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Zagora (sud Marocco): viaggi ai confini delle terre abitate

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Un grande cartello a Zagora annuncia: da qui 52 giorni a Timbuktu (Tombouctou) ovviamente a piedi o in cammello, ma l'informazione la dice lunga sulla posizione di frontiera di questa sperduta città della valle del fiume Draa, luogo ideale per una vacanza di scoperta della magia del deserto e dove poter incontrare e parlare con gli uomini 'blu', le popolazioni touareg che da qui (ancor oggi, ma in modo più turistico) compiono le carovane del deserto che collegano le popolazioni del centro africa con quelle del nordafrica.

Per arrivare a Zagora in genere si proviene da nord e dalla zona di Marrakech, o in alternativa dalla costa di Agadir.
Da Marrakech ci si inoltra all'interno dell'Atlante lungo la N9, strada spettacolare che culmina al passo di Tizi n’Tichka. Da qui scendendo verso Ouarzazate tappa obbligata per ammirare Ait Ben Haddou, poi si continua a sud di Ouarzazate sempre lungo la N9.
La strada che da Ouarzazate va a Zagora (circa 160 chilometri) vi porta attraverso la grandezza delle cime e le creste del Djebel Sarhro con la strada che culmina al passo di Tizi n'Tinififft (1660 m). Al Agdz, emerge dalle montagne prima di giungere ad uno straordinario belvedere sulla valle del Draa con lo spettacolo del nastro verde delle oasi, circondato dal rosso delle rocce che si perde nella foschia, e con sparse le kasbahs della valle del Draa. La strada poi segue il Oued Drâa, ed è fiancheggiata da palme. L’arrivo a Zagora è annunciato dal Jebel Kissane, la sola montagna di Zagora.

Qual è il periodo migliore per visitare Zagora? Le temperature del deserto in estate diventano piuttosto problematiche, con valori che possono superare i 35 gradi ma anche i 40°C. Conviene allora visitare la zona in primavera ed in autunno. In primavera a volte lo spettacolo del paesaggio diventa straordinario per il contrasto della neve sull’Atlante con i colori delle rocce desertiche. A Zagora piove pochissimo ma in autunno ed in inverno i fiumi che scendono dall’Atlante possono presentare delle piene improvvise.

Il fime Draa sorge in Alto Atlante e taglia un profondo canale tra Djebel Sarhro e l’Anti Atlante attraverso una serie di precipitosi canyon famosi per le loro pareti di rocce verdi e nere. Gli abitanti del valle del fiume Draa sono un misto di arabi, berberi, Ebrei e di origini della Mauritania, cioè i discendenti degli schiavi. Sotto costante attacco da tribù nomadi nord africane, si raggrupparono insieme in villaggi fortificati chiamati "ksours", circondati e da loro divisi dai palmeti e campi coltivati. Sorgono ancora come piccole città-stato, con la vita che ancora si svolge all'interno della loro muri di protezione, il cui colore e tessitura riflettere il colore del deserto circostante.

... Pagina 2/2 ...Cosa vedere e cosa fare a Zagora? Piuttosto moderno in apparenza, Zagora a prima vista sembra più importante come un centro amministrativo regionale, che come un luogo interessante da visitare. Anche se non si trovano delle meraviglie architettoniche come a Meknes e Fez, o la travolgente atmosfera di Marrakech, Zagora rimane comunque un interessante punto di partenza per esplorare il sud-est del Marocco ed il deserto.

Anche se le sue origini risalgono al 13 ° secolo, Zagora non può pretendere di essere una città di grandi monumenti architettonici, ma poco a sud della città, situata sulle pendici del strano, pan di zucchero nero della collina chiamata Jbel Zagora, i resti di un precedente insediamento Almoravide ancora oggi rivelano la loro rigorosa, griglia rettangolare. Da qui le vedute sul paesaggio circostante e la città sono bellissime, specie al tramonto.

A circa 20 chilometri a sud di Zagora una escursione raccomandata vi porta su strada asfaltata fino a Tamegroute, un villaggio che originariamente si era sviluppato come un centro di apprendimento coranico. Qui, tra le antiche scuole teologiche, ci sono anche artigiani come i vasai ed un interessante mercato.

A sud di Tamegroute si trovano le belle dune di sabbia dorata Tinfou, il cui colore cambia con la luce. E’consigliabile venire all’alba e la notte che sono i momenti idonei a scalare le dune e contemplare l'ambiente circostante, al riparo dal gran caldo.


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