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Compagnie aree in crisi: tagli alla prima classe per salvare denaro

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Le compagnie aeree colpite duramente dalla crisi finanziaria mondiale stanno affossando le sezioni di prima classe per cercare di superare un "allarmante" calo nella vendita dei biglietti. Con la perdita globale delle compagnie aeree mondiali che ha toccato i 5,2 miliardi di dollaro quest'anno, nuove strategie vengono studiate per generare entrate, come ha riportato il quotidiano australiano, Herald Sun.

Ad esempio la Singapore Airlines ha copiato i vettori Low Cost tassando di 50 dollari i viaggiatori della classe economica, quelli seduti davanti ad un'uscita e che hanno quindi la possibilità e la comodità di poter stendere le gambe!

Altri vettori con il bilancio in rosso, stanno compiendo grandi cambiamenti per le loro cabine di prima classe a fronte del calo della domanda dei viaggiatori d'affari.

La Philippine Airlines ha rimosso i posti di prima classe, dai suoi quattro Boeing 747s, e Air New Zealand ha intenzione di estendere gli spazi della economy class nei suoi voli a lungo raggio.

Ma ci sono altre compagnie che cercano di fare quadrare i bilanci: Il “Centre for Asia Pacific Aviation” riporta che Cathay Pacific intende vendere cinque Boeing 777-200 nel corso dei prossimi due anni per raccogliere denaro, anche se il CEO Tony Tyler è preoccupato per la difficoltà di trovare acquirenti in questo clima di crisi. Qantas, Emirates e Singapore Airlines hanno riconosciuto l’affossamento della domanda da parte del mercato dei voli in business class. Essi temono che la vendita di biglietti diminuirà ulteriormente dal momento che la crisi perdurerà anche nel corso del primo trimestre del prossimo anno.
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L’amministratore delegato uscente di Qantas, Geoff Dixon ha offerto un chiaro resoconto di ciò che sta succedendo alla compagnia aerea nazionale australiana, in un recente discorso a Melbourne. Egli ha detto che le prenotazioni sono diminuite, in particolare modo nei mercati internazionali, con la fiducia dei consumatori che è ormai stata compromessa. Le fluttuazioni dei tassi di cambio sono stati anche una concausa della frenata della domanda. "Le vacanze d'oltremare sono diventate relativamente più costose per gli australiani", ha così sottolineato.

La International Air Transport Association, che rappresenta più di 200 compagnie aeree in tutto il mondo, ha comunicato che il traffico passeggeri a livello mondiale nel mese di settembre è sceso per la prima volta sotto i livelli del 2003, ai tempi della crisi della SARS. Mentre l'effetto del calo era inizialmente isolato per la regione pacifica e l’Asia, il problema si è ora diffuso nei mercati del Nord America, dell’Europa e del Medio Oriente. "Il deterioramento dei livelli di traffico è allarmante, veloce e diffuso", come aveva detto Giovanni Bisignani Direttore Generale della IATA, nella sua relazione di settembre del traffico aereo.

Anche la buona notizia che il prezzo del petrolio è in calo non è sufficiente a scongiurare questi venti di crisi.

Fonte: News.com.au
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