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Offerta di lavoro sull'isola pił remota del mondo: Tristan da Cunha

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Ricorderete quando, qualche anno fa, fu proposta con una campagna mediatica internazionale la possibilità di aggiudicarsi il lavoro più bello del mondo, che consisteva nel diventare il/la custode di Hamilton Island, un'isola paradisiaca nella Grande Barriera Corallina australiana. Il successo fu tale che il governo australiano decise di riproporre l'idea negli anni successivi per cercare altre figure professionali da sistemare in alcuni dei luoghi più straordinari del paese.

Ebbene, ora il governo della remota isola di Tristan da Cunha (un isolotto vulcanico nell'Atlantico meridionale) ha deciso di fare qualcosa di molto simile: è infatti uscito un bando per trovare una persona disposta a trasferirsi sull'isola per sviluppare un progetto agricolo che aiuti la popolazione a rendere più efficienti l'agricoltura e l'allevamento locali.

È dunque di un consulente – ma con esperienza pregressa nell'agricoltura – che Tristan da Cunha ha bisogno per aumentare la propria produzione e limitare, per quanto possibile, le importazioni da altri paesi. La ragione è piuttosto evidente: pur trattandosi di un possedimento britannico, si tratta di un'isola lontana da tutto e da tutti (Città del Capo si trova a 2400 km di distanza via mare, mentre sulla sponda opposta dell'Atlantico sono 3400 i km che la separano da Rio de Janeiro). La località abitata più vicina è l'Isola di Sant'Elena (la ricorderete, nei libri di storia, perché è quella che ospitò l'esiliato Napoleone), che si trova 2000 km più a nord.

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Gli europei scoprirono Tristan da Cunha nel 1506, eppure rimase completamente disabitata fino alla fine del XVIII secolo. Nel corso della storia l'isola è stata utilizzata soprattutto come scalo durante le traversate atlantiche, ma le condizioni di vita sono sempre state piuttosto difficili. Ne è ben conscio lo stesso governo locale, che tramite la propria pagina web sottolinea come ci sia voluta una grande tenacia da parte di “gente straordinaria pronta a vivere ai margini della vita per stabilirsi e prosperare in una delle comunità più isolate del mondo”.

Il paesaggio aspro, la presenza inquietante del vulcano che domina il territorio, la mancanza di terra per l'agricoltura e un clima rigido con piogge e venti forti durante tutto l'anno potrebbero però scoraggiare i candidati meno motivati.

Attualmente sull'isola si vive soprattutto di pesca e di una povera agricoltura di sussistenza, dove le patate sono i principali prodotti della terra. Ci sono circa 400 ettari di terra decisamente poco fertile da destinare al pascolo di qualche centinaio di mucche e pecore, che usano anche il campo da golf per brucare. Per essere assunti bisognerà dimostrare anche di conoscere e saper gestire gli allevamenti, utilizzare i farmaci veterinari moderni, creare e mantenere i frutteti, le colture in serra nonché un'ottima conoscenza della rotazione delle colture arabili. L'esperienza deve essere maturata nel Regno Unito, ma forse dipenderà anche dalla quantità e dalla qualità delle risposte che riceveranno. Un aspetto non meno importante è quello della capacità di adattarsi alla vita sull'isola; i 267 abitanti fanno tutti parte di nove grandi famiglie che praticano la condivisione del cibo e delle risorse secondo il principio di uguaglianza tra tutti.

L'offerta di lavoro prevede un contratto di due anni a partire da agosto 2016 con alloggio e trasporto gratuiti (l'unica maniera per raggiungere l'isola è prendere un traghetto da Città del Capo, che compie solo nove viaggi durante tutto l'anno e impiega 5-6 giorni di navigazione per arrivare) e uno stipendio negoziabile in base alla propria esperienza dimostrabile.

Se siete interessati a intraprendere quest'esperienza unica c'è tempo fino al 12 febbraio.
Qui trovate l'annuncio ufficiale pubblicato sulla pagina della National Farmers Union britannica, oppure scrivete a commercialofficer@tdc-gov.com.
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