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Skagen (Danimarca) 60 km di spiagge all'incontro tra Kattegat e Skagerrak

Skagen, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Il bello di Skagen è la sua capacità di sparire, schiacciata dalla luminosità sconfinata del cielo: un cielo che domina e avvolge tutto, che fa dimenticare la terra e si confonde col mare, rovesciando una luce irreale sul corpo piatto della Danimarca. Difficile, forse impossibile, rendere giustizia con le sole parole a un angolo di mondo che arriva a toccare il cielo: per capire non resta che salire sino all’estremità settentrionale dello Jutland, sedersi sui ciuffi d’erba che affiorano dalle dune sabbiose della spiaggia di Grenen, e lasciare che lo sguardo galleggi sul mare, in bilico sull’increspatura che divide il Mare del Nord dal Mar Baltico.

A guardare costantemente lo scontro dei due mari, in danese lo Skagerrak e il Kattegat, c’è il vecchio villaggio di pescatori di Skagen, timido e distante dal mondo. Ma nella sua storia, più Skagen si è mostrato discreto, silenzioso, semplice e pacato, più ha attirato lo sguardo e l’ammirazione di chi vi si imbatteva quasi per caso: la sua bellezza ha generato nel tardo ‘800 un movimento di famosi pittori, rapiti dalla potenza magnetica del paesaggio e stanchi della frenesia delle grandi città. Ancora una volta la luce speciale di questi luoghi è la protagonista indiscussa delle loro opere d’arte: la luminosità del cielo abbaglia le spiagge, infrangendosi e rimbalzando sulle dune, illuminando i tetti rossi delle tipiche case gialle del villaggio.

Oggi Skagen non attira soltanto pittori ma anche scrittori e musicisti e, tra i comuni mortali, un numero sempre crescente di turisti danesi, tedeschi e persino italiani. Oltre alla già citata spiaggia di Grenen, dove il Mar Baltico incontra il Mare del Nord formando un’increspatura costante che dalla costa si allontana perpendicolarmente all’orizzonte, una delle principali attrattive cittadine è il porto. Intriso di tradizioni e storie passate, l’anziano porto di Skagen si sveglia la mattina presto, richiamato dalle voci dei pescatori. I lupi di mare cominciano di buon’ora a salire sui pescherecci, si allontanano in cerca di bottino, e al ritorno usano le casette in legno come magazzini e pescherie.

Tra gli abitanti più autorevoli del villaggio, sarebbe stato bello conoscere il vecchio faro di Vippefyr, costruito nel XV secolo e in seguito perduto. A nord della città ne è stata però fatta una ricostruzione, a testimonianza della sua importanza in passato: infatti l’incrocio delle diverse correnti marine produce in questo punto una turbolenza tanto sublime quanto pericolosa, che un tempo causava frequenti naufragi e perdite di rotta. In seguito il Vippefyr fu sostituito da un secondo faro, di colore bianco, realizzato nel XVII secolo, a sua volta sostituito dal “Faro grigio” del 1850.

Un edificio piuttosto curioso, 1,5 km a sud della città, è la chiesa sepolta tra le dune di sabbia: quando lo scrittore Christian Andersen la vide, nel 1859, la chiamò “la Pompei di Skagen”. E se nell’antico centro campano la vita venne bloccata dall’invasione della lava, qui nel XVIII e XIX secolo è stata la desertificazione a ricoprire di sabbia gran parte dell’area, causandone un abbandono diffuso.

Oggi rimangono alla luce del sole circa i due terzi della chiesa, ma non bisogna pensare che uno sfortunato gruppo di fedeli sia rimasto intrappolato durante una funzione religiosa: in realtà l’edificio era stato chiuso già nel 1795, e nel 1810 ne erano state sottratte diverse pietre, vendute agli abitanti del luogo per la costruzione delle proprie dimore.

Per chi ama la buona cucina, Skagen offre un mare di ottimi locali, dove la qualità degli ingredienti viene messa al primo posto. Pesce e crostacei freschissimi gli ingredienti principali di una cena a Skagen, così come lo è la creatività degli chef locali, questa combinazione fa si che la vostra esperienza gastronomica a Skagen sia indimenticabile.

Chi oggi vive a Skagen ha pensato che il candore della spiaggia, il blu onnipresente di cielo e mare, i gabbiani le dune e un solitario faro che scruta l’infinito, non bastassero per rendere unico questo angolo di mondo: ad accrescerne la bellezza sono nati innumerevoli eventi ed appuntamenti, che nell’arco dell’anno non fanno altro che accentuare un’atmosfera già magica.

Così le sere di luglio, incredibilmente luminose per un paese danese, vibrano ai suoni dolci del festival di musica folk; nello stesso mese i pescatori vendono all’asta i loro ricchi bottini, celebrati dai visitatori più ghiotti durante una prelibata scorpacciata collettiva lungo la costa; ma la Notte per eccellenza, quella con la N maiuscola e dal sapore inconfondibile, è la Notte del 23 giugno: la poesia delle sere estive si accende in mille fuochi sparsi per la città e sulla spiaggia.

Non dimentichiamo che le condizioni geografiche e climatiche di Skagen giocano un ruolo fondamentale nell’accrescerne il fascino: per la sua collocazione, all’estremo settentrionale della penisola dello Jutland, il villaggio è baciato dal sole per un numero di ore molto alto, inimmaginabile nelle altre località della Danimarca.

Anche il freddo non deve scoraggiare i viaggiatori: in gennaio e febbraio la temperatura media oscilla tra -3°C di minima e 2°C di massima, e in luglio i valori minimo e massimo sono di 12°C e 20°C… Ma è il prezzo da pagare per avere un’aria così pura, limpida e brillante.

Per raggiungere Skagen in aereo dall’Italia è necessario atterrare prima di tutto a Copenaghen: da Roma, Milano, Venezia, Pisa o Firenze decollano i voli per la capitale danese, da cui partono altri voli interni diretti a Karup e Alborg. Karup è a 54 km da Skagen, Alborg a 108. Dalle città di atterraggio si raggiunge agevolmente la destinazione finale in treno.

Fonte: Ente Danese per il Turismo
Dal luned́ al venerd́, dalle 14 alle 17: tel. 02 874803
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