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Le foto di cosa vedere e visitare a Tangeri

Vacanze Tangeri: tra Asilah, Tetouan e Chefchaouen

A Tangeri, tutto comincia dal mare e tutto finisce al mare. Dalla Terrasse des Paresseux (la terrazza dei pigri) fissate questo quadro vivente contemplato da tanti artisti: il porto, le acque verdi e blu di Gibilterra e, in lontananza, l'Andalusia dorata dal sole che tramonta. A Tangeri, due Capi si affacciano su due mari che si mescolano. Il Capo Malabata s'orienta verso il sol levante. Bisogna andarci all'ora blu quando cielo e mare si confondono i n una sola luce. Il Capo Spartel si volge verso l'Atlantico e il sole che tramonta. Bisogna trovarsi lì al crepuscolo, quando l'orizzonte è rosa e le piante sprigionano i loro profumi. C'è sempre un motivo, balneare o culturale per girare intorno a Tangeri. Gli appassionati del mare potranno nuotare nell'Atlantico al mattino e nel Mediterraneo al pomeriggio. O viceversa. A est di Tangeri, a dieci chilometri dalla città, si arriva a Capo Malabata con una strada magnifica che serpenteggia attraverso le colline e costeggia baie sabbiose. Ne troverete certo una solitaria ed esclusiva dove abbandonarvi alla sublime arte del bagno di sole o del bagno di mare. Oltre il faro, la vista del mare, di Tangeri e dello stretto appare come un richiamo dell'infinito.

A nord-ovest, a dodici chilometri da Tangeri, davanti al Cap Spartel, l'Atlantico bacia il Mediterraneo. Lo stretto si apre su questo estremo promontorio dell'Africa coperto da cisti rigogliosi e da imponenti alberi da sughero. A qualche chilometro di distanza la storia si tuffa nella leggenda. Le onde continuano a scavare le Grotte di Ercole mentre il mare ruggisce. L'Uomo nella preistoria vi abitava. In seguito vi ha estratto il calcare per costruire le macine. Poco lontano si possono ammirare i ruderi romani delle terme e degli oleifici di Cotta.

Chi percorre la costa Atlantica scopre insieme il fascino del mare e della storia. La tranquilla cittadina d'Asilah, a 40 chilometri da Tangeri, è come assopita dietro i suoi portali blu, verdi e gialli. Eppure la sua storia è costellata di peripezie. Asilah è stata romana, spagnola, portoghese. Bastioni, torri, fortificazioni imponenti, offrono oggi tranquille passeggiate in riva al mare e ristoranti famosi per la loro frittura di pesce. Da non perdere il festival che si svolge ad Agosto, quando la città diventa un'immensa galleria d'arte e gli artisti dipingono i muri delle case e appendono le loro opere ai muri del palazzo del Pascià Raissouni. Larache è celebre per Lixus, il luogo mitico dove si narra che Ercole raccogliesse le mele d'oro: l'undicesima delle sue fatiche. Alle terme di Lixus, lo stupefacente mosaico (Il Dio Oceano) di 60 mq rappresenta il volto austero e maestoso di Nettuno, cinto di zampe di crostacei. Grandioso! l ruderi più importanti sono il tempio, il teatro, l'acropoli e le terme. Più ad est, all'interno, Tetouan si congiunge col Rif. Di un bianco assoluto nel suo scrigno verde lussureggiante essa sposa le culture araba e andaIusa. Qui, ogni tradizione ha il proprio spazio, ogni corporazione ha la sua strada. Passeggiare per Tetouan, sede di musei magnifici e di istituzioni culturali significa vivere in un'unica città l'unità c la diversità del Marocco.

A nord della città, la località balneare di Cabo Negro srotola al sole le sue lunghe spiagge di sabbia fine e 9 fairways verdeggianti. Nell'entroterra, a 60 chilometri a sud di Tetouan, la città blu e bianca di Chefchaouen è una de lle città pi ù piacevoli del Marocco. Città santa con una ventina di moschee e di santuari; città felice con stradine acciotolate che conducono a tranquille piazzette ombrose. Dolce vivere a Chefchaouen! Fonte: Ufficio Nazionale per il Turismo del Marocco
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