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Vacanze a Gozo, alla ricerca di Calypso

Gozo, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Nelle vicinanze di Xaghra, a strapiombo su Ramla L-Hamra, la più bella spiaggia di Gozo - tutta di sabbia rossa - si trova la grotta di Calypso, identificata come il luogo di cui parla l'Odissea. Gozo, l'Isola di Ogigia nell'antichità, accoglieva, secondo la leggenda, la ninfa Calipso che avrebbe fatto di Ulisse il suo "prigioniero d'amore", per sette anni. Dentro e fuori questa grotta, proverete un'insolita emozione e potrete ammirare un panorama abbagliante. Nei pressi della riva, ad un livello inferiore, si trovano rovine di fortificazioni edificate alla fine alla metà del secolo XVIII dai Cavalieri, al fine d'impedire qualsiasi sbarco di truppe nemiche. Questi fortilizi occultavano due mortai di pietra, vere "cannoniere", stipate di pietrame e polvere da sparo. Essi erano sistemati a livello del mare, in modo da colpire e distruggere tutti i vascell i che si accostava no troppo.

Dwejra, sul litorale ovest di Gozo, sfoggia un fenomeno naturale straordinario, battezzato Inland Sea (Mare Interno). Si tratta di un vasto bacino d'acqua poco profonda, nascosto dietro la scogliera, che comunica con il Mediterraneo attraverso una modesta apertura nella roccia. Durante la bonaccia, i battelli da pesca conducono i visitatori attraverso uno stretto passaggio, per far loro ammirare Fungus Rock e Azure Window (la Finestra Azzurra). I subacquei esperti sostano spesso qualche giorno negli immediati dintorni del Mare Interno, che utilizzano come base per le escursioni nei fondali marini più i nte ressa nti.

Noto anche con il nome di II-Gebla tal-General (lo Scoglio del Generale), Fungus Rock (vedi foto) si erge al di sopra della vasta baia del Mare Interno. Qui cresceva un tempo il fungus gaulitanus, uno champignon molto apprezzato dai Cavalieri per le sue virtù medicinali. Chiunque fosse stato sorpreso a raccoglierlo illegalmente, sarebbe stato immediatamente condannato a morte.

La Finestra Azzurra (vedi foto) è opera del mare e delle onde, che hanno eroso la roccia. All'estremità superiore delle due gigantesche colonne rocciose, che misurano circa 40 metri di diametro, riposa un enorme blocco di pietra, lungo 100 metri ed alto 20. L'insieme forma una enorme finestra, sotto cui si specchiano le onde azzurre. Generazioni di Gozitani attraverso i secoli, l'hanno chiamata it-Tieqa.

La Basilica di Ta'Pinu è luogo di pellegrinaggio. Il 22 giugno 1883, Carmela Grima sentì la Vergine Maria parlarle dentro la vecchia cappella. Uno dei suoi amici, Frangisk Portelli, affermò anch'egli d'aver ascoltato la santa voce. Si decise così di costruire una chiesa più grande e più bella in onore della Vergine Maria. Gli isolani parteciparono all'edificazione dell'imponente complesso, che iniziò nel 1920. La chiesa fu consacrata nel 1931 e, l'anno seguente, il papa Pio XI conferi ad essa lo stato di Basilica. L'antica cappella del XVI secolo è stata incorporata nel nuovo edificio. E' sempre possibile visitarla. I suoi dipinti ed ex voto sono stati conservati.

La Rotonda di Xewkija (the Rotunda), la Chiesa di San Giovanni Battista domina il villaggio e il paesaggio circostante. La costruzione iniziata nel 19S2, vanta un'architettura ispirata dalla chiesa di Santa Maria della Salute a Venezia. La sua cupola - the Rotunda - pare sia una delle più larghe d'Europa. Il Museo del Folklore a Gharb Occupa una bella casa patrizia del XVIII secolo, nel cuore del villaggio di Gharb. Visitando le sue diciotto sale è possibile ripercorrere la storia delle locali tradizioni artigianali. Il Museo del Mulino a Vento di Ta'Kola à Xaghra. Questo tipico mulino a vento gozitano (sull'isola non ne restano che quattordici) funziona perfettamente. Esso ospita un museo del folklore, che vi permetterà di scoprire le antiche tradizioni paesane. Fonte: Malta Tourism Authority / Autorità per il Turismo di Malta
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