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5 parchi naturali del Congo per vivere le atmosfere del film The Legend of Tarzan

La leggenda di Tarzan, l'uomo scimmia, personaggio ideato dalla penna di Edgar Rice Burroughs, è una di quelle a cui si resta più affezionati. Il mondo del cinema gli ha dedicato ampio spazio ed ora, dal 14 luglio, arriva un'altra produzione "The legend of Tarzan" firmata da David Yates. Tarzan, dopo aver abbandonato per lungo tempo la giungla per vestire i comodi panni di Lord Greystoke, torna in Congo come emissario del Parlamento. Il problema nascerà quando Greystoke/Tarzan capirà di essere stato usato.



Senza togliervi il gusto della trama e della suspance vorremmo parlarvi dei magnifici luoghi che virtualmente hanno fatto da contorno alla nuova avventura dell'uomo scimmia. In realtà il Congo che vedrete è solo virtuale, e per appronfondire potete leggervi il nostro articolo sui luoghi dove è stato girato The Legend of Tarzan. In ogni caso il film parla del Congo, che sappiamo oggi esere diviso in Congo e Repubblica Democatica del Congo, nazioni che possiedono delle magnifiche scenografie naturali , e che magari potrebbero diventare meta di un vostro viaggio, dopo esservi immedesimati nella avventure del leggendario Tarzan! Vediamo allora le attrazioni naturali più belle del Congo!

Il Parco Nazionale Garamba è entrato sotto l'egida dell'Unesco nel 1980. Situato nella parte nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo, occupa oltre 490.000 ettari di savane e boschi intervallati dalle fitte foreste tropicali del bacino del fiume Congo, circondati da più di 752.000 ettari di zone di caccia. Il parco è famoso per essere l'unico sito al mondo in cui ancora vive la popolazione residua dei rinoceronti bianchi del nord oltre a vari tipi di giraffe congolesi ed elefanti. La fauna regala anche esemplari di ippopotami, leoni, iene maculate e numerose specie di antilopi, agli zimpanzè e ai bufali africani. Il parco è sorvegliato continuamente da pattuglie che percorrono il parco e le zone di caccia.

Nella zona orientale del Congo, al confine con il Ruanda, si sviluppa su 600.000 ettari il Parco Nazionale di Kahuzi-Biega, inserito nel patrimonio Unesco nel 1980, dieci anni dopo la sua nascita. Il nome deriva da due vulcani, ora spenti, il Kahuzi ed il Biega che dominano, dall'alto delle loro imponenti vette tutta la foresta pluviale che scorre ai loro piedi. Ciò che caratterizza il parco e lo rende unico è la presenza dei gorilla delle pianure orientali. La loro comunità era composta fino alla fine degli anni '90 da 600 esemplari. Le ostilità scoppiate qualche anno più tardi nel Kivu hanno coinvolto anche il parco divenuto facile preda di bracconieri senza scrupoli al punto da convincere l'Unesco a inserirlo nel 1997 fra i siti in pericolo. Oggi, la popolazione dei gorilla di pianura ammonta a circa 250 esemplari. La zoologa statunitense Dian Fossey iniziò proprio nel Parco Nazionale di Kahuzi-Biega lo studio sui primati. Oltre a loro, il parco protegge 136 specie di mammiferi, fra cui anche alcune specie di primati a rischio di estinzione come lo scimpanzé, il bai Colubus il cercopiuthic di Hoest e Hamlyn. Altre rarità che si possono incrociare sono il Genet gigante della foresta (Genetta victoriae) e il Genet acquatico (Genetta piscivora), gli elefanti ed i bufali tipici della savana e le antilopi bongo.

La riserva naturale di Okapi è entrata a far parte dell'Unesco in tempi più recenti, nel 1996. Siamo nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, nel punto in cui si sviluppa il bacino dell'omonimo fiume di cui riserva e foresta sono una parte. Le specie protette al suo interno appartengono in particolare a primati e uccelli ma anche mammiferi. Al suo interno vivono infatti circa 5.000 dei 30.000 okapi - mammifero della famiglia delle giraffe - sopravvissuti in natura. La riserva non ospita soltanto animali ma anche tribù, come quella dei pigmei Mbuti e dei cacciatori Efe che vivono all'interno della foresta sempreverde in cui trovano rifugio in totale 101 specie di mammiferi e 376 specie di uccelli. La riserva offre rifugio a 17 specie di primati, di cui 13 diurni e 4 notturni, il numero più alto di qualsiasi altra foresta africana, tra cui 7.500 scimpanzé.

Il Parco nazionale Salonga, Unesco dal 1984 è la più grande riserva africana di foresta equatoriale. A livello mondiale è la seconda. La sua estensione, pari a 36.000 km quadrati, occupa una vasta e importante area del bacino del fiume Congo. La nascita del parco risale al 1970. Un lungo corridoio largo circa 45 chilometri lo divide nei settori Nord e Sud. Alcune zone al suo interno sono ancora inesplorate. Le specie animali conservate e protette dal rischio del bracconaggio e dell'estinzione sono diverse, in buona parte appartenenti al genere dei primati. Ne fanno parte i Bonomo, piccoli scimpanzè, le scimmie del Salonga e poi una lunga serie di altri animali dal pavone rosso, agli elefanti delle foresta ai coccodrilli. Poi si possono trovare ippopotami, rinoceronti, leopardi, 150 specie di uccelli e tanti altre tipologie. La guerra ha lasciato anche in questo caso i suoi segni, minacciando seriamente la sopravvivenza del parco oggi garantita dall'ICCN - Congolese Institute for Nature Conservation. La tribù che vive nell'enormità del parco appartiene all'etnia lyaelima. La sicurezza è a cura delle pattuglie dei rangers.

La foresta tropicale caratterizza il Parco Nazionale di Virunga. Il suo ingresso nel patrimonio Unesco è del 1979. La sua nascita invece risale a diversi decenni prima, al 1925. Il parco è stato uno dei primi ad essere istituito in quella parte del Congo che all'epoca corrispondeva prima al dominio belga e poi divenne Zaire per confluire nell'attuale Repubblica Democratica del Congo.
La sua estensione di circa 790.000 ettari copre, nell'est del paese, l'area dei monti Virunga . Per questo si caratterizza come regno incontrastato dei gorilla di montagna minacciati nel passato recente e tutt'ora, da guerra civile e bracconieri. Pascoli di terra vulcanica sulle colline e foresta equatoriale nel nord-est sono gli scenari che convivono nel Parco. La foresta offre legno per le lavorazioni, come tek, ebano e cedro d'Africa. Nel parco vivono anche esemplari di elefanti della foresta e della savana, scimpanzé, okapi, giraffe, bufali africani, ippopotami e numerose specie di uccelli. Da non perdere la visita al pericolo ma affascinante vulcano Nyiragongo, uno spettacolo unico al mondo, con il suo incredibile lago di lava!

Informazioni pratiche e consigli
Se la sicurezza nei parchi è affidata ai rangers che cercano di sventare le incursioni dei bracconieri, all'interno del paese è garantita dalle forze armate e dai militari. Il luoghi che richiedono maggiore cautela comprendono la capitale Brazzaville e la periferia di Pointe Noire. In generale è sempre meglio evitare di spostarsi nelle ore notturne e di frequentare posti molto affollati o, al contrario, deserti. Il consiglio è di non portare con se grandi quantità di denaro, telefoni e macchine fotografiche costose. Ricordatevi però che per scattare foto è necessario essere in possesso di un permesso speciale rilasciato dal Ministero della Cultura. La cosa migliore sarebbe di affidarsi a persone conosciute e affidabili. Per affrontare un viaggio in Congo è obbligatoria per tutti i viaggiatori di età superiore ad un anno la vaccinazione contro la febbre gialla. Il suggerimento è di estendere la copertura anche ad altre tipologie di vaccino, in particolare contro poliomielite, epatite A e B, meningite, tifo e difterite. Per evitare problemi meglio consumare verdura solo se ben cotta e sbucciata accuratamente, carne in ristoranti accertati, lavarsi spesso le mani, bere solo acqua acquistata in bottiglie chiuse senza mettere ghiaccio perchè quella corrente non è potabile, ed effettuare la profilassi antimalarica se il periodo di permanenza dovesse essere lungo. In ogni caso, è sempre meglio consultare il medico prima della partenza.

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 Pubblicato da il 13/07/2016 - 669 letture - ® Riproduzione vietata

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