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Quirimbas Islands, viaggio nell'arcipelago del Mozambico

Le Quirimbas, conosciute anche come Isole Fortunate, sono un piccolo arcipelago composto da una trentina di isole situate a breve distanza dalla costa settentrionale del Mozambico. La popolazione complessiva è all’incirca di 50.000 persone, prevalentemente dedite alla pesca nei dhow, le canoe a bilanciere tipiche di molte zone costiere dell’Africa orientale. Dal punto di vista amministrativo le Quirimbas (anche chiamate Kirimbas) ricadono all’interno della provincia di Cabo Delgado, e sono bagnate dalle acque dell’Oceano Indiano e dal Canale di Pemba.

La conformazione morfologica degli atolli è quantomeno curiosa, visto che si trovano praticamente allineati a breve distanza dal litorale mozambicano tra la città di Pemba e l’estuario del fiume Ruvuma, il confine naturale che divide il Mozambico dalla Tanzania. Le Quirimbas, che rappresentano una meta turistica in costante sviluppo e sempre più conosciuta nel mondo, sono un vero e proprio paradiso naturalistico ancora incontaminato. La ricchezza della flora, l’abbondanza e la varietà della fauna, le foreste, le straordinarie barriere coralline, sono queste le ragioni principali che spingono ad intraprendere il lungo viaggio verso l’arcipelago mozambicano, meta ideale per una vacanza all’insegna del relax e della natura. A partire dal giugno del 2002, in seguito ad una proposta avanzata dal WWF e da un’istituzione locale, il GECORENA, e sottoscritta dai rappresentanti della popolazione, l’intero arcipelago è divenuto area protetta, condizione fondamentale per tutelare l’area dai possibili danni arrecati dalla mano dell’uomo. Le undici isole meridionali appartengono anche al Parco Nazionale Quirimbas, una riserva naturale marina di oltre 1500 km².

L’isola più importante e conosciuta dell’arcipelago è Matemo. Quest’ultima, raggiungibile in una mezzoretta di volo da Pemba, è la più settentrionale delle Quirimbas e rappresenta la soluzione ideale per famiglie o coppie in cerca di pace e serenità, ma comunque desiderose di poter usufruire di tutti i più comuni servizi turistici, garantiti dai meravigliosi bungalow del Matemo Island Resort. La lunga spiaggia protetta dalle correnti e dai venti costituisce la cornice ideale per un mare semplicemente meraviglioso, cristallino, all’interno del quale nuotano 375 specie di pesci diversi oltre a dugonghi, tartarughe marine, balene, delfini, squali e subacquei. Matemo è infatti una meta particolarmente suggestiva per compiere immersioni ed escursioni a pelo acqua, rese gradevoli dalla trasparenza e dalla temperatura dell’acqua, che difficilmente scende al di sotto dei 28 gradi.

Un gradino sotto si segnala Quilalea, un’isola caratterizzata da conformazioni di corallo fossile e da alture di rocce scure che si gettano a strapiombo direttamente in mare. La barriera corallina è vicinissima alla costa, tanto che in presenza della bassa marea è possibile anche raggiungerla a piedi, mentre passeggiando nell’entroterra si possono incontrare anche dei daini. Sulla vicina isoletta di Sencar, protetta in quanto destinata alla riproduzione di tartarughe marine ed uccelli, si possono visitare le rovine dei primi insediamenti arabi della zona, realizzati tra il X ed il XII secolo ed oggi ricoperti da una rigogliosa vegetazione.

Altre due isole molto conosciute sono Medjumbe e Vamizi, due atolli corallini di dimensioni leggermente inferiori alle precedenti. La costa della prima è frastagliata, ricca di insenature e baie cinte da palme che si specchiano sull’azzurro dell’oceano. Per raggiungere Medjumbe bastano una quarantina di minuti a bordo di una delle piccole imbarcazioni che quotidianamente coprono i pochi chilometri che la separano da Matemo, un tragitto a sua volta molto interessante e spesso reso ancor più bello dai delfini che nuotano ai lati della barca. Uno dei siti naturalistici più spettacolari dell’isola è Saint Laurent Banks, un punto della barriera corallina particolarmente profondo dove si possono ammirare diverse specie di pesci intendi a compiere salti e piroette sottomarine. Merita una visita anche il vicinissimo atollo di Qusinaga, per il momento privo di ogni forma di antropizzazione umana e per questo ancora più suggestivo. Per quanto riguarda Vamizi invece, la caratteristica principale è la lunghezza della spiaggia sabbiosa, che tra palme, mangrovie ed alberi di cocco si estende per oltre otto chilometri. La vegetazione dell’isola è lussureggiante, tale da ospitare numerose specie di animale, tra cui alcune simpatiche scimmie che non è raro vedere arrampicate sui rami delle piante in riva al mare. Passeggiando sul litorale si scorgono spesso grandi colonie di tartarughe di mare in cerca di cibo nei pressi della costa.

Per raggiungere le Quirimbas si deve necessariamente prima atterrare nella vicina Pemba, una città di 85.000 abitanti capitale della provincia di Cabo Delgado. Trascorsa una notte in paese ci si imbarca a bordo di una delle molte lance preposte o, per i più facoltosi, all’interno di elicotteri o piccoli velivoli diretti prevalentemente a Matemo, da cui poi prendere il collegamento per ogni singola isola.
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