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Monteverde (Campania): il castello e la visita al borgo dell'Irpinia

Monteverde, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Dal 2013 Monteverde è inscritto nel prestigioso circuito de I Borghi più belli d’Italia, ma l’ultima soddisfazione per questo piccolo paese di 700 abitanti in provincia di Avellino è recentissima, perché dai primi giorni del 2019 l’Unione Europea lo considera il borgo più accessibile d’Italia, premiandone appunto l’accessibilità ai beni culturali con l’Access City Award 2019.

Non è consueto rilevare in un comune attenzione e sensibilità nei confronti delle varie disabilità: Monteverde dispone di 5 km di percorsi studiati per i non vedenti da una peculiare prospettiva tattilo-plantare, aperti peraltro a diversamente abili al pari di un attrezzato campeggio sperimentale e molteplici altri servizi, wi-fi, applicazioni e strumenti tecnologici.

Il territorio dell'Irpinia

Questo notevole borgo campano sorge su una ruvida altura dell’Appennino Campano, in una specifica zona dell’Irpinia assai gradita alla rarissima cicogna nera, che in questo territorio è solita nidificare andandosi ad aggiungere al brulicare copioso di lupi, che all’area attribuiscono addirittura il nome (Irpinia deriva da hirpus, ovvero “lupo” nell’antica lingua sannita). Se ne possono trovare insinuati nella ricca vegetazione che attornia ad esempio il lago di San Pietro (protagonista dal 27 luglio al 25 agosto de Il Grande Spettacolo dell’Acqua, esplosione di luci, suoni e balli), il bosco Zampaglione oppure quella facente parte dei 456 ettari della Foresta Mezzana, adatta alla pratica del birdwatching.

Storia

L’abbondanza di boschi e quercete è il principale motivo per cui è stato coniato il nome Monteverde, derivato dal toponimo Montis Viridis, che nel lontano 897 è citato come Castrum Montis Viridis in pergamene longobarde. Furono i Normanni poco dopo il Mille a dettare le linee stilistiche e costruttive oggi notabili nel centro storico, cuore di quello ch’è stato feudo dei Grimaldi, dei Caracciolo e dei Sangermano.

Il Castello

All’ombra del suo castello e sfiorata dal fiume Ofanto, Monteverde si stringe alla fortezza aragonese accorpando in un solo caloroso abbraccio le casupole in arenaria, resistenti ai numerosi terremoti susseguitesi in quest’angolo di Campania. Vicoli, archi e scalinate si adeguano all’andamento del colle secondo un orientamento concentrico. Il fortilizio – internamente al quale è stato allestito il Museo multimediale permanente “MiGra” che testimonia il ruolo della donna nella civiltà contadina - si dota di quattro torrioni di forma cilindrica e angolari entro una struttura a pianta irregolare che ha beneficiato nel 2006 di una vivificante riqualificazione e parimenti le mura pelasgiche-sannitiche erette nel IV secolo a.C.

Cosa vedere a Monteverde

Più che gli edifici di stampo civico come Palazzo Pelosi e Palazzo Spirito, eppure molto belli, catturano maggiore attenzione i luoghi di culto, in particolare l’ex cattedrale di Santa Maria di Nazareth, sorta nel ‘300 ma rifatta nel 1728 secondo canoni espressamente barocchi.

Esiste inoltre la Parrocchiale di Santa Maria di Nazareth, rifatta interamente nel 1901 conservando l’impianto primitivo dell’XI secolo. La Chiesa di Santa Maria del Carmine, settecentesca, emoziona con il suo campanile del secolo successivo alla fondazione ecclesiale, più piccole invece le chiese di Sant’Antonio e di San Rocco.

Eventi, sagre e manifestazioni

La spiritualità della popolazione viene annualmente espressa tramite ricorrenze molto sentite, citiamo la Festa di San Michele Arcangelo e la relativa processione l’8 maggio, la Festa della Madonna della Neve i primi giorni di agosto e infine la Festa della Madonna del Carmelo il 18 del mese più caldo dell’estate.

I Monteverdesi amano ritrovarsi anche al di fuori delle manifestazioni aggregative per tener fede a una risonante tradizione gastronomica e gustare allora tutti i tesori locali, la focaccia contadina di mais, svariate tipologie di pasta fatta in casa, legumi, insaccati e prodotti caseari che si digeriscono meglio con un buon bicchiere di Aglianico o di birra artigianale Serro Croce, fatta con orzo autoctono.

Come arrivare a Monteverde

Dall’Autostrada A16 uscire a Candela, proseguire sulla SS 655 in direzione Monteverde/Melfi, immettersi sulla SS 401 verso Avellinoe dopo 8 km uscire a destra dirigendosi verso il borgo; dalla stazione ferroviaria di Avellino proseguire in autobus; l’aeroporto di Napoli Capodichino è quello di riferimento.

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