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Cresce l'allarme meduse nel mondo, colpa forse dell'inquinamento

Enormi sciami di meduse pungenti e simili animali viscidi stanno rovinando le spiagge nelle Hawaii, nel il Golfo del Messico, nel Mediterraneo, cosi come in Australia e altrove, come alcuni ricercatori statunitensi hanno pubblicato su di un sito governativo, venerdì scorso. La relazione rivela che sono circa 150 i milioni di persone a livello mondiale che ogni anno sono esposti alla punture delle medusa, e “solo” 500.000 persone vengono colpite nella Chesapeake Bay, al largo della costa atlantica degli Stati Uniti.

E secondo la relazione altri 200.000 bagnanti vengono colpiti ogni anno in Florida e sono 10.000 quelli che vengono colpiti in Australia dalla potenzialmente mortale caravella portoghese. Nelle sole filippine il numero di persone morte per la puntura delle meduse oscilla ogni anno tra le 20 e le 40 persone. Il rapporto è disponibile su Internet al seguente indirizzo: www.nsf.gov. Tra l'atro la relazione segnala che nel Mar Nero l'industria della pesca e del turismo hanno perso 350 milioni di dollari a causa di una proliferazione mostruosa di meduse: basti pensare che un metro cubo di acqua può arrivare a contenere fino a circa 1.000 meduse! Un tale numero significa la morte per molte specie ittiche, oltre che un grosso problema di sicurezza per i bagnanti, poco propensi a tuffarsi in acqua.

La relazione afferma inoltra che circa un terzo del peso totale di tutte le forme di vita presente nella baia di Monterey è costituito da meduse. Sembra chiaro che l'uomo abbia contribuito a questa proliferazione. Le attività umane che potrebbero essere favorevoli allo sviluppo delle meduse comprendono l'inquinamento, i cambiamenti climatici, le introduzioni di specie non indigene, il sovra sfruttamento e la costruzione di strutture artificiali, come le piattaforme petrolifere. Il problema però cresce in progressione geometrica, una medusa può rilasciare fino a 45.000 uova nel corso della sua vita,

Fatto sta che il problema esiste, è in forte crescita ed è consigliabile informarsi bene sulla propria destinazione finale della vacanza. Trovarsi in un paradiso tropicale e non potersi tuffare in acqua per colpa delle meduse, potrebbe risultare una esperienza decisamente frustrante.

Fonte foto, cortesia: scienceblogs.com
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 Pubblicato da il 15/12/2008 - 2.536 letture - ® Riproduzione vietata

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