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Cetara: il piccolo borgo di pescatori sulla Costiera Amalfitana

Cetara, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Basta pronunciarne il nome e sembra di sentire il profumo del mare, o di vedere le reti scure dei pescatori abbandonate sul molo al tramonto. Infatti Cetara, nome di un borgo pittoresco della Costiera Amalfitana, significa proprio “tonnara”, e si rifà alla tradizionale attività della pesca praticata da sempre dai suoi abitanti. Ombreggiata dal Monte Falerio e lambita da un Tirreno cristallino, Cetara è un paese in provincia di Salerno di appena 2400 abitanti, dove tutto ruota intorno alla vita di mare e ai ritmi dei pescherecci. Anche l’agricoltura è da secoli tra le attività preferite: collane lucenti di vigneti e agrumeti, come ricami di pepite al sole, circondano la cittadina sui due lati, nella profonda valle che accoglie le abitazioni.

Popolata alla fine del IX secolo dai musulmani e attaccata violentemente dalle armate turche nel 1551, Cetara si armò si una possente torre di avvistamento che consentisse alla popolazione di prevenire altri eventuali assalti: è questo il simbolo del ridente borgo, oggi che la costa è al sicuro dalle scorrerie piratesche. Ancora immune dai disagi che il turismo di massa rischia di creare, tutto sommato giovane come meta turistica, Cetara è passata tutt’altro che inosservata agli occhi dell’UNESCO, che l’ha eletta Patrimonio dell’Umanità: alle meraviglie di una natura spettacolare si uniscono i gioielli storico artistici del centro, in gran parte realizzati dall’Ordine dei Francescani.

La Chiesa di San Francesco è infatti tra le più belle imponenti del paese: eretta nel XVII secolo, è a navata unica ed è dotata di una cupola elegante, affrescata all’interno dal pittore Marco Benincasa. Da vedere anche la Chiesa di San Pietro, il patrono di Cetara, edificata alla fine del IX secolo per celebrare la cacciata dei saraceni da parte dei salernitani. Ristrutturata nel corso del Settecento, la chiesa è affiancata da un campanile duecentesco a bifore, con la cella campanaria ottagonale, mentre l’interno barocco è sormontato da una bella cupola maiolicata.

Tra le architetture civili, spicca per valore storico la già citata Torre costiera Vicereale. Bloccare le invasioni dei turchi provenienti dal mare non era in realtà il suo unico scopo: la struttura doveva infatti proteggere i commerci marittimi locali dalle scorrerie dei pirati, che partivano dalle insenature lungo la costa non appena il momento era loro propizio. Dopo l’arrivo dei turchi, nel 1534, la torre venne inclusa in un sistema difensivo ben più consistente: c’erano in tutto 400 torri, disseminate lungo gran parte del litorale italiano meridionale. Non appena le navi nemiche si avvicinavano, le vedette comunicavano tra loro con segnali di fuoco o fumo e si preparavano a difendere la popolazione locale.

E’ una vera fortuna che oggi gli abitanti di Cetara non debbano più preoccuparsi di pericolosi commerci via mare, o dei possibili attacchi di pirati sanguinari: in questo modo possono dedicarsi con passione all’ottima cucina tradizionale o all’allestimento di manifestazioni suggestive, che faranno innamorare i turisti. La gastronomia del borgo si basa ovviamente sul pesce, specialmente il tonno e le alici: gli spaghetti con la colatura di alici sono tra le specialità più richieste, ma merita di essere assaggiato anche il “cuòppo”, la frittura mista di alici e calamari salati.

Tra le feste più caratteristiche c’è la processione in onore del patrono San Pietro Apostolo, che si ripete ogni anno il 29 di giugno e consiste nel trasporto della statua del santo per tutte le vie del paese, illuminate a festa per l’occasione. I momenti salienti della processione sono la benedizione al mare e la corsa finale sulle scale della chiesa di san Pietro. Passata la mezzanotte le funzioni religiose cedono il passo al puro divertimento, con balli, musica e fuochi d’artificio.

L’altra festa più nota di Cetara è, ancora una volta, legata alla cucina: si tratta della sagra “A tutto tonno”, che si svolge in agosto e occupa tutte le giornate: la mattina e il pomeriggio ci sono incontri e conferenze legate alla pesca, molto spesso tenute proprio sulle antiche tonnare, mentre la sera ci si abbandona ai piaceri della tavola e il molo del porto si trasforma in un pittoresco ristorante sotto le stelle, allietato dai canti popolari della tradizione campana.

Un ingrediente indispensabile per ottenere un borgo così affascinante è un clima piacevole, che accolga i visitatori con temperature sempre gradevoli e tanto sole. Qui il clima mediterraneo è l’ideale: le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di 6°C a una massima di 13°C, mentre in agosto si va dai 19°C ai 30°C. Le precipitazioni, scarse in estate, si concentrano tra novembre e gennaio, quando cadono in media 150 mm di pioggia mensili.

Per raggiungere Cetara ci sono varie possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere la Napoli-Salerno, uscire allo svincolo per Vietri sul Mare e continuare sulla SS Amalfitana 163 fino a Cetara: la distanza da Napoli è di circa 49 km. Per chi preferisce il treno, la stazione più vicina è quella di Salerno, a circa 9 km, da cui partono i pullman per Amalfi. L’aeroporto più vicino è invece quello di Napoli-Capodichino, a 50 km.
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