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Salviamo il Lago Turkana, tra Etiopia e Kenya, fermiamo la diga Gibe III

Situazione conflittuale tra Etiopia e Kenya a causa di un problema di... acqua. Alcune proteste sono state organizzate il week-end scorso a Nairobi dove si è manifestato contro la diga Gibe III, che è in costruzione nel territorio dell' Etiopia. Il timore è che questa opera abbia un impatto diretto e pesante sul Kenya. Il problema è che il grande corso d'acqua intercettato, il fiume Omo, il principale emissario del Lago Turkana (un tempo Lago Rodolfo), non potrà più alimentare lo specchio d'acqua che già possiede una situazione idrica piuttosto critica. Sarebbe un colpo mortale per il paesaggio magico del Turkana e per l'economia e la vita delle popolazioni di pastori e pescatori che abitano le sue sponde, dagli albori dell'umanità.

I livelli dell'acqua sono già diminuiti negli anni passati, a causa della siccità e gli apporti ridotti del fiume Omo, e le rive di quello il lago di Giada per i suoi colori, ora si sono ritirare in profondità. Questo mutamento idrogeologico ha privato un settore della pesca già fiorente di gran parte del suo potenziale di cattura, con impianti chiusi e pescatori senza lavoro ormai quasi neanche in grado di trovare abbastanza pesce giornaliero per sfamare le loro famiglie. Anche i pastori dipendono dall'acqua del fiume, soffrono la siccità ed hanno iniziato ad asciugarsi a causa del continuo abbassarsi della falda freatica.

La zona del Lago non è interessata solamente dalla costruzione della diga nel territorio etiope: sul lato del confine keniota, sono previsti importanti investimenti per un massimo di 1.000 MW di produzione eolica. Gli ambientalisti sono in mobilitazione, il lago Turkana è considerato uno dei luoghi culla del genere umano, ricco di importanza storica, ma anche di grande bellezza ed attrazione turistica. Gli Amici del lago Turkana - con un movimento che cresce su Facebook www.facebook.com/turkana - hanno marciato verso l'ambasciata cinese in cui hanno consegnato una petizione contro il governo di Pechino, principale finanziatore dei lavori, chiedendo il fermo degli appalti in queste zone così critiche dal punto di vista ambientale.

Difficile che il governo di Addis Abeba possa fare marcia indietro, e quindi è molto elevato il rischio che le popolazioni che vivono sulle rive del Lago Turkana dovranno fuggire in cerca di sostentamento e verranno condannati a vivere in baraccopoli urbane. Solo una forte mobilitazione è forse in grado di salvare il Lago Turkana e le sue popolazioni che da sempre vivono delle sue ricchezze.

Fonte: www.eturbonews.com
Maggiori informazioni: www.friendsoflaketurkana.org
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 Pubblicato da il 23/02/2011 - 2.561 letture - ® Riproduzione vietata

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