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Dall'autostop al carpooling: consigli per viaggiare spendendo poco o niente

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Il turista moderno non ha limiti: la Terra non ha più segreti, e in un batter d'occhio si percorrono distanze incredibili. Eppure ha a che fare con una serie di inconvenienti non da poco: la crisi economica incombe e i viaggi rimangono costosi, e con il tasso d'inquinamento in crescita viaggiare a danno dell'ambiente è fin troppo facile.

Di soluzioni, più o meno efficaci, se ne sfornano ogni giorno, dai mezzi di trasporto elettrici alle convenzioni per favorire i pendolari. Ma nella corsa sfrenata al futuro c'è chi ha pensato di cercare la soluzione in un passato piuttosto recente, un po' avventuroso e un po'rivoluzionario: è l'autostop, tanto di moda nei mitici anni Settanta.

Era il 1957 quando Jack Kerouak, autore di "Sulla strada", metteva in bocca queste parole ai suoi personaggi, che sarebbero diventati gli idoli della Beat generation:
"Dobbiamo andare e non fermarci finché non arriviamo."
"Dove andiamo?"
"Non lo so, ma dobbiamo andare."

Viaggiare per il gusto di farlo, soddisfare una pulsione innata del cuore umano, abolire ogni regola se non quella dell'avventura... è una forma di libertà che continua ad affascinarci e a incuriosirci. Anche a intimorirci, perché fare l'autostop sul bordo della strada significa affidarsi a un autista sconosciuto: magari un guidatore impeccabile, certo, ma per quanto ne sappiamo potrebbe anche essere reduce da un addio al celibato ad alto tasso alcolico, bisognoso di soldi e in cerca di un ostaggio per cui chiedere il riscatto, o semplicemente convinto di trovarsi su una pista da rally.

Eppure c'è chi ancora ha fiducia nel prossimo, e crede nei vantaggi del reciproco aiuto. In Italia l'autostop non è molto diffuso - benché sia consentito ovunque tranne che in autostrada - ma in tanti paesi europei, soprattutto quelli del nord Europa, è considerato un modo di viaggiare comodo e low cost, più vantaggioso di tanti altri. Gran Bretagna, Stati Uniti e altri paesi anglofoni preferiscono il termine hitchhiking, ma la sostanza non cambia: si prepara un bagaglio leggero, si sceglie una posizione visibile e sicura ai margini della strada, e ci si prepara a un viaggio più o meno lungo in compagnia di uno sconosciuto, ma pur sempre membro della grande famiglia umana.

Autostop: istruzioni per l'uso
Nel tempo, persino per una pratica avventurosa come l'autostop, qualche regola ha preso forma tra i viaggiatori. Sono più che altro suggerimenti furbi per ottenere un passaggio velocemente, tutelarsi da eventuali pericoli e conservare un bel ricordo del proprio esodo da autostoppista. Innanzitutto bisogna scegliere una posizione strategica: se non ci si può piazzare nel bel mezzo di una strada a sei corsie congestionata dal traffico - pena l'incolumità propria e altrui - è pur vero che una viuzza deserta ci offrirebbe scarse possibilità. Se dovete lasciare una grande città conviene raggiungere la periferia in autobus o in treno, scegliere un punto in cui il traffico non sia troppo veloce e controllare che ci sia spazio per fermarsi senza creare pericoli.

C'è chi realizza un cartello con su scritta la propria destinazione, per attirare gli autisti diretti proprio lì. Ma se un malintenzionato, capendo la nostra meta, mentisse e dicesse di andare nello stesso posto, solo per convincerci a salire? Meglio allora specificare la propria direzione mantenendosi sul vago, in modo da poter declinare l'offerta se non siamo convinti di accettare. Cercare un passaggio presso una stazione di servizio può essere una buona idea, perché probabilmente potrete usufruire di servizi come ristorante e toilette, e chiacchierare con calma con gli autisti in sosta, contrattando le modalità di viaggio.

Una volta trovata la posizione ottimale, comincia l'autopromozione: come in una campagna pubblicitaria di sé stessi, lo scopo è ispirare fiducia per farsi scegliere. Un aspetto curato è vincente rispetto ad abiti sporchi o trasandati, ed è meglio evitare gli occhiali da sole, che nascondono lo sguardo e possono suscitare diffidenza. Anche un bel sorriso, solitamente, fa una buona impressione. Se poi avrete bagagli poco ingombranti e vi dichiarerete disponibili a guidare, nel caso il proprietario dell'auto sia stanco, guadagnerete altri punti.

Avete trovato l'accompagnatore ideale, diretto proprio dove vi interessa? Ricordate che in auto dovrete comportarvi correttamente, evitando di fumare, sporcare o infastidire il guidatore, e che dovrete concordare con lui una "tariffa" di viaggio. Perché l'autostop è economico, d'accordo, ma non gratuito: è giusto contribuire alle spese, che saranno comunque più basse di ciò che avreste speso da soli. In questo modo il vantaggio sarà di entrambi, autista e passeggero.

Viaggiare in sicurezza... divertendosi
Purtroppo, in Italia e non solo, l'autostop non gode di buona fama. Tanti lo considerano una pratica pericolosa, perché non si conosce l'identità dei propri compagni di viaggio e ci si potrebbe imbattere in situazioni spiacevoli o individui poco raccomandabili.
Ma d'altra parte è un buon modo di conoscere persone nuove: incrociare storie diverse, provenienti da luoghi e destini lontani, non è forse l'avventura più bella? E allora basterà avere qualche piccolo accorgimento per viaggiare in sicurezza, anche facendo l'autostop.
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Triste a dirsi, ma le donne sole sono ancora le più esposte a rischi. Pare rimedino un passaggio più facilmente, ma più facilmente fanno incontri sgradevoli. Meglio viaggiare in compagnia, preferibilmente con un uomo, per scoraggiare in partenza un eventuale Don Giovanni e contare su un aiuto in caso di pericolo.
Vale per tutti la regola di tenere il telefono cellulare a portata di mano, magari avendo a mente qualche numero di emergenza. La valigia, poi, non fatela riporre nel bagagliaio: tenete le vostre cose accanto a voi, e non lasciatele incustodite durante le soste.
Infine la regola d'oro: fidatevi dell'istinto. Se avete brutte sensazioni riguardo a un accompagnatore o una circostanza non sottovalutatele, e non sentitevi in obbligo di accettare un passaggio per gentilezza. Bando alle formalità: quando c'è di mezzo la sicurezza, meglio passare per maleducati e aspettare un autista che vi faccia sentire a vostro agio.

In questo modo vi sarete assicurati un viaggio low cost, che potrebbe diventare molto interessante. Al guidatore probabilmente farà piacere scambiare quattro chiacchiere: se siete all'estero avrete l'occasione di conoscere gente del posto, oppure proveniente da altre parti del mondo. E se la vostra tratta è particolarmente lunga, potrete spezzare il viaggio in varie tappe, cui corrisponderanno diversi accompagnatori e, di conseguenza, ancora più storie da ascoltare e raccontare. Sosterete in luoghi insoliti, ignorati dai turisti classici, e dal finestrino vedrete un'infinità di panorami: coi mezzi veloci come l'aereo ciò che conta è la destinazione, ma voi darete importanza anche al percorso, trasformandolo in una parte fondamentale del viaggio.

L'evoluzione dell'autostop: il carpooling
Si chiama carpooling, o carsharing, l'evoluzione moderna dell'autostop. Come dice il nome consiste nel condividere la propria auto, e questa non è una novità, ma con regole e meccanismi ben più organizzati rispetto all'avventuroso sistema del pollice alzato.
Negli Stati Uniti e nel nord Europa è una pratica diffusa: prendendo contatto su internet ci si accorda, tra sconosciuti, per fare un viaggio insieme, in modo da dividere le spese e ridurre l'inquinamento. Perché viaggiare soli, ciascuno sulla propria auto, quando ci si potrebbe stare comodamente in 4 o 5? Basta trovare qualcuno che il nostro stesso giorno, alla stessa ora, debba andare nel nostro stesso posto. E a giudicare dal traffico che ogni giorno fluisce lungo strade e autostrade, in ogni parte del mondo, la coincidenza non dovrebbe essere così difficile.

Anche in Italia comincia a prendere piede. Secondo il report pubblicato nel 2011 da Postinauto.it, sono soprattutto gli abitanti delle grandi città, come Roma e Milano, a sfruttare il carpooling, in particolare i giovani tra i 18 e i 24 anni e ancor più quelli tra i 25 e i 34. L'iniziativa lanciata da Austostrade per l'Italia nel 2009 dimostra una sensibilità crescente a riguardo, complici la crisi economica e un'attenzione sempre maggiore all'ambiente. Dal 31 agosto 2009, infatti, in occasione dell'ampliamento dell'Autostrada dei Laghi A9, le auto che viaggiano da Como e Varese a Milano e viceversa pagano meno della metà... a patto che a bordo ci siano almeno 4 persone. Dovranno poi essere auto di classe A e B, e viaggiare in determinate fasce orarie (quelle di punta). Un incentivo a condividere l'auto con amici e non, aiutandosi col sito internet appositamente predisposto, www.autostradecarpooling.it. Gli utenti possono richiedere o offrire un passaggio, specificando le proprie esigenze, e contattare direttamente gli altri viaggiatori per definire i dettagli.

Ma i siti dedicati al carpooling sono numerosissimi e hanno un respiro internazionale. Alcuni prevedono il versamento di una quota associativa, altri sono piattaforme totalmente gratuite; in certi casi i gestori richiedono il documento d'identità e fanno da tramite fra i viaggiatori, ma più spesso gli utenti comunicano tra loro direttamente e liberamente.
Eccone alcuni tra i più usati:
www.roadsharing.com/it/
www.carpooling.it/
www.autostop.it/
www.drivebook.com/
www.bring-me.it

Ce n'è per tutti i gusti. Viaggi lunghi per andare in vacanza o ricongiungersi ai parenti lontani, ma anche tratte brevi che si ripetono ogni giorno per andare al lavoro. Tanti cominciano per esigenza, altri per curiosità, e inizialmente si sentono titubanti. Poi però si intrecciano strade che altrimenti, forse, non si sarebbero mai incrociate, e gli incontri possono riservare piacevoli sorprese.
Perché, come scriveva Jack Kerouak, "la strada è la vita".

 Pubblicato da il 11/09/2012 - - ® Riproduzione vietata

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