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Erbil (Arbil), visita in Iraq alla cittÓ del Kurdistan

Nel nord Iraq la città di Erbil – comunemente detta anche Arbil – si pone come storica capitale del Kurdistan iracheno, lontana ca. 77 km dalla più conosciuta Mosul e oltre 350 km da Baghdad.

Storia

Questo centro urbano ha sempre cavalcato le cronache storiche essendo presumibilmente esistente da 6.000 anni: ha visto cadere e sorgere nuovi imperi, avvicendarsi civiltà come gli Assiri, i Sumeri e i Persiani, questi ultimi sconfitti nel 331 a.C. dai macedoni guidati nella Battaglia di Gaugamela (il campo del conflitto si trovava pressappoco a 100 km da Erbil) dal leggendario condottiero Alessandro Magno, che poté successivamente fare il proprio ingresso trionfale a Babilonia.

Questa città è stata dunque un’incredibile testimone di fatti sorprendenti che hanno permeato nei secoli i destini dell’umanità, specialmente sotto il profilo religioso essendo da qui passate popolazioni di credo islamico e anche cristiano. Un Medioevo turbolento interessò Erbil, il cui punto più alto e fortificato risultava essere la Cittadella, numerose volte presa d’assedio e conquistata dagli Ottomani.

La città, per il suo multi sfaccettato viatico, oggi è crogiuolo di diverse etnie che professano differenti fedi e parlano varie lingue e dialetti come se ci si trovasse in una moderna Babele che conta ca. 1 milione e 300 mila abitanti configurandosi a tutti gli effetti come metropoli. Se, però, ve la immaginate come la classica località occidentale sovrappopolata, allora siete fuori strada. Erbil è differente e sposa i canoni estetici di un Medio Oriente dalle fusioni architettoniche ardite ma mai segnate dall’inesorabilità del progresso, sono strutture bellissime che profumano più che mai di antico, di storico e di glorioso.

Cosa vedere a Erbil

Il nucleo urbano si sviluppa tutt’intorno alle imponenti mura della Cittadella secondo una disposizione viaria circolare concentrica, e già solo quest’aspetto crea unicità e atipicità. La suddivisione in quartieri è in vigore da moltissimo tempo, così Erbil agglomera zone come Erbil Vecchia, il Villaggio Americano contraddistinto da molteplici “introduzioni straniere”, Komari e il quartiere cristiano di Ankawa, pieno di bar, negozi, hotel e locali in generale.

La Cittadella è il cuore pulsante della località, dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO per l’inequivocabile fascino che esercita nei turisti e la sua nascita ultra datata: essa ha spento finora 6.000 candeline e si espande su una superficie complessiva di 110.000 mq. La si può visitare percorrendo la sua arteria principale, la Citadel Street, ammirando la Grande Moschea e il Museo del Tessuto Curdo (l’apparato museale conta poi il Museo della Civilizzazione e il Museo del Patrimonio Siriaco, più le due gallerie d’arte di Erbil, ovvero la Minaret Gallery e la Shanidar Gallery) e concludere in bellezza il tour consumando qualcosa alla caffetteria Machiko, posta alla base dell’ingresso sopraelevato di 30 metri.

A buon intenditor poche parole, Erbil riserva tante altre sorprese e il Minareto Mudhafaria è una di queste, residuato costruttivo di una vecchia moschea del XII secolo. Modernissima si mostra invece la Moschea Jalil Khayat, che risale al 2007 e petto in fuori si dichiara la più grande della città. L’Arcieparchia equivale alla Cattedrale di San Giuseppe, monumento ecclesiastico di marca cattolica in stile post moderno, scintillante con le sue luci al neon che la illuminano specialmente di notte.

Le aree verdi non mancano e sono essenzialmente tre: il Parco Minar si articola in stretti viottoli pedonali adombrati confluenti sulla piazza centrale, dove sta parcheggiato un pallone aerostatico giallo usufruibile dai visitatori per godere di una vista spettacolare dall’alto; il Parco Shanadar contempla giochi d’acqua, fontane, statue zoomorfe e uno stagno artificiale; il Parco Sami Abdulrahman è quello a maggior vocazione sportiva, dato che mette a disposizione strutture e percorsi per praticare jogging, escursioni a piedi e arrampicate. Vi si corre un tratto dell’annuale Maratona di Erbil.

La metropoli si rivela ideale per acquisti e shopping, che si concentrano in prevalenza nelle aree commerciali, al Mercato coperto di Qaysari dalle tipiche volte gialle, al Mercato centrale dove si vende praticamente di tutto, e infine al Mercato di Langa pieno zeppo di bancarelle delle pulci. Veri e propri epicentri contemporanei del consumismo paiono i quattro centri commerciali di Majidi Mall, Royal Mall, Family Mall e Mega Mall.

Il corredo di locali e ristoranti è amplissimo, per ogni gusto e tasca: chi ama felafel e kebab può sostare prima al Felafel Rhodes, poi al Pronto. Per un’esperienza culinaria più coinvolgente, si opti per il Faruq 2 Restaurant o l’Alsafadi Restaurant. Per gli hotel ove soggiornare c’è l’imbarazzo della scelta: arduo consigliarne uno ma se proprio dobbiamo, allora vi indichiamo l’Ankawa Palace, il cui rapporto qualità/prezzo è ottimale considerando la totalità dei servizi offerti.

Moltissime feste che si celebrano a Erbil collimano con importanti eventi che hanno segnato la storia cittadina, spesso influendo nelle scelte e correnti religiose: si tengono ad esempio numerose commemorazioni e glorificazioni inerenti la Liberazione di Erbil l’11 marzo, la Giornata della liberazione di Baghdad il 9 aprile (ricorda la caduta del regime di Saddam Hussein) e la Giornata della Rivoluzione del Ramadan l’8 febbraio. Si contano in tutto più di una trentina di feste e manifestazioni, segno che la cultura sommaria di Erbil è ancora vivissima.

Come arrivare a Erbil

Inutile dirlo, si arriva in aereo facendo scalo all’Aeroporto Internazionale di Erbil; previsti numerosi collegamenti in autobus; chi vuole spostarsi in automobile deve prima noleggiare una vettura. Più comodo comunque girare la città in pullman per non avere troppi pensieri.

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