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Phnom Penh: viaggio nella Capitale della Cambogia

Phnom Penh, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Capitale e centro più esteso della Cambogia, Phnom Penh è una sterminata metropoli abitata da quasi due milioni di persone. Conosciuta anche come “Perla d’Asia” per via delle sue bellezze architettoniche, la città, situata nella parte centro-meridionale dello stato, è una meta turistica ancora per molti versi sconosciuta, ma in grado di gratificare il visitatore con attrattive di straordinario valore. Dal punto di vista geografico il centro si trova alla confluenza dei fiumi Mekong, Bassac e Tonle Sap, ovvero i principali corsi d’acqua della Cambogia, sfruttati sia per il trasporto di passeggeri che di merci. Oltre ad essere uno dei principali punti di riferimento per il turismo cambogiano, Phnom Penh è anche il più importante centro politico, culturale e commerciale del paese.

La storia certificata di Phnom Penh ebbe inizio intorno al 1440, al momento dell’abbandono di Angkor. Con la progressiva perdita di importanza dell’antica capitale, Phnom Penh divenne infatti il più importante insediamento della regione, attirando un numero sempre maggiore di commercianti. Le peculiarità geografiche e morfologiche contribuirono in maniera rilevante alla rapida ascesa di Phnom Penh, facilmente difendibile dalle avanzate siamesi e ideale come sede dei traffici mercantili fluviali lungo il Mekong. La straordinaria crescita economica e demografica della città si interruppe bruscamente nel 1772, quando venne rasa al suolo dai thailandesi, per poi riprendere più lentamente dal 1863, anno della conquista della Cambogia da parte dei francesi. Nel 1975 Phnom Penh toccò il punto più basso della sua lunga storia, con il terrore dei khmer rossi e di Pol Pot che la ridusse ad una città fantasma.

Seppur ignorata da buona parte delle agenzie di viaggio e conosciuta prevalentemente per i tristi avvenimenti degli anni ’70, la “Perla d’Asia” è una città che non ha nulla da invidiare a molte altre destinazioni più note ed inflazionate. Gli splendidi monumenti, le architetture che testimoniano la storia millenaria della regione e l’atmosfera tipicamente esotica sono le offerte messe sul piatto da una città che, come del resto tutta la Cambogia, sta cercando di inserirsi nell’elite del turismo dell’Indocina. Oggi Phnom Penh è una città moderna, rinata in appena trent’anni dalle proprie ceneri, oltre che dotata di infrastrutture, alberghi e centri commerciali, elementi che vanno a comporre un quadro d’insieme nel quale tradizione e cultura cambogiana si mescolano con tratti prettamente occidentali.

Tra le attrazioni principali di Phnom Penh spiccano i numerosi wat, i “templi”, testimoni del ricco passato e dell’importanza rivestita nei secoli dalla città. Se il Wat Ounalom ed il Wat Lang Ka vi stupiranno, il Wat Phnom vi lascerà letteralmente a bocca aperta. Il complesso, realizzato intorno agli anni ’70 del XIV secolo, è infatti una delle pagode più importanti del paese oltre che, con i suoi 27 metri, l’edificio religioso più alto del centro. Parallelamente alle costruzioni più antiche si potranno apprezzare diverse aggiunte più recenti, tra le quali molte belle statue ed alcuni monumenti. In occasione di alcuni degli avvenimenti più sentiti del calendario cambogiano, tra i quali il capodanno e lo Pchum Ben, il wat viene utilizzato come teatro dei festeggiamenti che coinvolgono svariate migliaia di persone.

Lungo le rive del Mekong si erge il maestoso Palazzo Reale, un complesso contraddistinto da una moltitudine di pagode ognuna con una sua precisa funzione. Tra le più suggestive vi sono la cosiddetta Sala del Trono, sormontata da una colossale guglia alta più di 60 metri, e la Pagoda d’Argento, così chiamata per via del pavimento interamente ricoperto da lastre d’argento. Al suo interno è conservata ed esposta al pubblico la famosissima statua di smeraldo del Buddha.

Aggirandosi per il centro sarà facile imbattersi in qualche mercatino. Tra le molte bancarelle si troverà in vendita ogni sorta di mercanzia, da prodotti tipici cambogiani, a pessime imitazioni e falsi occidentali.

Il clima è caldo e umido per tutto l’anno, con un’escursione termica minima tra estate ed inverno. In generale esistono tre stagioni principali: quella fredda, compresa tra novembre e gennaio, durante la quale i valori medi si aggirano comunque intorno ai 30 gradi; quella calda, tra febbraio e maggio, quando le massime sono stabilmente al di sopra dei 35 gradi; e quella delle piogge, da giugno ad ottobre, sicuramente il periodo peggiore per visitare Phnom Penh e la Cambogia a causa dello spirare dei monsoni umidi che portano abbondanti e frequenti precipitazioni su tutto lo stato.

Per quanto riguarda i trasporti, a pochi chilometri dal centro si trova il Pochentong International Airport, il secondo aeroporto più trafficato della Cambogia, presso il quale atterrano voli nazionali ed internazionali. Una volta atterrati ci si dovrà confrontare con il classico caos che attanaglia le grandi metropoli accresciutesi troppo in fretta, anche se le infrastrutture realizzate negli ultimi anni hanno in parte sopperito alle gravi lacune ereditate dagli anni del terrore dei khmer rossi.
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