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Ulan Bator (Ulaanbaatar): visita alla Capitale della Mongolia

Ulan Bator, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

In un paese conosciuto ed apprezzato soprattutto per la bellezza dei propri scenari rurali, la città di Ulaanbaatar rappresenta la classica eccezione. La capitale, che conta ben più di un milione di abitanti, è infatti l’unico centro urbano di grandi dimensioni meritevole di essere visitato. Situata nella parte centro-settentrionale della Mongolia, Ulaanbaatar, conosciuta anche come Ulan Bator, sorge a 1.350 metri di altezza in una valle ai piedi del monte Bogd Khan Uul lungo il corso del fiume Tuul Gol. Nonostante il caos ed i classici paradossi insiti in buona parte delle metropoli povere del mondo, Ulaanbaatar è una città particolarmente interessante dal punto di vista turistico, con una serie di attrattive di carattere storico, culturale e paesaggistico.

La fondazione dell’originaria Ulan Bator avvenne a ben 400 chilometri di distanza dalla posizione attuale, presso le rive del lago Shirit Tsagaan nuur, come sede del governo di Zanabazar. Solo alla fine del XVIII secolo l’insediamento fu spostato nella località odierna per ragioni di carattere commerciale. In quanto residenza del “Buddha vivente”, il Khan Bogd, Ulaanbaatar è storicamente la città santa dei mongoli, tanto che nel 1904, all’epoca della spedizione britannica in Tibet, Thubten Gyatso, il XIII Dalai Lama, lasciò Lhasa per trasferirsi proprio a Ikh Khuree, l’allora Ulan Bator, dove rimase per quatto anni fino al 1908 rifiutandosi tuttavia di incontrare il Khan Bogd del tempo, apostrofato come “prodigo ubriacone”. Nel 1924 la città, nel frattempo ribattezzata Ulaanbaatar, ovvero “Eroe rosso”, termine che fa riferimento all’eroe nazionale mongolo Damdin Suchbaatar, divenne capitale della nuova Repubblica Popolare.

Gran parte della città si estende da est a ovest lungo il corso principale, chiamato Enkh Taivny Orgon Choloo o più semplicemente Peace Avenue, che sfocia nella centralissima piazza Sukhbaatar. Gli estesi sobborghi periferici sono delimitati dalle quattro grandi montagne che cingono l’agglomerato urbano: Chingeltei, Bayanzurkh, Bogdkhan e Songino Khairkhan. La maggior parte dei luoghi di interesse si trova a breve distanza da piazza Sukhbaatar, mentre per vedere il Palazzo d’Inverno di Bogd Khan ed il Monumento Commemorativo Zaisan sarà necessario compiere una breve corsa in autobus verso la parte meridionale della città. Vista la facilità con la quale ci si perde a Ulaanbaatar è quanto mai consigliabile acquistare una cartina prima di cominciare l’esplorazione del centro.

La prima cosa da vedere sono i templi. Agli inizi del XIX secolo in città sorgevano oltre 100 sum (templi) e khiid (monasteri), molti dei quali furono però rasi al suolo a seguito delle purghe religiose staliniane del 1937. Il più grande monastero di Ulaanbaatar è il Gandan Khiid, che rappresenta una delle attrattive più visitate del paese. La sua costruzione ebbe inizio nel 1838 per ordine del quarto Bogd Gegeen, ed oggi ospita più di 600 monaci. Tra gli edifici che compongono il complesso ricordiamo il Tempio Ochidara, dove si tengono le cerimonie più importanti, il Tempio Didan-Lavran ed il magnifico edificio bianco del Migjid Janraisig Sum. Molto bello è anche il Monastero-Museo di Choijin Lama, una perla di storia e architettura nascosta in pieno centro e circondata da ben cinque templi, tra cui spicca il Maharaja Sum. Altri luoghi di culto di minor fama sono: il Tasgany Ovoo, poco distante dal Gandan Khiid, che merita una visita soprattutto per conoscere da vicino un ovoo, ovvero una montagnola sacra di pietre a forma di piramide; il Bakula Rinpoche Sum, fondato nel 1999 ed oggi sede di molti studiosi buddhisti; ed il Dashchoilon Khiid, eretto nel 1890, distrutto alla fine degli anni ’30 e recentemente trasferito all’interno di tre enormi gher di cemento che un tempo facevano parte del circo di stato.

Una delle qualità più apprezzate dai turisti è la ricchezza degli allestimenti museali. Tra questi ricordiamo: il Museo Nazionale di Storia Mongola, talvolta chiamato ancora Museo della Rivoluzione, dove sono esposti reperti risalenti all’età della Pietra, interessanti collezioni di diversi gruppi etnici mongoli e numerosi cimeli del periodo dell’orda mongola; il Museo di Belle Arti Zanabazar, che vanta una splendida collezione di dipinti, incisioni e sculture, tra cui numerose opere dello stesso Zanabazar; il Museo di Storia Naturale, che offre un’interessante retrospettiva dell’era sovietica ed ospita mostre riguardanti la geografia, la flora e la fauna della Mongolia; il Museo commemorativo delle vittime delle persecuzioni politiche, che documenta le sanguinose purghe staliniane che colpirono svariati esponenti di spicco della politica mongola negli anni ’30; ed il Museo della Città di Ulaanbaatar, dove compiere un breve viaggio indietro nel tempo alla scoperta della storia della capitale mongola.

Il Palazzo d’Inverno di Bogd Khan, in cui risedette per vent’anni l’ottavo Buddha vivente e ultimo re della Mongolia, è una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere. All’interno della proprietà ci sono sei templi ed un’estesa mostra di animali imbalsamati, vera passione di Bogd Khan. Se vi rimane tempo si possono visitare il Parlamento, il Palazzo della Cultura, il Teatro di Stato dell’Opera e del Balletto e la Borsa valori, tutti nei pressi della piazza principale, oltre a concedersi un rilassante pomeriggio a Buddha Park.

L’evento più importante dell’anno è il Naadam, che si tiene l’11 ed il 12 luglio, durante il quale un’atmosfera particolarmente gioiosa avvolge la capitale, animata da manifestazioni di ogni genere. Se si capita a Ulaanbaatar a metà marzo vale la pena di assistere al Festival Invernale del Polo su Cammello, un evento non turistico al quale partecipano molte squadre provenienti da tutto il paese.

A causa dell’altitudine, della latitudine e della distanza dal mare, Ulaanbaatar è la più fredda capitale nazionale del mondo, con un clima subartico sensibilmente influenzato dai monsoni. Le estati sono brevi e fresche, con valori medi compresi tra 15 e 20 gradi, mentre gli inverni sono lunghi, gelidi e molto secchi, con le temperature che in gennaio possono piombare fino a -30 gradi.

L’aeroporto internazionale Chinggis Khan, il principale scalo aereo mongolo, si trova 18 chilometri a sud-ovest del centro ed è servito da diverse compagnie aeree europee. Per muoversi in città si potrà contare sugli autobus, che partono da due stazioni principali: Bayanzurkh Avto Vaksal, quella orientale, e Dragon (Luu) Avto Vaksal, quella occidentale, situata lungo Peace Avenue. Dalla stazione ferroviaria partono quotidianamente treni per tutte le maggiori città della Mongolia e diverse località russe.
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