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Cosa vedere e cosa visitare Museo Auguste Escoffier

Il Museo Escoffier a Villeneuve Loubet: un tuffo nella storia della cucina francese

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Eliminare l’aglio, sostituire l’olio d’oliva con il burro e alleggerire le salse. Per Auguste Escoffier, grande chef francese nato nel lontano 1846 a Villeneuve Loubet, grazioso villaggio della Costa Azzurra, situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, l’arte culinaria della Francia doveva essere curata con estrema semplicità valorizzando i cibi, saporiti ma leggeri e digeribili allo stesso tempo.

Decorato nel 1920 con la Legion d’Onore e insignito qualche anno più tardi del titolo di ufficiale della repubblica francese, Escoffier è stato uno dei più importanti cuochi di tutti i tempi tanto da diventare direttore di cucina all’Hotel Savoy di Londra e al Ritz di Place Vendome di Parigi prima di aprire un proprio ristorante che, in breve tempo, acquisì fama internazionale e di farsi apprezzare altrettanto per i trattati di gastronomia scritti ancora oggi in uso. Lo stesso film Pixar di Ratatouille con il personaggio di Auguste Gusteau ha fatto un esplicito riferimento al più grande cuoco di Francia!

La carriera del giovane Auguste iniziò all’età di 13 anni quando il padre lo costrinse ad abbandonare gli studi per andare a lavorare come lavapiatti nella trattoria dello zio a Nizza. Ben presto però il ragazzo si accorse di possedere realmente una grande passione per la cucina e le eccellenti doti da cuoco lo convinsero a cercare lavoro in altri ristoranti fra cui il Petit Moulin Rouge di Parigi dove divenne “chef saucier” preparando salse da abbinare a ogni tipo di piatto.

Grazie alla grande amicizia instaurata con Cesar Ritz, Escoffier ricoprì ruoli prestigiosi nei più rinomati hotel di Londra e Parigi sino al 1899 quando divenne maitre all’hotel londinese Carlton, acquistato anch’esso dal proprietario della famosa catena di alberghi di lusso conosciuta in tutto il mondo.

Proprio negli anni trascorsi al Carlton – una ventina -, Auguste scrisse alcuni dei suoi libri più apprezzati come la “Guida alla grande cucina” (in francese il titolo originale è “La guide culinaire”) del 1903 a cui seguirono “Il libro dei menù” del 1912 e “Il grande libro della cucina francese” pubblicato nel 1934, tre testi fondamentali per quella che è conosciuta come haute cuisine.

Rendere internazionale la cucina francese, e nello specifico quella della sua Provenza, fu sempre il grande obiettivo di Escoffier che riuscì a coniugare sapientemente i sapori antichi con un tocco di modernità creando piatti semplici, eliminando alcuni ingredienti come l’aglio e sostituendone altri (l’olio di oliva con il burro) alleggerendo quelle salse che secondo lo chef rappresentavano da sempre la grandezza culinaria della Francia.

Nel villaggio storico di Villeneuve Loubet, in Rue Escoffier 3, la casa natale di questo grande cuoco francese che legò le sue prime fortune soprattutto alla Gran Bretagna, ospita un interessante museo dove si possono ammirare fotografie, lettere e documenti, oggetti e utensili da cucina appartenuti al “re dei cuochi e cuoco dei re, come venne definito.

Ristrutturato alla fine degli anni 60 da Roger Seassal, il museo Escoffier raccoglie 1500 menù oltre alla storia di alcune importanti invenzioni che hanno legato il loro successo proprio al nome dello chef francese fra cui, forse la più conosciuta, quella della Peche Melba, lo squisito dolce a base di pesche cotte e ammorbidite in acqua e zucchero servite con panna e gelato. Se molti hanno sicuramente assaporato questo fresco dessert, non tutti sanno che Auguste lo chiamò così in onore di Nellie Melba, cantante lirica australiana di cui il francese era grande ammiratore.

Il bel percorso museale allestito nell’edificio abbarbicato lungo le viuzze del borgo accompagna il visitatore alla scoperta di alcuni ambienti ad iniziare dalla sala d’ingresso dove troneggiano ritratto e busto di Escoffier affiancati da quelli di Joseph Donon, promotore della cucina francese (nello specifico proprio di quella di Escoffier) negli Stati Uniti e finanziatore del museo in memoria di Auguste, suo grande maestro.

... Pagina 2/2 ... La visita prosegue nella “Salle du Tournebroche” (sala del girarrosto), particolarmente cara a Auguste che qui osservava con grande attenzione la nonna impegnata a preparare i piatti della gastronomia locale, dove sono esposti utensili da pasticceria, contenitori in terra cotta, oggetti da cucina, una vecchia stufa su cui cucinare e un bel camino dell’epoca.

Si accede poi al vicino salone Auguste Escoffier dove sono esposti scritti e lettere del cuoco oltre ad alcune sue invenzioni come la macchina per fare il pangrattato, la Pesca Melba, il piatto Escoffier e il brodo Maggi per salire poi all’ufficio di Auguste Escoffier, dove nacque lo chef, che raccoglie alcuni degli oggetti personali che furono suoi fra cui scrittoio, macchina per scrivere, fotografie in bianco e nero, menù scritti di suo pugno e un’interessante biblioteca di antichi libri conservati in un mobile del tempo.

Al piano superiore c’è una bella cuisine provencale (cucina della Provenza) rivestita in mattonelle rosse ricostruita fra il XVIII° e il XIX° secolo in cui si rimpiazzò la cottura su camino con fuochi di intensità differenti, vera rivoluzione per quegli anni, e alcuni utensili come il magnifico servizio per la bouillabaisse, il vasellame in terracotta smaltata con decorazioni provenzali e pentole per la cottura a pressione.

Prima di accedere alla cucina però, si accede ad una sala (climatizzata a 19 gradi) dove sono ospitate dolci creazioni in cioccolato e zucchero cristallizzato realizzate in onore di Escoffier da sapienti pasticceri francesi. Accompagnati nella visita da un’intensa fragranza di cioccolato che addolcisce l’aria, si possono ammirare suggestive opere d’arte dolciaria esposte al museo di Villeneuve Loubet – da quelle che ritraggono il gatto con gli stivali e Moby Dick in zucchero cristalizzato a quella dell’albero addobbato con macaron dai mille gusti – fra cui spicca un vero capolavoro: la prima locomotiva americana “Mountain Train Etat”, considerata la più antica creazione pasticcera del mondo, datata 1920, fatta di zucchero e nocciole finemente tritate.

Molto interessante anche la collezione di circa 1500 menù che portano il visitatore alla scoperta di una sorta di viaggio nel tempo e nei sapori: il primo menù, realizzato per pranzi privati, nacque alla metà del XVIII° secolo e all’inizio del 1800 fece la sua apparizione ufficiale sui tavoli dei ristoranti. Alcuni degli esemplari esposti nel museo, suddivisi in ordine cronologico e tematico, sono stati stampati su seta, impreziositi con eleganti decorazioni o scritti a mano su disegni di artisti.

Il museo di Villeneuve Loubet ospita anche un centro di documentazione che raccoglie 2500 opere dal 17° secolo ai giorni nostri, una sala audiovisiva per conferenze e una boutique dove scegliere fra le opere di Escoffier (libri della cucina francese e provenzale, poster e cartoline che lo ritraggono) da acquistare come souvenirs.

Il museo è aperto tutti i giorni, tranne il sabato, in orario 14-18 con chiusura posticipata alle ore 19 nei mesi di Luglio e Agosto.
Biglietto di ingresso 5 euro adulti, 2,5 euro studenti, gratis per i bambini con meno di 11 anni

Per informazioni +33 (0)4 93208051 e http://www.fondation-escoffier.org

 Pubblicato da il 04/06/2014 - 2.081 letture - ® Riproduzione vietata

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