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Terme Francia

Terme in Francia: guida ai migliori stabilimenti termali e talassoterapici francesi

Proprio come l’Italia, la Francia presenta una grande tradizione di benessere e salute con le acque termali: basti pensare che sono presenti ben 1200 sorgenti di acqua minerale, la maggior parte delle quali famose da secoli, tanto che il re Enrico IV nel 1604 fece mappare nella ‘Carta delle Acque Minerali’ tutte le fonti termali del Regno.

L’offerta termale francese comprende principalmente tre grandi gruppi di stabililmenti e Spa termali, ciascuno adatto alle diverse necessità dei visitatori: in primo luogo ci sono le tradizionali villes d’eaux, ossia i centri termali storici, come Dax, Vichy, Aix en Provence, Evian e Vittel, in cui da secoli ci si reca per le cure termali, praticate soprattutto sotto forma di terapie idropiniche ma anche di bagni, fanghi e inalazioni. Ci sono poi le Spa termali, strutture moderne pensate per trattamenti termali di benessere e relax, come ad esempio Aix-les-bains, Le Monetier-les-bains e Saint-Gervais-les-bains, nella maggior parte dei casi situate sulle Alpi Francesi (Savoia e Rodano Alpi) e sulle pendici dei Pirenei, quindi legate a doppio filo agli sport invernali sulla neve. Infine, peculiarità notevole del territorio francese, troviamo gli impianti talassoterapici: Oltralpe infatti, ‘terme’ equivale quasi automaticamente a ‘talassoterapia’, trattamento estremamente radicato nella concezione wellness e di salute transalpina, come testimoniato dagli oltre cinquanta stabilimenti per i bagni in acqua di mare situati soprattutto in Bretagna, ma molto presenti anche sulle coste del Mediterraneo (Provenza, Costa Azzurra) e sulle sponde atlantiche (Biarritz).

A livello geografico, la maggior parte degli stabililmenti termali tradizionali (non talassoterapici) si trovano in primo luogo nelle regioni pirenaiche, lungo tutto il confine della Spagna, con centri famosi come Barbotan-les-thermes, Bagnères de Bigorre e Bagnères de Luchon nella regione Midi-Pirenei, mentre nelle circostanti regioni dell’Aquitania e della Linguadoca-Rossiglione si trovano impianti termali altrettanto rinomati come quelli di Casteljaloux, Eaux Chaudes e Rennes les Bains.

Le altre due sono quella delle Alpi e quella del Massicio Centrale in Alvernia. Le regioni alpine francesi comprendono da sole una ventina di stabilimenti termali: Rodano-Alpi, Savoia e Alpi Marittime sono i dipartimenti più rinomati a livello termale e comprendono fra l’altro tutti gli stabililmenti più vicini al confine italiano e quindi più comodi da raggiungere per chi arriva in auto dall’Italia, come ad esempio Aix-les-Bains, Saint Gervais-les-Bains, La Léchère, Bride-les-Bains, Roquebillière et Les Monetier-les-Bains, tutti collocati a pochi chilometri dalla frontiera e raggiungibili in meno di un’ora dal confine. L’Alvernia dal canto suo conta da sola ben 12 stazioni termali, grazie all’intensa attività sorgiva termale propiziata da un’area geologica che risente dei numerosi fenomeni vulcanici del Massiccio Centrale: oltre alla celeberrima Vichy, vi si trovano ad esempio Chaudes Aigues, Bourbon l’Archambault e Châteauneuf les Bains.

La Bretagna infine merita una menzione a parte per la grandissima ricchezza di centri termali talassoterapici: pur non disponendo delle classiche acque calde minerali che sgorgano dal sottosuolo, la regione affacciata sull’Atlantico beneficia delle particolari proprietà benefiche dell’acqua salina dell’oceano per i suoi impianti talassoterapici, ad oggi arrivati ben a 13, fra cui spiccano in primo luogo le Terme Marine di Saint-Malò e il Centro di Talassoterapia di Quiberon.

Stabilimenti termali storici

Ci sono località che vengono subito in mente quando si pensa alle terme in Francia. Si tratta di alcuni degli stabilimenti termali più famosi sia del paese che di tutta Europa ed evocano spesso una secolare tradizione di sfruttamento delle acque minerali per la cura di malattie un tempo incurabili con la cure mediche a disposizione. Fra queste, regina assoluta fra le villes d’eaux ove recarsi per ‘passare le acque’, ossia per la classica cura idropinica, c’è sicuramente Vichy.

Le acque benefiche da bere richiamano alla mente anche località come Evian, Vittel e Thonon, conosciute al grande pubblico soprattutto per famosi marchi di acque in bottiglia ma in realtà caratterizzate da una lunga storia di terapie idropiniche. La scoperta delle acque della fonte Santa Caterina a Evian, stazione balneare sul lago di Lemano, risale addirittura al 1789 ad opera del marchese Lessert, che ne scoprì le virtù tramite l’uso come bibita termale, anche se oggi le sue acque sono sfruttate a scopo curativo soprattutto tramite balneoterapia.

Da non dimenticare nemmeno località termali che affondano le proprie radici in epoca romana, come Aix-les Bains e le Terme Sextius di Aix en Provence, che richiamano sin dal nome le aquae calidae grazie alle quali sono famose da almeno duemila anni, e sono tutt’oggi frequentate sia per il potere curativo di tale medicina naturale che per un momento wellness.

Fra gli stabilimenti termali ‘storici’, una menzione meritano anche altri centri che, sebbene più recenti quanto alla loro fondazione, hanno vissuto un lungo periodo di gloria nel momento d’oro delle terme, ossia la Belle Epoque: si tratta fra le altre di Enghien, l’unico centro termale dell’Ile-de-France e perciò detto anche ‘Terme di Parigi’ (dista dalla capitale appena una decina di kilometri) e Plombières, nei Vosgi a pochi kilometri da Vittel, entrambi assurti all’apice del termalismo europeo grazie alla preferenza accordata da Napoleone III nel corso del Secondo Impero.

Stabilimementi termali d'alta quota

La maggior parte degli stabilimenti termali tradizionali, e soprattutto dei centri in cui le acque calde sorgive vengono utilizzate per scopi ludici e di benessere, sono concentrati nelle regioni montuose della Francia, solitamente ad alta quota. Quasi tutte le spa termali più importanti del paese rappresentano quindi altrettante splendide occasioni per concedersi un momento di piacere e relax in abbinamento alle classiche vacanze sulla neve per sciare. In effetti oltre la metà degli impianti francesi che sfruttano fonti termali si trovano nel comprensorio dei Pirenei e delle Alpi. Allo stesso modo, importanti centri termali si trovano nella regione vulcanica della Francia Centrale.

La zona delle Alpi francesi presenta, immediatamente a ridosso del confine italiano, alcune delle stazioni termali di maggior richiamo, come le Terme di Saint Gervais ad una decina soltanto di kilometri da Courmayeur, cosi come quelle di Brides-les-Bains e Roquebillière che distano una manciata di kilometri dalla frontiera con l’Italia. D’altra parte, basta spingersi poco oltre nell’entroterra della Savoia e delle Alpi Marittime per raggiungere spa d’alta quota come Dignes e Gréoux, incastonate a metà strada fra le creste alpine e le spiagge della Costa Azzurra, o una vera icona della storia termale francese come le Terme Chevalley a Aix-les-Bains.

Impressionante anche la sequenza di stabilimenti termali collocati sui Pirenei, a pochi kilometri dal confine con la Spagna, che si possono idealmente inanellare con un percorso che preveda brevi deviazioni dall’Autostrada A64 che collega Tolosa a Bayonne: dopo una prima tappa d’obbligo a Capvern les Bains, centro termale con vista sulle cime innevate utile sia per le cure per per ‘staccare la spina’, ci si avvicina alla frontiera spagnola facendo prima tappa alle terme di Bagnères de Bigorre, le cui acque calde che sgorgano sul Monte Olivet sono sfruttate sin dai tempi dell’imperatore Augusto, e poi ai due stabilimenti frontalieri di Bagnères de Luchon e di Cauterets, entrambi collocati a circa un migliaio di metri di altitudine.

Quanto a terme in alta montagna, non è da sottovalutare la regione centrale dell’Alvernia, che grazie ai suoi trascorsi vulcanici, risulta tutt’oggi ricchissima di sorgenti minerali bollenti, ripartite fra i tre dipartimenti del Cantal, del Puy de Dome e dell’Allier, fra i più incontaminati e suggestivi in tutta la Francia in termini di natura e di panorami.

La maggior parte degli stabilimenti termali del Massiccio Centrale della Francia sono famosi per le terapie con le acque minerali, in particolar modo per la cura di reumatismi ed altre patologie degenerative a carico dell’apparato osteo-articolare, primo fra tutti i centri di Chateauneuf les bains. Mentre tutti gli stabililmenti permettono di curare i reumatismi, alcuni sono specializzati anche in altri tipi di cure, come le terme di La Bourbule, adatte per le malattie respiratorie e dermatologiche, Evaux e Bourbon l’Archambault ideali anche per il trattamento delle patologie ginecologiche e Chatel Guyon contro le malattie urinarie, digestive e metaboliche.

Le acque benefiche dell’Alvernia sono in grado in effetti di curare quasi ogni patologia: qui trovano rimedio anche le affezioni psico-somatiche e neurologiche, presso la stazione di cure di Neris-les-Bains e la riabilitazione post-traumatica o post-operatoria tramite idrokinesiterapia a Chaudes Aigues.

Centri talassoterapici

L’importanza della talassoterapia in Francia non è affatto casuale: il primo centro a sfruttare i bagni in mare per curare malattie sorge infatti a Dieppe, in Normandia nel 1778. L’interesse verso i poteri curativi delle acque marine continua con la scoperta del biologo René Quinton che, agli inizi del Novecento dimostra la somiglianza fra plasma umano e acqua di mare dando impulso alla nascita della talassoterapia moderna attraverso l’opera del dottor la Bonnardière, che conia il termine, e del dottor Bagot che apre il primo moderno centro di cure talassoterapiche a Roscoff, in Bretagna.

Date queste premesse risulta perfettamente naturale che ancora oggi i più prestigiosi istituti che sfruttano le acque saline del mare siano collocate proprio in questa regione della Francia, affacciati sia sullo Stretto della Manica che sulla costa atlantica.

Fra i primi vale la pena visitare almeno le storiche Terme Marine di Saint Malò, la Spa marina di Dinard sulla Costa di Smeraldo e lo storico impianto talassoterapico di Roscoff con vista mare e affaccio diretto sull’antistante isola di Batz. Volendo invece sfruttare le bellezze ed i benefici effetti delle acque della costa atlantica, si parte da nord con i bagni marini di Quiberon, punto di riferimento nella talassoterapia in Francia da oltre cinquant’anni grazie al contributo del campione di ciclismo Luison Bobet, per poi discendere verso sud diretti a Carnac e Concarneau, sempre in Bretagna, fino alle Spa saline della famosa stazione balneare di Biarritz sulla costa basca, come il lussuoso centro benessere marino Thalmar.

Lungo il percorso, vale la pena una deviazione alla Spa talassoterapica dell’isola di Oleron, non foss’altro per la splendida panoramica che si gode dalla terrazza delle piscine saline sulla sottostante spiaggia di Gatseau. Il prestigio e la capillarità dei centri thalasso in Bretagna e sulla costa atlantica non significa però che non vi siano bagni termali marini anche sulle coste mediterranee: dalle lussuose Terme Marine di Cannes, estese su 2700 metri quadrati, al centro talassoterapico di Antibes, parte della catena Thalazur, che domina la Baia degli Angeli. Della stessa catena anche il centro di Port-Camargue, completamente rinnovato nel 2014, che sfrutta le acque ad elevato tenore di sale del complesso palustre della regione.


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