Cerca Hotel al miglior prezzo

Le foto di cosa vedere e visitare a Honduras

Honduras: il clima, le temperature e quando andare

Pagina 1/2

L’Honduras è uno stato centroamericano che confina a sud-est con il Nicaragua, ad ovest con il Guatemala, a sud-ovest con El Salvador. A nord il territorio digrada nel Mar del Caraibi, con il quale presenta 670 km di costa, mentre verso sud, troviamo l'Oceano Pacifico nel quale è delimitato anche lo stato di El Salvador.

Geografia dell'Honduras

L'interno del paese è caratterizzato da un sistema montuoso centrale orientato da est ad ovest, tagliato da fiumi che sfociano sia nei Caraibi e nel Pacifico.
Le pianure del comparto meridionale arrivano fino alla costa del Pacifico, mentre il punto più alto del paese è il monte Cerro Las Minas con altezza di 2.870 m sul livello del mare.

La catena montuosa che taglia in senso zonale (ovest-est) tutto il paese attiva, nel periodo invernale, un processo di sbarramento agli alisei di nord-est provenienti dal Mar dei Caraibi, i quali transitano su mari assai caldi acquisendo calore ed alte quantità di vapore acqueo,.
In tal modo, quando la massa d'aria è costretta a salire di quota affrontando il rilievo, si hanno piogge alquanto consistenti (stau orografico) e spesso a carattere di rovescio temporalesco.

Nel contempo sulla costa pacifica i venti ridiscendono verso valle subendo un processo di compressione e riscaldamento, per cui arrivano asciutti determinando così scarse precipitazioni.

Il clima dell'Honduras

Pertanto nel cuore delle stagione autunnale (intesa nell’emisfero boreale) si hanno piogge frequenti ed intense su quasi tutta la costa caraibica che si incrementano affrontando il rilievo alle spalle, fino ad arrivare a precipitazioni scarse o molto scarse su gran parte della costa pacifica.

Solo sul comparto caraibico più orientale è presente un’ampia fascia pianeggiante senza particolari rilievi alle spalle, pertanto le piovosità diminuisce rispetto altre altre aree.

In inverno gli alisei di NE, riscaldandosi per compressione adiabatica scendendo dai rilievi verso il Pacifico, favoriscono temperature più elevate in questa zona rispetto al settore caraibico, prova ne sia che le pianure che digradano verso la costa pacifica sono chiamate "tierras calientes"; salendo di quota tra i 1000 ed i 2000 m si trovano le "tierras templadas" con temperature più temperate dove abbondano le coltivazioni di caffè, mentre a quote superiori si trovano le "tierras frias", vale a dire più fredde ma essenzialmente a causa dell’altitudine.
In primavera si nota un progressivo riscaldamento che culmina con i mesi di aprile e maggio (i mesi più caldi dell’anno).

La stagione calda tende ad estendersi fino a giugno inoltrato sulla costa caraibica laddove giungono gli alisei di SE, più caldi per l’effetto della compressione adiabatica, fino a coinvolgere l’intero paese. In questo periodo la zona di convergenza intertropicale (ITCZ) tende a portarsi intorno ai 10° di latitudine nord per effetto della variata disposizione dei centri di alta pressione sub-tropicali, per cui si attua la confluenza tra gli alisei di SE e quelli di NE.

Aggiungiamo la presenza di notevoli quantità di calore sensibile e calore latente, nonché temperature elevate, ed ecco che si manifesta un periodo molto piovoso per il settore interno e la costa sul Pacifico, con forti piogge e temporali frequenti, che portano ad accumuli di pioggia anche superiori ai 300 mm/mese, specie in prossimità dei rilievi. La costa sul Mar dei Caraibi mostra un decorso pluviometrico primaverile inverso con calo della piovosità mancando l'effetto stau tipico dell'aliseo di NE, che in questa fase stagione latita, unitamente a temperature del mare inferiori.

L’estate comporta una leggera flessione delle temperature medie (in genere -1,5°/-2,0°C rispetto ai picchi primaverili sul versante pacifico, circa -1°C sul resto del territorio) ed un lieve calo della piovosità in alcuni comparti del paese eccetto la costa atlantica laddove le precipitazioni rimangono frequenti, anche se non particolarmente abbondanti.

In autunno come si è detto tornano le piogge, specie nella parte pacifica ove settembre ed ottobre risultano i mesi più piovosi e sull'adiacente altopiano, mentre sulla parte caraibica l’aumento della pivoosità si fa attendere un poco di più, ma con le grandi piogge che comunque arrivano indicativamente da ottobre, quando prevale nuovamente l'aliseo di NE, con associato effetto stau.

Uragani e tempeste tropicali

Attenzione particolare va rivolta alle tempeste tropicali che tra fine estate ed inizio autunno colpiscono il versante del Pacifico. Esse sono notoriamente chiamate cordonazos e normalmente risultano di piccola estensione ma sovente assai severe. Non mancano, nella fase autunnale, cicloni tropicali anche sul versante caraibico, ed in questo caso sono chiamate uragani. In questo caso l'estensione delle tempeste è maggiore con intensità più variabile, ma nella storia non sono mancati uragani terribili con enormi devastazioni e molte vittime.

Applicando la classificazione di Koppen, sul versante caraibico si trova un clima tropicale senza stagione secca, mentre l'altopiano e il versante sul Pacifico mostrano un clima tropicale con una lunga stagione piovosa estiva ed una più secca invernale. Le zone meno piovose sono le vallate chiuse nelle zone interne protette dai rilievi sia dagli alisei di NE che a quelli di SE, laddove spesso non si raggiungono i 1000 mm annui.

... Pagina 2/2 ... Di seguito evidenziamo alcune particolarità climatologiche di qualche località rappresentativa del territorio:

Tegucigalpa (capitale, area interna meridionale):

Temperature massime medie: si va dai 25.4°C circa di dicembre ai 30.2°C circa di maggio, (escursione annua sostanzialmente limitata).
Temperatura media annua di 21,7°C.
Temperature minime medie: oscillano dai 14,3°C circa di gennaio, ai 18.3°C di maggio.
I valori minimi assoluti possono scendere, occasionalmente, sotto gli 5.0°C (record storico 4,5°C), mentre durante le più intense ondate di caldo si superano talvolta i 36°C (record 36.3°C).
Precipitazione media annua: 871.8 mm, con massimi in settembre (177 mm in 13 gg piovosi) e giugno (159 mm in 12 gg); mesi più secchi febbraio (4,7 mm, in 1 giorno piovoso); gennaio (5,3 mm, in 1 g); e marzo (9.3 mm in 1 g). L'attività temporalesca è molto elevata e sovente anche intensa durante il periodo maggio-ottobre.

La Ceiba (costa settentrionale caraibica):

Temperature massime medie: si va dai 27,0°C circa di gennaio ai 31,4°C di maggio.
Temperature minime medie: variano dai 18,3°C di gennaio, ai 22,6°C di giugno.
Temperatura media annua di 26,2°C.
L’escursione termica media annua è assai ridotta; tipicità dei climi costieri.
I valori minimi assoluti possono scendere, talora, sotto gli 12.0°C (record storico 11.4°C), mentre durante le più severe ondate di caldo si toccano talvolta i 38°C (record 38,1°C).
Precipitazione media annua molto elevata: 3230.8 mm, con massimi in novembre (ben 540 mm in 13 gg piovosi) e dicembre (480 mm in 12 gg); mesi più secchi maggio (77 mm, in 4 gg); ed aprile (121 mm, in 6 gg). Essendovi circa 115 giorni piovosi all’anno si evince come le precipitazioni siano mediamente molto intense.

Catacamas (entroterra caraibico Parco Nazionale Sierra de Agalta):

Temperature massime medie: oscillano dai 28,4°C di dicembre ai 32,4°C di maggio.
Temperature minime medie: si va dai 17,9°C di gennaio ai 21,7°C di maggio, rivelando caratteristiche ben allineate ai climi pienamente tropicali.
Temperatura media annua di 24,9°C, che ben si addice al climi tropicali, ed escursione termica media annua un poco più elevata rispetto alla costa caraibica.
I valori minimi assoluti possono scendere, solo occasionalmente, sotto i 15.0°C (record storico 14,2°C), mentre durante le più intense ondate di caldo si superano talvolta i 35°C (record 35.3°C).
Precipitazione media annua: 1410 mm, con massimi in ottobre (246 mm in 17 giorni piovosi) e luglio (235 mm in 19 gg); i mesi più asciutti sono quelli di marzo (21 mm, in 3 gg); febbraio (26.1 mm, in 5 gg), ed aprile (37.5 mm in 3 gg). L'attività temporalesca è elevata e talora anche intensa durante il periodo maggio-ottobre.

Periodo migliore per visitare l’Honduras

La stagione degli uragani dei Caraibi è tra giugno e novembre, ma con un picco di frequenza tra settembre ed ottobre, per cui in quel periodo non è del tutto consigliato partire, specie se si opta per la costa caraibica.
Il momento più favorevole, almeno su base climatologica, per visitare l’Honduras è tra gennaio e giugno con leggere preferenza per il periodo di pieno inverno (boreale); le piogge sono inferiori e tutto sommato fa ugualmente caldo. Durante la stagione delle piogge, che quasi sempre sono molto intense, può essere ostico e pericoloso viaggiare causa strade spesso bloccate per frane e inondazioni. Attività come il kayak e il rafting sono da preferire dopo il culmine della stagione delle piogge. La Semana Santa (settimana santa in prossimità di Pasqua) è il periodo più trafficato dell'anno per le isole e gli alloggi devono essere prenotati con largo anticipo.
Se il viaggio coincide con la stagione degli uragani prestare la massima attenzione agli aggiornamenti dei centri meteorologici nazionali o internazionali (es. NHC= National Hurricane Center del NOAA).

Cosa mettere in valigia

In Honduras si può trovare tutto ciò di cui si necessita, ma alcuni accorgimenti prima della partenza sono essenziali: in linea di massima si suggeriscono vestiti leggeri, l’immancabile piccola farmacia da viaggio con soprattutto spray repellenti per gli insetti, crema solare, e, durante il periodo delle piogge, un impermeabile o k-way. Attenzione ai periodi di elevata piovosità: i fenomeni sono spesso improvvisi e di estrema violenza, al di là del necessario equipaggiamento meglio non farsi sorprendere in zone isolate o impervie o in prossimità di corsi d'acqua a carattere torrentizio, soggetti facilmente ad esondazioni in caso di forti rovesci di pioggia.
Ripassare anche le norme basilari per evitare il rischio di essere colpiti dai fulmini; nella zona i temporali abbondano.


close