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Oruro: il carnevale (diablada) e il lago di Uru Uru

Oruro capoluogo dell'omonimo dipartimento, è una città di quasi 216.000 abitanti, per la maggior parte indios che lavorano nelle miniere di argento, stagno, tungsteno. Le vie strette, intersecantisi ad angolo retto, le case basse e spesso dipinte a colori vivaci, i tetti con grandi falde spioventi, il clima freddo dei 3.709 m fanno di Oruro la tipica città dell'altopiano, severa, triste, priva di attrattive (si può praticare la pesca nel vicino lago di Uru Uru, che può dare ricche prede).

Il turista si limiterà quindi a una breve visita (c'è un museo con belle maschere di carnevale, costumi, oggetti incaici, proprio vicino allo zoo, e altre collezioni sparse per la città), nel caso debba passarvi per raggiungere Santa Cruz, Potosi o Cochabamba col treno o con il pullman dato che Oruro è uno dei più importanti nodi stradali e ferroviari del paese.

L'aspetto della città comunque cambia radicalmente per carnevale, il sabato che precede le Ceneri, quando tutta la popolazione si riversa compatta nelle strade, protagonista e spettatrice di una delle feste più suggestive non solo d'America, ma di tutto il mondo. In quell'epoca infatti si celebra la Diablada, una specie di sacra rappresentazione, un "mistero medioevale" in cui si mescolano e compenetrano motivi cattolici e indigeni, dando luogo a una pantomima fantasmagorica e fantastica seguita e vissuta appassionatamente dagli indios, che vi vedono plasticamente rappresentata l'eterna lotta tra il bene e il male. Due maschere raffiguranti un orso e un condor aprono la processione dei danzatori, condotti da due personaggi splendidamente vestiti e mascherati da Satana e da lucifero e da altri due che rappresentano a loro volta San Michele Arcangelo e China Supay, la moglie del Diavolo, la grande tentatrice, personificazione della carnalità e della lussuria.

Dietro a questi personaggi protagonisti, si assiepa la folla mascherata, che comprende diavoli irti di corna e zanne paurose, e angeli biancovestiti, armati di scudo spada ed elmo. In un crescendo di suoni, canti, urla, comincia la battaglia tra angeli e diavoli: straordinaria è la partecipazione dei protagonisti, che veramente vivono la vicenda, la quale, svolgendosi secondo un rigido rituale, termina quando la Virgen del Socavon (della miniera), protettrice dei minatori, interviene e atterra China Supay. In chiesa, tra suoni canti incensi, la festa termina: le forze del bene hanno avuto il sopravvento su quelle del male e delle tenebre; il minatore potrà affrontare con meno timore le insidie dei bui cunicoli dove lavora.

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