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Cocos Island, Costa Rica: diving tra squali martello nell'isola di Jurassic Park

E' la frontiera delle immersioni subacquee, una delle isole più selvagge al mondo, dove è possibile immergersi in acque trasparenti e ricche di pesci e coralli che hanno pochi eguali tra i fondali dei sette mari: parliamo di Isla del Coco un fazzoletto di terra del Costa Rica che si trova a “galleggiare” a circa 500 km a sud-ovest del litorale occidentale dell'America Centrale. Vista da satellite l'Isola del Cocco sembra quasi un frammento di Galapagos staccatosi dall'arcipelago ecuadoregno, ed in effetti la cosiddetta “Galapagos Costaricana” possiede lo stesso fascino antico delle celebri isole di Darwin, possedendo anch'essa una unicità di scenari naturali, diversità biologica e una collezione superba di specie endemiche da proteggere. Di fatti il luogo è stato dichiarato come Patrimonio Naturale dell'Umanità dell'UNESCO, è uno dei più importanti parchi nazionali del Costa Rica (Parque Nacional Isla del Coco) e la sua stupenda solitudine ha addirittura ispirato l'autore di Jurassic Park come luogo della sua incredibile storia di dinosauri, ribattezzandola come Isla Nublar, l'isola delle nubi.

Le nubi infatti fanno parte inscindibile della scenografia del luogo: l'Isola del Cocco è infatti dotata di una vegetazione lussureggiante proprio a causa delle abbondanti piogge che qui cadono di frequente sotto forma di violenti acquazzoni. Il periodo migliore per venire a scoprire questi luoghi pristini è probabilmente il semestre più secco, che va da novembre a maggio, anche se con 7.000 millimetri di piogge non esiste un periodo esente da precipitazioni. Nei mesi “invernali” il vantaggio sta anche nell'avere condizioni di oceano più calmo, e quindi più idoneo alle immersioni ed anche alla lunga attraversata richiesta per raggiungere l'isola.

Non esiste difatti un collegamento aereo tra Costa Rica e Isla del Coco (Cocos Island all'inglese), e l'unico modo per raggiungerla è via mare: per chi viene dall'Italia si deve quindi volare su San Josè, la Capitale del Costa Rica, trasferirsi verso il porto di Puntarenas (circa 3 ore di viaggio) e da qui imbarcarsi per una crociera verso l'Isola del Cocco, attraversando le oltre 300 miglia in circa 30-36 ore di navigazione. In definitiva, tenendo conto delle attese in aeroporto, ci vogliono quasi 3 giorni per raggiungere l'isola dall'Italia, ed è quindi consigliabile avere almeno 15 gg di vacanza a disposizione. Un consiglio del Turista: se non siete veri lupi di mare, è preferibile affrontate l'attraversata con buona dotazione di prodotti anti-nausea, dato che a volte l'oceano può presentarsi piuttosto mosso. Sull'isola non esistono alberghi, e quindi la vostra camera per tutto il tempo sarà la cabina sulla nave che avete scelto. La più celebre delle imbarcazioni è la Okeanos Aggressor.

Una volta finalmente a Coco, l'isola in sé è piuttosto piccola, vi accorgerete che una settimana è un tempo sufficiente per saggiare i suoi punti di immersione migliori.
Qui infatti ci troviamo di fronte a scenari davvero preistorici: coste ripide che si tuffano precipite in mare, con vegetazione fitta da cui torrenti si aprano la strada verso il mare, spesso con spettacolari cascate costiere. Anche sott'acqua lo spettacolo è fatto da rocce che sprofondano negli abissi, il tutto reso spettacolare da una buona limpidezza delle acque. La temperatura delle acque è in genere discreta, intorno ai 24-26 °C a seconda della stagione, ma è consigliabile comunque indossare una muta in neoprene da 3-5 mm di spessore, ed avere pinne molto efficaci in modo da contrastare le forte correnti che contraddistinguono alcuni siti di immersioni..

Lo spettacolo subacqueo è assicurato: qui si incontrano numerosi squali, dai martello ai pinna bianca, ma anche testuggini, mantas, aquile di mare, e tantissime specie di pesci pelagici. Tra i siti di immersione segnaliamo Bayo Alcione, Dirty Rock, Lone Stone, Punta Maria e Manuelita, una piccola isola nei pressi di Isla del Coco, dove è assolutamente consigliabile un'emozionate immersione in notturna. Nei periodi di fioritura del plancton è poi possibile incontrare il re dei filtratori: lo squalo balena, il pesce più grande del mondo, viene a nutrirsi in queste acque per la delizia dei subacquei.
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 Pubblicato da il 01/11/2009 - 7.607 letture - ® Riproduzione vietata

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