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Vasteras (Västerås), Svezia: guida alla visita della città

Vasteras, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Capoluogo della contea di Vastmanland (Svezia), Vasteras (Västerås) è una città di 135.000 abitanti che ha nella sua lunga storia le ragioni del suo fascino. A parte la bella cattedrale ed i suoi tesori d’arte, la città possiede scorci deliziosi abbelliti da edifici risalenti al XVII e XVIII secolo. Il fiume Svartan, che l’attraversa prima di gettarsi nel lago Malaren, crea nel nucleo storico prospettive non monumentali, ma intime e pittoresche. Vasteras, tutt’altro che arroccata nel suo passato, è oggi una città industriale piena di progetti per il futuro, caratterizzata da un aspetto molto vivace e da moderne realizzazioni architettoniche ardite e innovative.

Mercato vichingo tra il IX e l’XI secolo, e a seguire diocesi fin dal XII secolo, Vasteras (Västerås) fu più volte sede della Dieta, ovvero la riunione popolare nella quale si prendevano le decisioni più importanti per il futuro dell’insediamento; nel 1527 la Chiesa riformata vi fu proclamata Chiesa di Stato e nel 1544 il trono svedese vi fu reso ereditario. Le vicine miniere di ferro alimentarono ben presto l’industria siderurgica che, insieme all’estrema facilità delle comunicazioni, hanno progressivamente trasformato la città in un centro industriale di grande spessore a livello nazionale.

La grande e animata Stora torget è la piazza centrale, a sud della quale la breve Kopmangatan sfocia sulla Stora gatan, grande arteria commerciale frequentata sia dai turisti che dagli abitanti; al numero 42 si trova il caffè Brogarden, tra i più antichi di tutto l’insediamento; ad est c’è invece lo Scrapan, il grattacielo di 25 piani di vetro e acciaio che dagli anni Novanta ha profondamente modificato lo skyline della città. L’edificio, collegato con un centro congressi ed un garage a più piani, ospita alberghi, ristoranti, uffici e negozi, mentre al pianterreno trova spazio la Galleria, il centro commerciale più fornito di tutta Vasteras. Ad est della Stora torget la Smedjegatan porta alla Vasagatan, affollata di negozi e grandi magazzini. Ad ovest, tra il fiume Svartan e la Badhusgatan, si estende un pittoresco quartiere di piccole case in legno, per la maggior parte risalenti all’inizio del XIX secolo. A nord si erge invece la cattedrale, la più importante meta d’arte di Västerås.

Domkyrkan, per l’appunto la cattedrale, che sorge sul sito di una chiesa precedente, è un grande edificio gotico in mattoni costruito a partire dal XIII secolo e più volte ritoccato; a sovrastarlo è una torre a guglia alta 92 metri opera di Nicodemus Tessin il giovane, che la portò a termine nel 1693. Dalla seconda metà del XIX secolo, la chiesa fu rimaneggiata in stile neogotico e venne rimosso l’arredo interno barocco, mentre l’ultimo restauro radicale risale agli anni 1958-61. L’interno è a cinque navate con volte stellari e presenta una serie di graziose cappelle abbellite da dipinti e sculture risalenti prevalentemente agli anni a cavallo tra il XVI ed il XVII secolo.

A nord della cattedrale si può visitare Kyrkbacken, un antico quartiere scampato agli incendi ed al risanamento degli anni ’60; le strette e tortuose stradine e le casette basse in legno dipinto, le più antiche della città essendo state costruite nel XVIII secolo, ne fanno la meta ideale di romantiche passeggiate; nonostante tutto non è un museo, ma una vera area residenziale ambita da artisti e artigiani, molti dei quali espongono qui le proprie creazioni. A sud del centro, sulla Fiskartorget, sorge il municipio, opera di Sven Ahlbom, che presenta una torre alta 65 metri in cima alla quale c’è un carillon di 47 campane che suona ogni giorno alle 12.00. Accanto all’antico Radhus, il tribunale del 1860 ospita oggi il Konstmuseum, un museo d’arte contemporanea e galleria d’arte per mostre temporanee. A ovest, accanto al piccolo Slottsbron, il ponte pedonale che porta sulla riva destra dello Svartan, c’è la Turbinhus, la turbina della fine del XIX secolo, restaurata che ancora oggi continua a sfruttare l’acqua del fiume per generare 110 kW, ovvero quanto bastava per alimentare una vecchia industria metallurgica. A pochi passi dallo Slottsbron sorge lo Slottet, il castello di Vasteras, interamente circondato da un meraviglioso parco. L’edificio, eretto nel XIII secolo, ma ricostruito dopo un incendio da Carl Harleman nel 1736, è in mattoni ed ospita la sede del governo della provincia oltre al Vastmanlands lansmuseum, un museo di archeologia e storia regionali.

Per concludere degnamente la visita a Vasteras si possono passare in rassegna la Malardalens hogskola, ovvero l’università, che ha sede a nord del centro, oltre la Norra Ringvagen, in un bell’edificio in mattoni e vetro del 1993 considerato tra i migliori esempi di architettura svedese contemporanea, ed il Vallby friluftsmuseum, il museo all’aperto dedicato al folclore situato nel sobborgo settentrionale di Vallby che si compone di una quarantina di vecchi edifici costruiti tra il XVIII ed il XIX secolo e qui trasportati da diverse zone della regione.

Il clima, fortemente influenzato dalla latitudine geografica, è continentale freddo, caratterizzato da inverni lunghi e rigidi e da estati brevi, ma nel complesso gradevoli. Da dicembre ai primi di marzo le temperature sono quasi sempre sotto le zero sia nel valori minimi che in quelli massimi, mentre a partire da maggio le giornate tendono a diventare gradevoli anche grazie al considerevole aumento delle ore di luce. Il periodo migliore per visitare Vasteras ed in generale tutta la Svezia è l’estate, a meno che non vogliate farvi suggestionare dai pittoreschi paesaggi imbiancati di neve tipici dell’inverno, ma anche della seconda parte dell’autunno.

Per quanto concerne i trasporti, Vasteras è servita dall’Aeroporto di Stoccolma-Vasteras, uno scalo di piccole dimensioni situato qualche chilometro ad est del centro e circa 110 chilometri ad ovest della capitale servito prevalentemente da voli nazionali. Una volta messo piede in città ci si potrà muovere liberamente a piedi, in bicicletta, sfruttando le numerose piste ciclabili della zona, o con gli efficienti mezzi pubblici che servono il centro e la prima periferia. Per spostarsi al di fuori dell’agglomerato urbano il consiglio è quello di prenotare un treno o, in alternativa, uno dei tanti autobus che ogni giorno mettono in comunicazione le più importanti città del paese.
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