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Shawbak (Giordania): il Castello, le rovine e le sorgenti

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Solitaria testimonianza della gloria dei Crociati, il Castello di Shawbak dista meno di un’ora da Petra. Un tempo noto come il krak di Montreal, risale alla stessa turbolenta epoca di Karak. Abbarbicato sulle pendici di una montagna, è immerso in lussureggianti frutteti.

Siti storici - L’esterno del Castello di Shawbak è impressionante, con un ingresso invalicabile e una tripla cinta muraria. Nonostante le misure difensive adottate dal costruttore, la fortezza cadde per mano di Saladino dopo appena 75 anni dalla sua costruzione. Le mura del castello presentano iscrizioni lasciate dai suoi fieri successori.Eretto durante i tempi delle Crociate, 887anni fa, il Castello di Shawbak sembra un’estensione naturale della collina. La posizione in cui si trova sfrutta una sorta di fossato naturale, grazie a un sistema di valloni che circondano una collina centrale in tutte le direzioni. Il terreno mostra attività geologiche insolite, strati rocciosi con inclinazioni sia orizzontali che verticali, ripidi pendii con dirupi rocciosi e tratti accidentati che si inerpicano verso ovest per poi scendere bruscamente nelle distanti profondità del Wadi Araba. Tutte queste caratteristiche geomorfologiche hanno posto il castello in una posizione strategica che ne facilita la difesa. La conformazione del paesaggio favorisce inoltre l’approvvigionamento idrico.

Le sorgenti sgorgano da vallate esposte a est, particolare anomalo in quanto generalmente le sorgenti nei villaggi nel sud della Giordania discendono da pendii esposti a ovest (Wadi Musa, Tafileh,Dana,Taybehealtri).Il modo in cui questo castello utilizza il suo elegante piedistallo naturale, per scopi difensivi e per trarre beneficio delle fresche acque di sorgente, si combina ad altri suoi affascinanti aspetti. Mentre i Crociati lo chiamavano il “krak di Montreal”, il nome attuale del Castello di Shawbak comprende il castello stesso e i dieci villaggi circostanti a cui è legata la sua storia recente.

La gente di Shawbak ricorda ancora il periodo in cui il castello era abitato (finoaglianni‘50);si diceva che ogni torre fosse occupata da un membro dei clan e che la popolazione si fosse distribuita nei villaggi di Al-Jayeh, Mugar’ieh, Nijil, Al Mansura, Shammakh e così via. All’ingresso del castello, sul versante orientale, è situata una torre che presenta iscrizioni calligrafiche in arabo, con enormi lettere nello stile mamelucco, risalenti ai successivi lavori di ristrutturazione effettuati nel 1290.
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Passeggiando tra le rovine del castello, è possibile notare alcuni elementi architettonici dello stile europeo, quasi gotici, mentre altre parti ricordano l’architettura delle zone mamelucche del Cairo. Il castello si fonde con l’ambiente circostante in modo armonioso, le finestre fischiano al passaggio del vento e davarchi parzialmente crollati si intravedono le pietre di cui è rivestito il pavimento nonché stanze i cui muri sono crollati nelle profondità della vallata sottostante. Gli effetti del tempo sono sbalorditivi e affascinanti. La gente di Shawbak racconta di oscuri e paurosi passaggi segreti senza fine. Da uno di questi, una scalinata composta da 375 scalini porterebbe a uno specchio d’acqua naturale sotto il castello; gli archeologi sono riusciti a portarne alla luce circa 150. Considerando la ripidità della scalinata, si calcola un’altezza di 75 metri da cui la possibilità di raggiungere l’acqua appare tutt’altro che remota. La realizzazione di una tale opera nella roccia sarebbe stata sicuramente rimarchevole, soprattutto se si pensa che gli assedi ai castelli in regioni così aride terminavano spesso con una resa a causa della sete.

Indicazioni - Prendete l’Autostrada del deserto verso sud e svoltate a destra al Ponte di Hashmiyyeh. Shawbak si trova a circa due ore e mezza da Amman.

Fonte: Ente Turismo della Giordania (Tel 011 8146050)
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