Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Khiva

Khiva (Uzbekistan): la storia e i monumenti della cittadella patrimonio UNESCO

Pagina 1/2

Ai primordi della sua storia, precisamente a partire dal VIII secolo, Khiva risultava essere composta essenzialmente da una piccola fortezza e un polo commerciale lungo la Via della Seta, rete di 8.000 km costituita da itinerari terrestri, marittimi e fluviali peculiari per i rapporti economici intercorrenti fra impero romano e impero cinese.

Fondata secondo la leggenda da Sem, figlio di Noè, in seguito a un sogno rivelatore, divenne capitale del Khanato di Khiva nel 1592 e poi principale sede del mercato degli schiavi, caratteristica non certo lusinghiera eppure redditizia, almeno fino dell’entrata in città del principe russo Alexandr Bekovich, a capo di un esercito di oltre 4.000 uomini.

Distrutta nel 1740 dal Nadir Shah di Persia e recidiva alla trattazione schiavista una volta ricostruita, venne conquistata nel 1873 dal generale russo Konstantin Kaufman, forte di un seguito di 13.000 soldati: Khiva cambiò da quel momento fisionomia fisica e politica, tant’è che il Khanato venne abolito nel 1920 e sostituito dalla Repubblica Popolare del Khorezm, regione che ha assorbito completamente la località entro i confini dell’Uzbekistan, Stato di attuale appartenenza.

Oggi Khiva, bipartita nell’interna Ichan Qala – una città dentro la città con 3.000 abitanti - e nell’esterna Dishan Qala (dove risiedono sparsi i restanti 58.000), si distingue in Asia Centrale per la propria morfologia architettonica che la rende praticamente un museo a cielo aperto in cui si possono ammirare palazzi, edifici dedicati al culto religioso, elementi decorativi che spaziano dal legno intagliato (maestro riconosciuto in Uzbekistan è Madamin Madaminov, professionista da generazioni) al marmo, dalle terrecotte alle ceramiche.

Le mura della fortezza (entro cui trova posto la moschea d’estate, ricca di mosaici a tema floreale) sono riuscite a vincere il tempo e persino le quattro porte sono pervenute a noi molto ben conservate, collateralmente ai monumenti più famosi tra i quali spiccano il Tosh Hovli ola, residenza dello Scià del Khorezm, Jum’a Masjid (“moschea del venerdì”), il monastero di Kalta Minor rivestito di piastrelle turchesi, il minareto incompiuto, quello di Islam Khodja e il mausoleo di Pahlavan Makhmud, apice della sacralità autoctona.
... Pagina 2/2 ...
Il Centro storico ha un’aura molto suggestiva, infusa dal silenzio per il luogo ormai disabitato ma capace di rievocare il fervore del passato, un aspetto che i turisti apprezzano reiterando i propri viaggi a Khiva. La cittadella, per la fascinazione esercitata nei visitatori e il suo carattere storico, è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1991, ricettacolo di numerosi monumenti che riflettono l’ibrido stile di un paese capace – per la ricercata posizione geografica – di fondere una miriade di culture diverse: un esempio lampante di questa commistione è la Medressa di Allakulihan, a cui si aggiungono altri splendidi edifici come l’Ok Mechet (la moschea bianca), le madrase e il Palazzo di Anush Han.

Un’altra medressa, quella del Khan Mohammed Amin, era dotata di una scuola coranica in grado di accogliere 250 studenti: oggi, nonostante l’opposizione accentuata dell’Unesco, è divenuta un albergo con numerose stanze per i turisti, un ampio cortile e una moschea adibita a bar.

Dati gli impervi percorsi per via terrestre, l’unico modo per raggiungere Khiva è l’aereo, con atterraggio a Urgench, lontano 35 km dalla città, una distanza colmabile con l’ausilio di minibus in servizio fino alle 18, ora locale, meglio organizzati rispetto ai più economici autobus, dei quali si sconsiglia caldamente l’utilizzo. Una curiosità: in queste zone il piatto per eccellenza è il plov, i cui basilari ingredienti sono riso, carne e verdura.

loading...
close