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La festa dei Gigli di Nola, patrimonio orale e immateriale Unesco

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Un inno alla tradizione popolare e religiosa così sentita nelle regioni del Meridione. La festa dei Gigli di Nola è stata inserita nel 2013 nel Patrimonio orale e immateriale dell’umanità dell’Unesco che include oltre 500 feste popolari distribuite nell’intera Europa. Migliaia sono le persone che accorrono a Nola la domenica successiva più vicina al 22 giugno per celebrare le gesta di San Paolino, Vescovo della città, al quale è dedicato l’evento. Protagonisti, al di là del Patrono, sono i Gigli, obelischi danzanti di oltre venti metri sostenuti da un gruppo di “cullatori” sottostanti.

La meraviglia che suscitano, incrocia folklore e fede. Per i nolani la festa dei Gigli rappresenta un momento di esaltazione che conferma ogni anno la devozione secolare nei confronti di san Paolino nata quasi 2000 anni fa.

La storia narra che circa centocinquanta anni dopo la morte di Paolino, Vescovo di Nola avvenuta il 22 giugno del 431 d.C., Papa Gregorio in un suo dialogo sulla carità decise di raccontare le peripezie a cui fu sottoposto Paolino durante le invasioni barbariche. Nola in quel periodo era devastata dai Vandali. Paolino aveva speso tutte le sue risorse per riavere i prigionieri e sostenere le famiglie cadute in disgrazia quando si commosse al racconto di una vedova alla quale era stato strappato l’unico figlio inviato in Africa come schiavo alla corte del genero del re. Paolino si commosse e propose alla donna di scambiare se stesso con il figlio. La vedova voleva rifiutare, ma Paolino la persuase ed insieme partirono alla volta dell’Africa. La madre chiese udienza al re barbaro che accettò lo scambio.

Durante la schiavitù, Paolino, fintosi giardiniere, riuscì a conquistare la simpatia di alcuni cortigiani esprimendo anche profezie sulla sorte del popolo vandalo. Il re venuto a conoscenze del suo potere divinatorio prese a frequentare Paolino che, in seguito confessò di essere il Vescovo di Nola. Spaventato dalla rivelazione il re gli restituì la libertà chiedendogli cos’altro volesse e Paolino chiese la liberazione di tutti i nolani. Così fu. A quel punto la storia finisce e parte la leggenda popolare. Gli abitanti di Nola, saputo della liberazione, accolsero il Vescovo e gli schiavi liberati organizzando il corteo delle “Consorterie delle arti e dei mestieri” di quel periodo, ora divise nelle corporazioni chiamate Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. Per la gioia, ognuno degli abitanti portò con sé un giglio, per farne dono a Paolino.

Oggi quei fiori sono sostituiti dagli obelischi di legno decorati e altissimi. Dei veri e propri giganti che si sfidano lungo le vie di Nola in una danza scenografica di altissimo impatto. L’organizzazione della festa inizia già all’indomani della fine dei festeggiamenti. Si individua per ogni corporazione il nuovo “Maestro di Festa”, incaricato di costruire il Giglio affidando il compito ad una delle famiglie che tramandano i segreti di costruzione di generazione in generazione. Sempre il “Maestro di Festa” sceglie il " Capo Paranza ", il personaggio che guida il gruppo di oltre 200 persone, definito Paranza, che a rotazione di 150 disposti sui 4 lati in file parallele, solleva il giglio a spalla. Lo sforzo e' notevole, ma viene superato dalla volontà e dalla dedizione.

La procedura per la preparazione del Giglio si snoda attraverso un cerimoniale complesso composto da varie fasi organizzate durante l'anno. “A Cacciata” è il corteo con fanfara che sfila per le strade per presentare il nuovo “Maestro di Festa”. “A Caparra” è il compenso offerto ai musicanti che suonano, ai costruttori e ai rappresentanti della paranza da parte del Maestro di Festa. “Lo Scambio” è la consegna della Bandiera dal vecchio Maestro di Festa al nuovo. “A Tavuliata” è la costituzione del comitato che provvederà alle spese di costruzione dell’obelisco. “A Canzone” è la presentazione del motivo musicale che accompagnerà il Giglio. “Aizata d''a borda” segna l’importante momento della costruzione della struttura in legno, cosa che avviene agli inizi di Giugno. Si parte con la realizzazione della prima Borda, la pertica che costituisce la spina dorsale del Giglio, altra 25 metri.

Si procede poi con la costruzione della base formata da 4 piedi delle dimensioni di 20x20 cm, alta 3 metri e larga 2.60, e dei 6 pezzi del prospetto di altezze variabili dai 3 metri e 90 ai 3 metri. Si raggiunge così l'altezza di circa 25 mt ed un peso di quasi 30 quintali. “O juorno ca' se provano 'e spalle” celebra il momento in cui il Giglio viene portato dal luogo di costruzione alla casa del Maestro di Festa. In questo modo vengono anche provate le "paranze". “A vesta nova” prevede l'applicazione sul Giglio delle decorazioni in cartapesta. “O sante pe' vie” riguarda la processione con il busto in argento del santo fino ad arrivare alla “A serata magica”, il sabato che precede il giorno della "ballata dei gigli” durante il quale i comitati promotori sfilano per le strade con la divisa ufficiale. Finalmente si giunge al giorno clou della festa “O juorno cchiu' bello”.

La giornata inizia alle 9 del mattino con la celebrazione della S. Messa vicino ai Gigli. Quindi gli uomini della Paranza prendono posto sotto la base inserendo delle barre di varie lunghezze per portare i Gigli dalle case dei vari " Maestri di Festa " a Piazza del Duomo dove ha inizio la ballata. Qui il Vescovo, in processione con il busto del Santo ed i gonfaloni delle otto confederazioni, benedice i Gigli e, dopo un breve discorso, rientra in Duomo. Dopo la sosta per il pranzo si da il via alla ballata dei Gigli. Dalla piazza del Duomo il Giglio dell' Ortolano, seguito in ordine da quello delle altre corporazioni (Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Barca, Beccaio, Calzolaio, Fabbro, Sarto), inizia il suo giro per le vie della città. Il percorso è lo stesso da secoli e prevede varie prove per mettere in risalto le qualità di ogni singola Paranza e del suo capo.

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Lungo il percorso si fanno varie soste per fare riposare la paranza e permettere il cambio degli uomini. I Gigli volteggiano a 360° su se stessi, si spostano a destra e sinistra, sobbalzano, si lasciano cadere a terra cercando di farne vibrare il meno possibile la punta al grido "cuoncio cuoncio e jetta" lanciato dal capoparanza. Tutto sotto gli occhi indagatori dei giudici di gara disseminati lungo il percorso, che valutano e votano. Fatica e sforzo sono enormi. Ma gli uomini della Paranza riescono persino a cantare mentre trasportano il Giglio. Si procede quindi per Via S.Felice, mentre i musicanti cantano la canzone del Giglio ed interpretano altre canzoni napoletane.

I punti più difficili del percorso sono l'incrocio con Via Senatore Cocozza dove occorre togliere uomini e barre laterali per riuscire a passare dalla strettoia, la girata delle Carceri dove è necessario far compiere al Giglio un giro di 180° in uno spazio strettissimo senza urtare le barre contro il muro che viene, per l'occasione, dipinto di bianco per evidenziare eventuali toccate e Vico Piciocchi, alla fine del percorso. Gli uomini a quel punto sono stremati, ma è comunque necessario superare il vicolo senza sosta, senza barre e uomini laterali, altrimenti tutto lo sforzo fatto fino a quel momento viene annullato.

Molti gigli si inclinano durante la corsa, qualcuno urta anche i cornicioni dei palazzi adiacenti, ma bisogna procedere. Superato l’ultimo ostacolo, si riporta il giglio in piazza del Duomo o lo si lascia in Via Vitale. Nel frattempo il tempo è trascorso e al passaggio dell'ultimo Giglio, quello del Sarto, l’orologio segna le otto del mattino del giorno dopo. La festa continua anche nelle ore successive con “A strusciata”, uomini e donne non di paranza che muovono i gigli lasciati in via Vitale facendoli strisciare fino a piazza del Duomo. Dopo alcuni giorni di sosta, i Gigli vengono spogliati dai rivestimenti e smontati. L’operazione viene definita 'O colpo 'e core”. Ma non c'e' tempo per i rimpianti. Nel frattempo sono già' stati assegnati i Gigli del nuovo anno ai maestri di festa.

Festa dei Gigli di Nola 2017
Dove: Nola (NA).
Quando:
la preparazione alla Festa dei Gigli inizia già nei mesi precedenti.
La processione di S.Paolino è il 22 giugno, mentre il sabato dei Comitati è il 24 giugno. La domenica della ballata è il 25 giugno.
Sito ufficiale: www.giugnonolano.com

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 Pubblicato da il 23/03/2017 - 10.803 letture - ® Riproduzione vietata

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