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Cosa vedere e cosa visitare Palazzo Vertemate Franchi

Palazzo Vertemate Franchi, visita alla storica residenza di Piuro di Chiavenna

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Esiste in Italia un comune che in realtà non esiste: si tratta di Piuro, in Lombardia. Piuro infatti, pur contando quasi 2000 abitanti come comune, è stato distrutto il 4 settembre del 1618 da una frana devastante e da allora non venne più ricostruito. I pochi piuresi sopravvissuti costruirono un nuovo paese, a cui venne dato il nome di Borgonuovo. Dell’antica Piuro oggi non rimane nulla, fatta eccezione per l’imponente Palazzo Vertemate Franchi, salvatosi dalla rovinosa catastrofe grazie alla sua posizione isolata e geologicamente più stabile.

L’antica tragedia ebbe all’epoca risonanza internazionale, Piuro era a tutti gli effetti una cittadina prospera e ridente, in cui vivevano numerose famiglie di importanti commercianti, molti dei quali morirono in quella triste occasione. Fra questi vi era anche la maggior parte dei membri della famiglia Vertemate Franchi, una delle più ricche della zona. Nel XIII secolo Ruggero è invitato in Valchiavenna in qualità di podestà e qui, in questa valle lombarda, il casato, ben insediatosi, trova la sua fortuna.
Nel corso del ‘500 i fratelli Luigi e Guglielmo hanno ormai raggiunto grande importanza nel settore commerciale della pietra ollare e della seta, pertanto necessitano di una dimora di rappresentanza. Scelgono di farla costruire a Prosto, un piccola frazione vicinissima a Piuro, ed è così che sorge il bellissimo palazzo Vertemate Franchi.
Sfortunatamente poco si conosce della genesi dell’edificio, sconosciuta è la data di edificazione e sconosciuto è il suo architetto. Di attribuzione incerta sono gli splendidi affreschi, accostati oggi ai fratelli Campi di Cremona, e anonimi rimangono i prestigiosi intagli lignei. Questo alone di mistero è dovuto alla perdita dei documenti, custoditi un tempo nella dimora residenziale della famiglia, distrutta con la frana del 1618.
Nel 1879 muore l’ultimo Vertemate Franchi e per circa vent’anni il palazzo è lasciato all’incuria. E’ nel 1902, grazie al nuovo proprietario, Napoleone Brianzi, che l’edificio riacquista progressivamente il suo antico splendore. I mobili originari, andati perduti, vengono sostituiti con elementi d’arredo di uguale pregio e importanti pezzi d’epoca.
Nel 1937 acquistano la proprietà A. Feltrinelli e L. Bonomi, i quali arricchiscono ulteriormente il palazzo con raffinato mobilio.
Il Comune di Chiavenna entra in possesso del palazzo nel 1985, quando Maria Eva Sala, ereditata la dimora dal marito, decide di donarla alla comunità e così dopo pochi anni viene dato all’intero complesso (edificio e giardini) valore museale.

Oggi il visitatore è guidato all’interno dell’ampio portale dal custode della villa e subito è catapultato in un’atmosfera cinquecentesca. Attraverso il lungo viale d’accesso si incontra, sulla sinistra, la chiesetta di Santa Maria Incoronata, datata 1680, ed eretta come cappella sepolcrale per la famiglia, nonostante questo nessuno dei suoi membri riposa fra le sue mura. Sul suo pavimento risalta lo stemma dei Vertemate Franchi mentre gli affreschi raffigurano San Francesco d’Assisi e Sant’Antonio da Padova. Durante le messe i membri della famiglia prendevano posto sulla balconata posta sopra l’ingresso così da rimanere separati dal volgo che poteva accedere alle funzioni.
La statua di un cane, vero custode imperituro della villa, accoglie gli ospiti all’ingresso. Secondo la leggenda si tratta di un cane vagabondo rimasto pietrificato dalla bellezza del luogo.

Una piccola corte è creata dai corpi laterali dell’edificio, dalla caratteristica struttura ad U. Tutt’intorno si sviluppa una vasta area verde. Strutturato su due livelli, il giardino del palazzo ha nella parte più alta un grande orto, con verdure e tantissime varietà di fiori, mentre nella parte più bassa il vigneto, dalle cui uve nasce il Vertemate Vino Passito. Sempre qui è il Viale delle Rose, circondato da diverse qualità di alberi da frutto. Nella parte posteriore, verso il monte, si sviluppa invece un grande castagneto, che insieme al resto della vegetazione veniva irrigato anche grazie ad un ingegnoso sistema di irrigazione che portava l’acqua da una sorgente a nord, acqua che arrivava anche alla grande peschiera posta nei curati giardini all’italiana, impreziositi da una fontana con una grande statua di Ercole e da affreschi mitologici (oggi scoloriti) lungo il muro perimetrale. E proprio questo motivo decorativo è l’elemento di congiunzione fra ambienti esterni ed interni. Infatti quasi tutte le stanze del palazzo sono sontuosamente decorate con opere a tema mitologico, che creano forte contrasto con il tono austero e semplice della facciata, caratterizzata dal portale bugnato con lo stemma di famiglia e dalle finestre ordinate per multipli di tre.

Nell’atrio, pareti e soffitti a volta sono interamente dipinti con le allegorie dei quattro elementi (primo esempio di prospettiva nella zona) e con quattro divinità. Giunone con l’uccellino dal bel canto che simboleggia la potenza della terra madre, Cerere, simbolo di denaro e ricchezza, Bacco, dio del vino e dei piaceri dissoluti, e Priapo portatore di fertilità sembrano voler ricordare al visitatore la potenza e lo stile di vita della famiglia che seppe trasformare in un ambiente raffinato quella che era di fatto una residenza di periferia. Oggi le figure sono tutte prive degli occhi, poiché il popolo, sentendosi giudicato da quelle imponenti figure decise di accecarle.
Sulla sinistra si trova la Sala di Giove e Mercurio completamente affrescata con colori particolarmente accesi a causa delle esalazioni provenienti dal letame e dal fieno che per un certo periodo occupò la stanza, quando fu scelleratamente utilizzata come fienile. Fra tutte le figure spicca indubbiamente quella di Marte, particolarmente minacciosa.

Sulla destra si trova invece la Stüa di Giunone, una stanza dominata da una grande stufa maiolicata probabilmente proveniente da Norimberga. La stufa veniva alimentata dai servitori nella stanza adiacente perché non disturbassero le importanti riunioni che avevano luogo nella sala. Qui venivano infatti tenuti i processi, in particolare processi di stregoneria, sotto una volta stupendamente decorata con un interessante ciclo di affreschi che ripropone la storia di Callisto, tramutata in orso dall’ira di Giunone ma risparmiata alla morte grazie all’intervento dell’amante Giove che tramuta lei e il figlio in Orsa Maggiore e Orsa Minore.

Accanto a questa stanza si trova la sala d’attesa di Perseo, sulla cui porta di ingresso è inciso il motto di famiglia «industria auget imperium». Più avanti è invece la sala da pranzo caratterizzata da un grande camino e da toni molto scuri.
Al piano superiore una lunga galleria in cui sono esposti i ritratti dei membri della nobile famiglia conduce alle stanze. Attraversando il corridoio si faccia attenzione ad un quadro in particolare, il primo a destra che si dice raffiguri il dispettoso fantasma della villa. Il soffitto a cassettoni di differenti misure conferisce profondità a tutto l’ambiente.
Completamente rivestita da pannelli lignei è la stanza allestita in occasione del desiderato arrivo di Napoleone in aiuto contro i Grigioni che in quegli anni controllavano la zona. Tuttavia quell’arrivo rimase un desiderio senza mai concretizzarsi ma la stanza porta ancora il suo nome. Nella stanza di Napoleone si trova un’altra bella stüa e tutto il mobilio tipico di una camera da letto dell’epoca.
Delle altre stanze c’è poco da dire, se non sottolineare la consueta ricchezza degli ambienti e degli arredi; fra cui spiccano i letti per la loro insolita dimensione. Molto piccoli per i nostri canoni colpiscono sicuramente, ma si ricordi l’usanza dell’epoca, per i nobili, di non dormire completamente sdraiati, onde evitare di essere più facilmente avvelenati o pugnalati.

Al secondo piano si trovano stanze particolarmente interessanti, la Camera degli Amorini o la Stanza delle Arti, dei Mestieri e degli Amori, ad esempio. Altrettanto bella è la Stanza delle Cariatidi, la camera da letto dei proprietari. Particolarmente luminosa ha una sola cariatide seduta che con fare compiaciuto sembra beffeggiare le altre.
Nel corridoio di questo piano si trovano due quadri molto importanti che ci permettono di capire quella che è la storia del paesaggio del comune, raffigurano infatti Piuro prima e dopo la frana del 1618.
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Poco più avanti è la Stanza dello Zodiaco. Come lascia intuire il nome il tema degli affreschi sono segni zodiacali e figure umane, allegorie di professioni e periodi dell’anno. Il soffitto è in legno intagliato riccamente decorato. In questa stanza il modellino di una nave sembra ricordare la partecipazione della famiglia ai preparativi per la scoperta del nuovo mondo intrapresa con il viaggio di Colombo.

Altrettanto bello è poi il soffitto dell’attigua stanza del Vescovo e chiude la visita la Camera di Carducci, il grande poeta che era solito recarsi nella vicina Madesimo per le cure termali e che in occasione di uno dei suoi viaggi fu ospitato nella villa.
Una vola visitato il corpo centrale è possibile ammirare anche l’ottimo stato di conservazione dei rustici, delle stalle, del torchio e della ghiacciaia che mantengono tutti la loro struttura originaria.
Oggi il Palazzo Vertemate Franchi non è unicamente una splendida sede museale che ci permette di scoprire l’architettura cinquecentesca e lo stile di vita amato dalla nobiltà italiana di queste valli ma è anche sede di suggestivi concerti all’aperto e luogo di produzione di prodotti ad origine controllata che ogni visitatore può gustare.

Palazzo Vertemate Franchi
Informazioni utili
Indirizzo: Via del Palazzo Vertemate, 23020 Piuro - Sondrio.
Orari: STAGIONE 2016
Marzo: 05-06; 12-13; 19-20 dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30 (chiuso i mercoledì non festivi).
Dal 26 marzo al 06 novembre tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30 (chiuso i mercoledì non festivi).
Agosto: aperto tutti i giorni.
Ultimo ingresso mezz´ora prima della chiusura.
La visita richiede all'incirca un'ora.
Tariffe: Biglietto Intero : € 7,00 - Biglietto Ridotto: € 5,00 (Studenti, Gruppi Scolastici, Gruppi con min. 25 persone, Ultrasessantenni, Soci FAI e TCI)
Per i possessori della MondoParchi FamilyCard, della MondoParchi One Day e della MondoParchi Free Fun gratuità per i ragazzi fino ai tredici anni.
Il Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna offre visite guidate all’interno della struttura contattando l’indirizzo consorzioturistico@valchiavenna.com.
Per maggiori informazioni consultare il sito www.palazzovertemate.it


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 Pubblicato da il 16/09/2016 - 2.009 letture - ® Riproduzione vietata

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