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Tutte le stelle Michelin dei The Leading Hotels in Italia e nel mondo

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Tra i ristoranti dei Leading Hotels of the World gli appassionati gourmet possono trovare un’autentica costellazione di stelle Michelin. Dietro a queste stelle ci sono chef creativi, ognuno dei quali ha una storia e uno stile. Per risvegliare l’appetito, ecco di seguito qualche esempio di “stellati” nella “galassia culinaria” di Leading Hotels.

I ristoranti che hanno ottenuto le ambite 3 stelle Michelin sono:
Hotel Windsor Toya, Giappone – L’hotel vanta ben due ristoranti che sono stati insigniti di 3 stelle Michelin: il Michel Bras Toya Japon e il Arashiyama Kitcho. Il primo si fregia delle 3 stelle dal 1998. Il suo chef, Bras, ha imparato a cucinare da sua madre e, nel corso degli anni, ha accumulato diversi riconoscimenti internazionali. Una delle sue classiche proposte è la gargouille, con 30 erbe e 20 verdure fresche. Altra sua specialità è un dessert, il Chocolate Biscuit Coulant, una torta di cioccolato cilindrica con una ricca farcitura.

Altro vanto dell’Hotel è l’Arashiyama Kitcho, che ha ottenuto le sue 3 stelle nel 2009 e offre i piatti della tradizionale cucina giapponese, come il kaiseki accompagnato da frutti di mare, verdure, erbe selvatiche e prodotti caseari. Il menu estivo può includere antipasti di polpo, grigliata di pesce e verdure bollite o speziate come melanzana, peperoni dolci, pomodori e cavoli rossi. I dessert sono spesso fatti con frutta di stagione e noci, come per esempio il dolce di castagne che viene servito con il the verde. Lo chef, Kunio Tokuoka, ha iniziato la sua formazione a 15 anni, diventando chef executive nel 1995. È rinomato per la sua competenza anche dal punto di vista nutrizionale e per essere autore di parecchi libri sull’educazione alimentare.

Hotel Le Bristol, Parigi – Le Restaurant, che dalla sua prima stella nel 1999 è passato alla terza nel 2008, è guidato dallo chef Eric Frechon. L’obiettivo di Eric è quello di riportare in auge quei prodotti che sono stati ingiustamente eliminati dalle proposte gastronomiche, ma che potrebbero essere apprezzati proprio per la loro semplicità. Durante l’anno propone menu basati sull’utilizzo di prodotti di stagione; per esempio i funghi in autunno e il tartufo a gennaio. Eric ha iniziato la sua carriera a 17 anni, facendo parte del team di Jean Sabine presso La Grande Cascade di Parigi. Successivamente ha fatto tirocinio accanto a chef noti come Emile Tabourdiau presso l’Hotel Le Bristol e Claude Deligne presso il Taillevent. Ha proseguito la sua carriera presso il Le Byblos Andaluz a Malaga, La Tour d’Argent e l’Hotel de Crillon. Nel 1996 ha aperto il suo ristorante, La Verrière, e nel 1999 è tornato all’Hotel Le Bristol come capo chef. Un suo menu tipico inizia dai maccheroni ripieni di tartufo nero, carciofi e foie gras d’anatra, ricoperto da scaglie di parmigiano gratinato; a seguire gallina ruspante di Bruss, varietà di carni, finferli e aragostelle; infine un dessert di cioccolato Nyangbo, cacao liquido, sottili wafer e sorbetto dorato.

Hotel de Paris, Montecarlo – Il Re Luigi XV è un altro dei leggendari ristoranti che vanta 3 stelle Michelin. Qui Alain Ducasse invita i clienti a u n viaggio nel cuore del Mediterraneo: il menu, infatti, comprende numerose combinazioni di stuzzicanti aromi e sapori del sud. Un classico inizio è composto da verdure di Provenza al tartufo nero, olio di oliva e aceto balsamico. Le verdure sono cotte separatamente, saltate in olio di oliva e stufate in brodo di pollo. Vengono poi padellate insieme con tartufo nero, un goccio di olio di oliva, un tocco di aceto balsamico di Xerex e per finire una spruzzata del miglior sale. Questa entreé è fatta seguire da petto di piccione con foie gras d’anatra e patate alla griglia. Le patate sono cotte nel grasso dell’anatra, mentre il petto di piccione e il foie gras vengono grigliati e nel sugo vengono passati fegato e cuore tritati. Il dessert, Luigi XV, è una torta fatta con praline alla nocciola e servita con crepe al liquore bretone e un mix di cioccolato fondente, panna montata, cioccolato, schegge di cioccolato e una foglia dorata.

Sono due i Leading Hotels che ospitano più di un ristorante stellato:
Hotel Okura Amsterdam – Il Ciel Bleu Restaurant e Yamazato sono i due ristoranti che hanno guadagnato due stelle Michelin. Il Ciel Bleu, due stelle dal 2007, offre oltre a una tipica cucina francese anche un panorama mozzafiato su Amsterdam. Sotto la direzione dello chef Onno Kokmeijer, il menu comprende piatti come il piccione affumicato d’Anjou con patate croccanti e dadini di bacon, composta di cipolle Cevennes servita con salsa di nocciola … La portata principale è il filetto di sogliola ricoperto di salsa al vino bianco, calamari, porri in agrodolce e coda di aragosta; e per finire caramello croccante con ananas e gelato alla pina colada accompagnato da frutta di stagione in macedonia.

Dal 2002 lo Yamazato è l’unico ristorante di cucina tradizionale giapponese in Europa ad aver guadagnato la stella Michelin. Più di 50 specialità giapponesi vengono preparate dalle abili mani dello chef executive Akira Oshima, la cui lunga esperienza include otto anni presso il famoso ristorante Tsurya, a Osaka, in Giappone. Il menu à la carte si caratterizza per piatti come tempura, shabu shabu, sukiyaki e yari-tori, oltre che una grande varietà di sushi e sashimi da scegliere al banco. Tra i piatti signature sushi con anguilla, limanda grigliata con pepe giapponese, crema di semi dolci di azuki con castagne.

Grand Hotel Stockholm, Stoccolma – Lo chef Mathias Dahlgren nel 2007 ha aperto il suo ristorante omonimo, che comprende la Matsalen, il ristorante vero e proprio, e la Matbaren, il food bar. A due anni dall’apertura, Mathias Dahlgren ha ricevuto la seconda stella Michelin per il Matsalen e una stella per il Matbaren. I menu di entrambi cambiano di frequente; una delle portate principali servita al Matsalen è la tartare di manzo e ostriche con crescione, cipolle crude e sego mentre al Matbaren il piatto principale è la tartare di salmone Salma con succo di soia, cetriolo, zenzero e coriandolo. La filosofia culinaria dello chef si basa su ingredienti della cucina internazionale realizzata con prodotti naturali.

I ristoranti che hanno guadagnato 2 stelle Michelin sono:
Capri Palace Hotel, Capri – Il ristorante Olivo ha ricevuto la sua prima stella nel 2005 e la seconda nel 2009. Lo chef Oliver Glowig ha elaborato un innovativo menu mediterraneo che include piatti come il mosaico di frutti di mare - un assaggio di nove differenti pesci serviti crudi o marinati -,la tradizionale pasta con astice e patate, il ragù di maiale con timballo di riso al forno e, come dessert, una torta di ricotta con frutti di bosco.

Hotel Martinez, Cannes – Il ristorante La Palm d’Or ha ricevuto la sua prima stella Michelin nel 1985 e la seconda nel 1991. Con una cucina inventiva e audace, il ristorante offre un menu stagionale che propone sapori mediterranei con specialità regionali. Lo chef Christian Sinicropi, che occupa il suo ruolo dal 2001, è originario di Cannes e si è formato in ristoranti locali dopo aver ottenuto la qualificazione professionale nel 1989. Attualmente lavora a fianco di Christian Willer e, recentemente, ha partecipato all’evento di Parigi “Dinner in the Sky”. I suoi piatti più famosi sono: Cubisme dans la Bulle, gnocchi di patate e melanzana preparati con succo di mela, serviti su caponata di peperoni rossi e ostriche; l’Authentique, sardine grigliate con peperoni rossi, polpa di melanzane e aromi della riviera e il Chocolate Palm d’Or, una torta con nocciole e gelato con fave Tonka.

Ritz Paris, Parigi – L’Espadon è stato premiato con la sua prima stella Michelin nel 1982 e la sua seconda nel 2009, ottenuta sotto la guida dell’executive chef Michel Roth che, nel corso della sua carriera, ha ricevuto diversi riconoscimenti: il Prix Taittinger nel 1985, il Prix Bocuse d’Or nel 1991 e il titolo di Meilleur Ouvrier de France. Nel 2006 è stato insignito Cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore come riconoscimento alla gastronomia e alla cultura francese. Sposando una cucina tradizionale, Roth ha creato menu innovativi, offrendo un approccio contemporaneo combinato ai grandi fondamenti classici. Un esempio è il filetto di manzo alla Rossini con purè di patate agli aromi di tartufo e di cocco oppure il granchio reale con mango e vinaigrette ai frutti della passione; il filetto di sogliola con porcini e carciofi arrostiti, purè di patate e salsa di funghi e il Ritzy Napoleon, un dolce con caramello leggermente salato.

Hotel Metropole, Montecarlo – Il Ristorante Joël Robuchon ha ottenuto la sua prima stella Michelin nel 2006 e la seconda nel 2007. Il menu celebra i sapori, i colori e i profumi del Mediterraneo. Il ristorante è guidato da Christophe Cussac, allievo di Joël Robuchon. Un clas sico menu può essere composto da antipasto di sardine con asparagi e marmellata di limoni di Mentone; filetto di sardine crude tagliate sottili su una mousse sempre di sardine leggermente speziate. La portata principale è composta da un brasato di pesce appena pescato e servito con melanzana, pomodoro, e olio di oliva; si chiude con il dessert dello chef pasticcere Patrick Mesiano, Intensely Chocolate, che mescola una morbida e leggera mousse con biscotti croccanti e una soffice ganache con il cocco e il gelato…

Gleneagles Hotel, Scozia – Il ristorante dell’hotel, l’Andrew Fairlie, unico ristorante stellato della Scozia, trae ispirazione dalla cucina francese che mixa con la tradizione scozzese. Molti degli ingredienti utilizzati per il menu arrivano direttamente dal famoso mercato Rungis di Parigi, così come per i prodotti locali si utilizzano fornitori scozzesi. Il piatto più celebre è una versione di aragosta affumicata: l’affumicatura avviene su botti di whisky per oltre12 ore. Piatti signature sono anche il filetto di agnello del Pertshire e un dessert tipico con pere cotte, mousse di cannella e gelato al caramello. All’età di 20 anni lo0 chef Fairlie beneficiò della borsa di studio di Roux e rimane ancora oggi il suo studente più giovane. Ha lavorato con Michel Guérard e successivamente presso l’Hotel de Crillon prima di rientrare in Scozia per passare due stagioni nel lussuoso Royal Scotsman. A Londra ha lavorato al Ritz come senior sous-chef prima di tornare a Parigi a Euro Disney per un tirocinio di management specialistico.

Hotel Les Trois Rois, Basilea – Lo chef Peter Knogl guida la cucina del ristorante Cheval Blanc che ha ricevuto la sua prima stella Michelin nel 2007. Il ristorante serve un menu che unisce la tradizione gastronomica mediterranea con l’alta cucina francese. Tra i piatti signature dello chef un antipasto di foie gras e fichi, un piatto principale composto da capesante con wasabi, mele Granny Smith, barbabietola e caviale Ossetra, e, come dessert, un biscotto di cioccolato dal cuore di tartufo con sorbetto al cocco e coulis di mango. Knogl ha lavorato anche in altri Leading Hotels, tra cui l’Hotel Negresco di Nizza e Le Mirador Kempinski di Vevey.

Beau Rivage Palace, Losanna – Anne-Sophie Pic, head chef del ristorante omonimo, ha ideato un menu magnifico quanto il panorama che si gode dalla terrazza dell’hotel. I suoi piatti sono un mix di prodotti classici, come zampe di rane e animella di vitello; ingredienti cult, come pesce e gamberi della baia di Dublino e, infine un personale tributo alla primavera con l’utilizzo di fiori di lavanda, agastache e violette. Il ristorante, che ha guadagnato due stelle Michelin nel 2009, suo anno di apertura, annovera tra i suoi piatti signature tartare di gamberi con piselli e cipolle caramellate di Cévennes e brodetto di agastache; straccetti di aragosta blu con bacche, crema di sedano e succo di grani di pepe verde; una crostatina di noccioline tostate, marmellata di rabarbaro, crema di noccioline e sorbetto al rabarbaro.

Ecco alcuni dei ristoranti che hanno guadagnato una stella Michelin:
L’Andana, Castiglione della Pescaia - La Maremma è per tradizione una terra ricca di proposte gastronomiche che L’Andana fedelmente perp etua. In un vecchio granaio è stata realizzata La Trattoria Toscana, un ristorante caratterizzato da menu della tradizione culinaria toscana, semplice e autentico. Ha ottenuto la stella nel 2007 ed è guidato dallo Chef Christophe Martin, allievo di Alain Ducasse. Gli abbondanti antipasti includono piatti di prosciutto e salsicce, mentre tra i primi primeggiano gli spaghetti con pane fritto e seppie, croccanti verdure marinate in olio d’oliva, ricotta fresca e crostini oppure gnocchi saltati con dragoncello. Secondo prelibato con vitello in crosta e, per concludere, un dolce classico come la zuppa inglese.

... Pagina 2/2 ...Hotel La Perla, Corvara – La Stüa de Michil, il ristorante che domina le Dolomiti, ha ricevuto la sua stella nel 2002. Oltre ai piatti tradizionali, lo chef Arturo Spicocchi ha elaborato una proposta gastronomica che dà priorità ai prodotti biologici e equo-solidali. L’uso dei prodotti locali della terra è testimoniato anche dal fatto che tutte le verdure sono coltivate nel giardino privato dell’hotel. Il ristorante serve un’invitante selezione di formaggi e latte, selvaggina fresca, funghi, erbe aromatiche e fiori commestibili, in un’atmosfera intima e raccolta, tipica del vecchio maso ladino.

Hotel San Domenico Palace, Taormina - Il Principe Cerami ha ricevuto una stella Michelin nel 2008. Lo Chef Massimo Mantarro, appassionato interprete di tradizioni culinarie siciliane, ha iniziato la sua carriera nel 1997 all’Hotel Villa Sant’Andrea a Taormina. Nel 1991 è arrivato al San Domenico Palace dove è stato subito riconosciuto come talento emergente. Nel 1990 è stato promosso Executive Sous Chef e nel 2003 è diventato Executive Chef. Il ristorante è famoso per la sua cucina creativa e innovativa, ispirata dalla grande eredità gastronomica siciliana; a volte utilizza anche ingredienti esotici, sempre all’insegna della leggerezza. Un classico antipasto è il carpaccio di scampi con insalata, verdure sbollentate e composta di mele locali. Come secondo piatto, tra le proposte, un carpaccio di calamari e crema di riso, pesto alla genovese e nero di seppia; mentre come dolce tipico il “pistacchio di Bronte”: gelato con wafer, crème brulée e pan di spagna.

Aldrovandi Palace, Roma – Il suo ristorante Baby ha ricevuto la sua prima stella nel 2006. Lo Chef Alfonso Iaccarino popone un menu mediterraneo che inizia con un antipasto di ricciola affumicata con cannella, pomodoro e arance Tarocco; a seguire ravioli con caciotta fresca e maggiorana, sugo di pomodoro e basilico alla vesuviana; e per dessert pastiera napoletana ripiena di crema alla cannella e salsa di lamponi.

Hotel Hassler, Roma – Il suo ristorante Imago è stato insignito della sua prima stella nel 2008, grazie alla abilità creativa dello Chef Francesco Arpeda, che predilige la cucina mediterranea unita alle tradizioni culinarie italiane. Il percorso di Arpeda ha inizio a Roma all’Hotel Hassler, all’età di 19 anni, come commis diventando chef de partie già dopo un anno. Prosegue poi gli studi a Londra e su richiesta ufficiale del proprietario, Roberto Wirth, è scelto per guidare il ristorante Cicerone di proprietà di Wirth all’Hotel Imperial di Tokyo. Nel 2003 ritorna all’Hassler come Executive Chef, dove il suo intensivo training raggiunge l’apice con un menu che prevede scaloppine di mare impanate con mozzarella di bufala, foglia di sedano e tartufo nero; fusilli alla carbonara con ragù di quaglia; cannoli siciliani ripieni di mascarpone e pistacchi, serviti con lamponi e sorbetto di anice stellato.

Hotel du Palais, Biarritz – Villa Eugenie, il ristorante dell’hotel, detiene una stella Michelin da due decenni. Qui, l’executive chef Jean-Marie Gautier, nominato Meilluer Ouvrier di Francia, offre piatti della cucina tradizionale francese presentando le sue creazioni con una classica mise en place. Un antipasto tipico include un cocktail di aragosta con pomodori e sorbetto di pomodoro al basilico e foie gras con marmellata di vino bianco dolce. A seguire filetto di triglia rossa impanato servita con crema di riso, nero di seppia e salsa di peperoni oppure anatroccolo sbollentato e successivamente cotto allo spiedo, con spezie, fichi, mele e patate dolci. Dopo una selezione di formaggi, il menu termina con un soufflé al cioccolato fondente oppure una crostata di mele calda con gelato alla cannella.

Grand Hotel du Cap-Ferrat, Cap-Ferrat – Il suo ristorante Le Cap ha ottenuto la sua prima stella nel 2007, sotto la direzione dello chef Didier Aniès. La sua cucina è semplice, raffinata ed elegante. Composte solo da ingredienti prodotti in loco, le sue ricette sono originali e influenzate dalla tradizione provenzale. Il menu cambia regolarmente e consiste in frutti di mare freschi o in carni del territorio. I piatti signature dello chef sono la lasagna con caviale di Aquitania e porri in olio di oliva; l’arrosto di agnello Allaiton in crosta di olive; il soufflé di frutti rossi flambé o crème glacée ai mirtilli realizzati dal pluri-premiato capo pasticcere Luc Debove. Aniès nel 2000 è stato premiato come Meilluer Ouvrier di Francia e, dal 2007, è executive chef dell’hotel. È membro dell’Accademia Culinaria Francese, del Grand Cordon d’Or di Monaco, dei Disciples d’Auguste Escoffier e del club Prosper Montagné.

La Résidence de La Pinède, Saint-Tropez – Il ristorante dell’hotel La Vague d’Or ha ricevuto la sua prima stella Michelin nel 1987. Propone una cucina classica provenzale con un tocco contemporaneo. Lo chef Arnaud Donckele, che è stat o formato da Michel Guerard e Alain Ducasse, è stato assistente di Jean-Louis Nomicos presso il ristorante Lassere di Parigi prima di arrivare nel 2004 al Résidence de la Pinède. I suoi piatti signature includono una delicata crema di scampi con rosmarino, porcini e patate gialle servita con quenelle di formaggio decorate da miele di castagno; rombo preparato a bassa temperatura e servito con gremolata di Yuzu - specie di granchio profumato con maggiorana - e ravioli farciti con aragosta, tentacoli di calamari e serviti con cipolle in brodetto di scorfano. Come dessert gelato al torrone con sciroppo di rosa servito con lamponi e fragole e un bignet tiepido…

Brenner’s Park-Hotel & Spa, Baden-Baden – Il Park Restaurant ha guadagnato la sua stella nel 2005. Lo chef Andreas Krolik si ispira a uno stile di cucina moderno con influenze sia classiche che mediterranee. Secondo la sua filosofia “un prodotto deve essere accompagnato solo da pochi componenti individuali per mantenere intatto il gusto originale”. I piatti signature dallo chef sono: confit di tonno su pomodori semi-essiccati con vinaigrette di limone e pomodoro, insalata di cetrioli in gelatina con menta e crema di peperoni, gelato di vaniglia di Tahiti e mousse di mele al forno in un rotolo di wafer con granita di mele.

Hotel Palace Berlin, Berlino – L’omonimo ristorante dell’hotel vanta una stella Michelin dal 1997. Il suo chef de cuisine, Matthias Buchholz, all’età di 16 anni già rispondeva ad un annuncio di lavoro per diventare apprendista cuoco e otteneva il posto su altri 70 candidati. Da quando è arrivato nel ristorante dell’Hotel Palace Berlin, ha accumulato un’impressionante lista di onori: tre toques al Gault Millau, il titolo Gault Millau “Chef dell’anno 2001”, il premio Bunte Newcomer nel 2000 e il premio Schlemmer Atlas “Top chef 2010”. La sua cucina è ispirata alla cucina classica francese a cui aggiunge un pizzico di creatività. Buchholz ha guadagnato la sua fama combinando la leggerezza contemporanea con un fantasioso uso di spezie e condimenti. Esempi di sue specialità sono l’insalata di garretto di vitello e aragosta bretone con asparagi e salsa di prezzemolo; sella e spalla di agnello con fagioli e pasta di olive; panna cotta al torrone con gelato al balsamico. Buchholz tiene corsi di cucina sei volte all’anno, durante i quali gli studenti devono preparare una cena di quattro portate che poi gustano tutti insieme.

Park Hotel Bremen, Brema – Il ristorante La Terrasse, aperto da un anno e mezzo, ha recentemente ricevuto la sua prima stella Michelin. Lo chef Heiko Schulz offre una moderna interpretazione delle ricette mediterranee e piatti regionali asiatici. Un suo menu inizia con capesante grigliate su pane dolce e cavolfiore con ragù di coda di bue; a seguire agnello in crosta di senape, carciofi e pomodori ripieni con una terrina di crema di patate; per finire in dolcezza pallina di gelato pralinata salsata con succo di susine, spuma di fave Tonka e crosta di pinoli. Per accompagnare le sue creazioni, lo chef presenta una lista di 600 vini provenienti da tutto il mondo custoditi nella cantina dell’hotel, che ospita regolarmente anche sessioni di degustazione. Per gli amanti del Sauternes l’hotel offre un’ampia selezione in una cantina separata.

Schloss Elmau, Elmau – Uno dei più recenti ristoranti che hanno ottenuto la stella Michelin è il Luce d’Oro, che propone la cucina dello chef Michael Hüsken, caratterizzata da un mix di piatti regionali, mediterranei e asiatici. Nominato direttore culinario ed executive chef del Ristorante Luce d’Oro nel 2005, lo chef è stato precedentemente executive chef sia per il Geisel Hotel sia per il ristorante Louvre. Il suo menu include tonno crudo marinato con barbabietole stufate con zenzero, ravioli ripieni di ostrica con wasabi; capesante con yuzu, tortelloni con piedino di maiale in brodo con basilico Thai, manzo con valdouvan dal e confettura di zucca speziata. E per finire una crostata di cocco con litchi e cardamomo.

Colombi Hotel, Friburgo – Il ristorante Zirbelstube ha guadagnato la sua prima stella nel 1982. Dal 1981, lo guida Alfred Klink, che per la carta menu trae ispirazione da piatti francesi e da ricette regionali e mediterranee. Un pasto può contemplare antipasto di fegato d’oca con tartufo di Lozère, moscato e purè di cerfoglio; filetto di spigola con carpaccio gratinato di aragostine, mostarda di semi di dragoncello e tortellini di zucca; come piatto principale tournedos di filetto di vitello in crosta di capperi, verdure al prezzemolo e risotto al lime. Per dessert soufflé di mandorle su perle di mele caramellate e gelato al torrone bianco. Nel corso della sua carriera Klink ha anche lavorato in altri Leading Hotels in Svizzera, tra cui il Baur au Lac di Zurigo e l’Hotel Kulm di St.Moritz.

Hotel Louis C. Jacob, Hamburg – Il ristorante Jacobs ha ottenuto la sua stella nel 1998. La cucina può essere descritta come leggera e fresca, con accento francese, raffinata ma non eccessivamente elaborata. Lo chef, Thomas Martin, è nato in Mannheim ed è un grande sostenitore della cucina leggera e classica; ha avuto la fortuna di studiare con i grossi nomi della tradizione culinaria come Lothar Eiermann, Eckhart Witzigmann e Dieter L.Kaufmann. Un suo classico menu prevede una terrina di foie gras con gelatina di champagne, mela cotogna e brioche; uovo in camicia con spuma di tartufo bianco di Alba servito con purea di spinaci; filetto e petto di vitello Holstein serviti con funghi e cicoria; e per finire, tarte tatin di mele con crema. Il primo martedì del mese, Martin propone corsi di cucina (fino a un max. di 15 persone), in cui gli studenti possono invitare gli amici e la famiglia per gustare i frutti del loro lavoro.

Hotel Nassauer Hof, Wiesbaden – Ente, il ristorante dell’hotel, da più di 30 anni vanta la stella Michelin. Oggi nel suo menu gli ospiti possono trovare un mix perfetto di cucina classica europea con tocchi creativi. I piatti signature sono le capesante scozzesi fritte con tartare di carne, arance rosse e finocchietto. I clienti più audaci possono assaggiare piatti esotici come terrina di fegato di anatra in agrodolce e, per chi predilige il classico menu l’anatra dorata con cavolini di Brussel, salsiccie alle erbe e gnocchi di pane. Michael Kammermeier ama dire: “La mia proposta gastronomica ha due obiettivii: il primo è fornire agli ospiti un’eccellente e gratificante esperienza culinaria, la seconda mantenere l’alta qualità degli standard per i quali l’Ente si è fatto conoscere negli ultimi 30 anni”. Ogni mese 8 persone possono condividere l’esperienza dello chef per imparare a cucinare e confrontarsi su una serie di argomenti, tra cui l’accoppiamento cibo e vino. Il corso dura 7 ore e include pranzo, bevande, un ricettario e un grembiule del ristorante.

Palace Luzern, Svizzera - Al Jasper, che ha ottenuto la prima stella Michelin nel 2009, si può gustare una cucina “creativa e semplice con toc co mediterraneo”. Un elemento essenziale è l’equilibrio dell’insieme di aromi – gusto intenso, ma non eccessivo”. Ulf Braunert è Executive Chef dal 2006, lo stesso anno fu nominato “Chef dell’anno” dalla più importante rivista economica della Svizzera “BILANZ”. Precedentemente ha lavorato all’Hotel Giardino di Ascona, al Golfhotel Waldhuus a Davos, e al The Orchards Hotel a Williamstown, in Massachusetts. Gli ospiti possono gustare cannelloni con formaggio fresco, olive taggiasche e barbabietola caramellata; costata alla griglia con scaglie di tartufo e tortino caldo di cioccolato fondente con caramello e mele.

Imperial Hotel Tokyo, Tokio - Il ristorante Les Saison ha ottenuto una stella Michelin per due anni consecutivi. Nato a Tours, lo Chef Thierry Voisin ha iniziato la sua carriera all’età di 15 anni, e in solo 8 anni il suo talento ha catturato l’attenzione del famoso chef e ristoratore Gerard Boyer del ristornate “Les Crayeres”. Dal suo arrivo all’Imperial, lo Chef Voisin ha creato un menu che cambia in base alle stagioni. Tra i piatti signature cocotte d’aragosta arrostita con funghi; carpaccio di vitello da latte con cipolla e rosmarino; il branzino con tartufo e coulis di mandorle; la gallina di Bress farcita con tartufi e patè d’oca. L’approccio alla cucina dello Chef Voisin è istintivo e intuitivo, mentre le sue radici, afferma, “sono classiche e solide. Provo personalmente con il mio team i miei piatti. Cerco di mantenere armonia e rispetto per i sapori dei principali elementi. Voglio dire che se preparo un’aragosta con la vaniglia… prima si deve sentire l’aragosta, poi il tocco della vaniglia…ma non deve essere la vaniglia con l’aragosta!”

The Langham Huntington Hotel & Spa, Pasadena, California - Il Dining Room, è stato insignito della Stella Michelin per due anni di fila e rimane l’unico ristorante di un hotel a Los Angeles con questa qualifica. Lo Chef Michael Voltaggio - che recentemente ha partecipato come concorrente alla serie televisiva Top Chef - ha iniziato la sua carriera al The Greenbrier Resort in West Virginia e ha lavorato con Charlie Palmer al Dry Creek Kitchen. La sua ispirazione per una nuova cucina americana è rappresentata da un menu che comprende come antipasto la tartare di pomodoro con parmigiano e polvere di tapenade; come piatto principale le costolette con crema di broccoli, tamarindo e rapa; e per dessert, il Fool’s Gold: cioccolato, praline di nocciole salate e sorbetto al latte.


 Pubblicato da il 25/03/2010 - 5.468 letture - ® Riproduzione vietata

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