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Uruguay, tour del paese: cosa vedere e cosa sapere

Uruguay, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

  • Isla Gorriti
  • Playa Brava - Punta del Este
L’Uruguay è uno stato di 3 milioni e mezzo di persone situato in America Meridionale, confinante a nord-est col Brasile, a sud-est con l’Oceano Atlantico e con l’Argentina su tutto il lato occidentale.

La storia ufficiale e documentata dell’Uruguay inizia nel 1516, quando i primi coloni sbarcarono presso la foce del Riò de la Plata e si addentrarono nell’entroterra, abitato fino a quel momento dalla tribù dei Charrùas. Il territorio divenne subito motivo di contesa tra spagnoli e portoghesi, che rivendicavano la scoperta della regione, senza contare la strenua resistenza degli indigeni che ritardò di molto la fondazione del primo insediamento permanente, realizzato solo nel 1624 sul Rio Negro e chiamato Soriano. Nel 1724 gli spagnoli fondarono Montevideo, l’odierna capitale, che in pochi anni divenne un polo commerciale di grande importanza grazie alle moderne strutture portuali, arrivando a competere con Buenos Aires per il controllo del mercato sudamericano. Nel 1828, con la firma del Trattato di Montevideo promosso dal Regno Unito, l’Uruguay ottenne la tanto agognata indipendenza, divenendo meta di importanti flussi migratori dall’Europa, alla base del boom economico della metà dell’800. Con la Guerra della Triplice Alleanza del 1855 si aprì un periodo difficile per il paese, caratterizzato da una forte instabilità governativa, con rivolte e colpi di stato che si protrassero per buona parte del XX secolo, accompagnati da una profonda crisi economica, arginata nel 1985 con l’intervento del presidente Julio Marìa Sanguinetti, che ha restaurato gli ordinamenti democratici e rilanciato il paese in orbita internazionale.

Oggi l’Uruguay è uno stato sicuro, che offre molte cose da vedere, dalle località balneari di fama mondiale, alla capitale Montevideo, una delle più intriganti città del Sudamerica. Quest’ultima è una pittoresca città cosmopolita, estesa disordinatamente lungo le rive del Riò de la Plata, che ospita quasi la metà della popolazione nazionale. Le strade ed i palazzi di Montevideo fondono lo stile italiano con l’architettura coloniale e l’art dèco, polarizzando l’attenzione sulla “Ciudad Vieja”, la città vecchia, costruita su una penisola in prossimità del porto e delimitata dal lato orientale della sontuosa Plaza Independencia, che ospita il Palacio Salvo, costruito nel 1927 su 26 piani che ne fecero l’edifico più alto del Sudamerica, il Mausoleo de Artigas, realizzato in marmo nero e sormontato da una statua di un eroe nazionale uruguagio, ed una bella e ottimamente conservata porta di ingresso alla cittadella. In questo quartiere si concentra anche la vita notturna della città, con bowling, pub e discoteche aperte fino al mattino, mentre per altre visite culturali ci si deve recare ad ovest del centro storico, dove sorgono Plaza Constituciòn, il Cabildo, un palazzo del 1812 contraddistinto dall’imponente facciata neoclassica, e l’Iglesia Matriz, risalente al 1799 e per questo l’edifico pubblico più vecchio della città. I musei principali sono il Museo del Gaucho y de la Moneda, una collezione sulla vita e sugli attrezzi maneggiati dai gaucho(mandriani), ed il Museo Històrico National, suddiviso in quattro edifici separati che espongono oggetti storici rinvenuti sul territorio; da non perdere infine i mercati, il Mercado del Puerto, allestito nell’ex più grande porto del Sudamerica, e la Feria de Tristàn Narvaja, dove comprare oggetti antichi e souvenir, oltre a generi alimentari della zona.

Altre località importanti sono: Maldonado, città costiera dove oltre a praticare sport acquatici presso le spiagge, si possono visitare alcuni edifici coloniali ben conservati, come il Cuartel Dragones y de Blandengues, un avamposto militare in pietra, o la Torre del Vigia, antica torretta di avvistamento; Colonia(del Sacramento), cittadina spagnola sorta di fronte a Buenos Aires sulla riva opposta del Riò de la Plata, con strette stradine acciottolate che ospitano anche importanti musei; e Colonia Suiza, insediamento fondato da immigrati svizzeri, famoso per la produzione del formaggio.

Il litorale Atlantico è un paradiso per chi vuole divertirsi praticando sport quali il surf o la vela, o semplicemente per chi cerca relax dallo stress della vita quotidiana, con centinai di chilometri di spiagge, per lo più deserte, che si estendono da Punta del Este fino al confine col Brasile. Sfociano anche sulle spiagge i festeggiamenti del Carnevale, che raggiungono l’apice a Montevideo il lunedì ed il martedì prima del Mercoledì delle ceneri, quando maschere e carri folcloristici si riversano nelle strade, tra danze scandite al ritmo dei tamburi, rodei e grigliate di carne che ogni anno richiamano migliaia di turisti da tutto il mondo.

Seppur con grave ritardo rispetto a molti altri stati del continente, anche l’Uruguay ha recentemente avviato una politica volta alla tutela del patrimonio naturale, istituendo alcune grandi riserve protette come il Parque Anchorena, caratterizzato da lussureggianti foreste casa di centinaia di animali diversi ed attraversato dal pesante incedere del Riò de la Plata, il Parque Nacional Santa Teresa, 3000 ettari di vegetazione con una ricca varietà di specie arboree, o l’Humedales del Este, parco costiero dichiarato riserva di biosfera dall’UNESCO per le sue lagune incontaminate.

Nella parte settentrionale dell’Uruguay il clima è subtropicale, mentre scendendo verso sud si fa temperato, con temperature medie che vanno dai 26 gradi di gennaio, quando a queste latitudini è piena estate, ai 12 di agosto, anche se sulla costa sono di solito più elevate. Le precipitazioni sono equamente distribuite su tutto l’anno, anche se solitamente il semestre estivo è più piovoso di quello invernale, quando soffiano i Pamperos, intensi venti freddi provenienti dai quadranti di sud-ovest, che colpiscono l’area costiera.

Non esistono voli diretti dall’Italia all’Uruguay, è necessario quindi fare scalo a Madrid o Parigi per poi atterrare all’Aeroporto Carrasco di Montevideo, mentre un’altra possibilità è arrivare a Buenos Aires e prendere i traghetti veloci che collegano le due capitali. Chi parte dal Brasile o dall’Argentina può anche decidere di intraprendere il viaggio in macchina, vista la presenza di autostrade abbastanza comode, mentre per spostarsi all’interno, vista l’inefficienza della rete ferroviaria, si può scegliere tra gli autobus, economici e piuttosto ben organizzati, o la macchina, considerando la maggiore autonomia ed il buono stato delle strade.

Fonte foto, cortesia: Uruguay Tourist Board
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