazione di Diyarbakir deriva da fonti arabe che la citano come "Diyar-i Berk" appellativo dovuto alla presenza di rame che viene estratto nella zona.

Dove si trova Diyarbakir?
Diyarbakir è situata in una zona di transizione che collega le zone settentrionali di montagna con le pianure della Mesopotamia. E 'attualmente al centro della rete autostradale che collega altri importanti insediamenti della regione, come Elazig, Sanliurfa, Mardin e Bitlis. La ferrovia ha raggiunto il centro della città da più di 70 anni ed è stata successivamente estesa a Kurtalan fuori del territorio della provincia. Per arrivare a Diyarbakir ci sono collegamenti aerei da Istanbul e Ankara. In alternativa si può volare su Adana e seguira le strade E90 e E99.

Il clima di Diyarbakir è decisamente continentale. Trovandosi lontano dal mare in estate il caldo diventa molto pronunciato, con massime che raggiungono valori d 38 °C come media, ma spesso si hanno punte oltre i 40 °C. In estate la piovosità è pressoché assente, mentre in inverno si verificano piogge anche se i quantitativi alla fine sono comunque modesti. Le minime invernali raggiungono valori prossimi allo zero o leggermente negativi in gennaio.

Cosa fare o cosa vedere a Diyarbakir?
Il fiore all’occhiello della città sono le sue splendide mura. Questi spalti di basalto nero sono perfetti esempi di architettura militare del Medioevo, ed hanno un origine bizantina, anche se probabilmente il progetto originario era romano. Sono anche molto famosi in quanto sono la seconda più grande (5,5 km) e meglio conservata cinta murararia del mondo, dopo la Grande Muraglia Cinese. Ci sono una miriade di torri e bastioni e conta di cinque porte, ognuna delle quali merita di essere ammirata insieme con le loro iscrizioni e decorazioni. Ci sono quattro cancelli principali lungo il muro chiamati Dag Kapi, Urfa Kapi, Mardin Kapi e Yeni Kapi, e sono aperti verso 4 direzioni diverse. Le pareti sono alte 12 metri di altezza, 3-5 metri di larghezza e contano ben 82 tra torri e bastioni di guardia.

Dentro alle mura la città di Diyarbakir è un dedalo di stradine, difficile da interpretare. Per visitare l mosche all’interno è forse meglio investire qualche soldo in una guida locale, magre scegliendo tra i ragazzi che si proporranno a ripetizione di accompagnarvi nella visita. L’unico modo per evitare questo assedio continuo è quello di sceglierne uno, magari dopo avere contratto il prezzo.
Da non perdere nel centro della città è la Moschea Ulu (Ulu Cami), notevole per la sua architettura originale e gli antichi materiali utilizzati per il restauro dell'edificio nei diversi momenti storici. Si tratta di una delle più antiche moschee in Turchia. È noto che fosse la Chiesa di san Tommaso che è poi stata progressivamente trasformata in una moschea. Si tratta di un grande e imponente struttura, costruita in pietra di taglio su di una superficie di 80 x 80 metri, con un minareto di forma rettangolare.

Vicino alla Moschea di Ulu si trova il Mesudiye Medrese e Hasan Pasha Han, un caravanserraglio ora utilizzato da venditori di tappeti e dai negozi di souvenir. La moschea di Nebii è un tipico esempio di stile ottomano con l’alternanza di strisce bianche e nere che ne contraddistinguono l’esterno. La Chiesa della Vergine Maria è interessante ed è ancora in uso (da non confondere con quella più famosa di Efeso).

La moschea Kasim Padisah è anch’essa interessante, soprattutto per il suo ardito minareto, costruito imponente su quattro esili pilastri alti circa due metri, e che viene chiamato Dort Ayakli Minare (minareto a 4 zampe).
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