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Harare, visita alla Capitale dello Zimbabwe

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Harare è la principale città dello Zimbabwe, nonché cuore economico, politico e culturale del paese; ospita una popolazione di oltre due milioni di abitanti ed è una moderna capitale a tutti gli effetti. La città fu fondata sul finire del XIX secolo nella zona centro/nord-est del paese con il nome di Fort Salisbury in una regione montuosa ad un’altitudine di quasi 1500 metri sul livello del mare.

La città fu dichiarata municipio nel 1897 e due anni più tardi, quando giunse la ferrovia dal Mozambico, iniziò a svilupparsi come importante centro commerciale nel territorio, allora chiamato Rhodesia del Sud. Negli anni Venti del XX secolo Salisbury divenne capitale della colonia britannica e, successivamente, dopo la dichiarazione d’indipendenza della Rhodesia (non riconosciuta) dalla Gran Bretagna nel 1965, iniziò un periodo di disordini ed insurrezioni.

L’indipendenza della Repubblica dello Zimbabwe giunse solamente nel 1980, e Robert Mugabe – un intellettuale marxista – ne divenne il primo Presidente. Due anni più tardi Salisbury mutò il proprio nome nell’attuale Harare, termine Shona dato in onore del capo Neharawa. Prima dell’indipendenza Harare era anche il nome di uno dei quartieri neri della capitale, oggi conosciuto come Mbare. La storia recente del paese, a partire dal duemila, è stata caratterizzata da crisi economiche e politiche importanti, nonché da scontri e violenze tra sostenitori delle varie fazioni politiche, con reciproche accuse di brogli durante le elezioni presidenziali.

Tra i principali siti d’interesse della capitale africana si segnalano il Queen Victoria Museum, che ospita interessanti mostre storiche e zoologiche, e la National Gallery of Zimbabwe, dove si trovano numerosi dipinti europei e diversi pezzi di arte africana tradizionale e contemporanea; questa è sicuramente una tappa impedibile per gli appassionati d’arte. Nei National Archives, invece, sono ospitati alcuni dei lavori originali – sotto forma di diari, appunti ed altro – dei primi grandi esploratori e missionari giunti in Africa nei secoli scorsi.

Oltre ai musei, è possibile visitare anche le locali cattedrali anglicane e cattoliche, mentre a quanti preferiscano abbandonarsi ad una passeggiata per le belle vie della città, si ricorda che Sam Nujoma Street è una delle principali strade della capitale, particolarmente affollata; per entrare ancor più in contatto con la popolazione locale, ci si potrebbe recare al Rufaro Stadium, un moderno impianto polifunzionale che ospita prevalentemente partite di calcio.

Numerosi sono gli edifici storici ben conservati così come i bei parchi e gli eleganti giardini; la natura qui è di casa, grazie ad uno strepitoso clima che avvolge la città e che ne aumenta la bellezza. Molte delle strade e dei grandi viali che la attraversano sono affiancati da alberi di jacaranda, che raggiungono l’apice del proprio splendore quando sono in fiore in settembre, così come i dintorni della capitale sono densamente popolati dalla Msasa Brachystegia spiciformis, una pianta le cui foglie colorano il paesaggio di tonalità rosso-vino nel mese di agosto (Vedi foto).

Il Botanic Garden è famoso per le sue oltre novecento specie di piante selvatiche provenienti da ogni angolo della nazione, mentre il Mukuvisi Woodland è un’area protetta di quasi trecento ettari che si estende lungo le rive del torrente Mukuvisi; qui vivono numerosi grandi mammiferi africani, come giraffe, zebre, impala ed una strepitosa varietà di uccelli.
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Agli amanti dello shopping si consiglia una visita al caratteristico mercato nel quartiere di Mbare; in questo luogo variopinto si può trovare qualsiasi tipo di oggetto d’artigianato prodotto nel paese, dai vestiti a i cesti, dalle statue in legno ai braccialetti. Non vi è dubbio alcuno che sia proprio il posto ideale per andare a caccia di souvenir.

Spostandosi leggermente al di fuori del centro, la collina di Kopje, a sud-ovest della città, è un ottimo luogo per godersi un’ottima vista su Harare; sulla sua vetta arde la fiamma eterna dell’indipendenza, accesa nel 1980 in occasione di tale avvenimento storico per il paese.

Se da un lato Harare è una città che sa colpire ed innamorare il visitatore a prima vista grazie ai suoi colori, la sua musica, l’allegria e la magia tutta africana, dall’altro occorre tenere presente che non è esente da furti e criminalità; per tale ragione si consiglia di evitare gli spostamenti notturni a piedi e di affidarsi quindi ai taxi. Un altro dei grossi problemi – tanto della capitale quanto dell’intero Zimbabwe – è l’alto tasso di sieropositività diffuso tra i suoi abitanti; il paese è infatti una delle nazioni africane con la più alta mortalità dovuta all’AIDS.

Il clima nella città è mite nonostante la latitudine tropicale, grazie soprattutto all’altitudine ed ai venti che soffiano da sud-est; il mese più caldo è gennaio, la cui temperatura media durante il giorno si attesta sui 25°C. Vi sono tre stagioni che ruotano durante l’anno, rispettivamente una calda ed umida (novembre/aprile), una fredda e secca (maggio/agosto) ed una calda e secca (settembre/ottobre).

Per raggiungere Harare dall’Europa si può prenotare un volo con una delle compagnie che collegano l’aeroporto internazionale della capitale al vecchio continente; tra gli altri, esistono voli diretti da Londra, Amsterdam e Ginevra.
Una volta giunti nello Zimbabwe ci si può spostare per via terrestre (per dirigersi ai grandi parchi naturali occorre un fuoristrada) o, per coprire le distanze maggiori, in aereo con voli interni tra Harare e le principali destinazioni turistiche, come le cascate Vittoria, Bulawayo ed il Parco Nazionale Hwange.
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