Itinerario lungo la Strada del Prosecco

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Condividi Fiamma Larosa

25/06/2020

Si fa in fretta a dire Prosecco, ma poi la situazione si complica quando si deve scegliere, perché, ed è bene saperlo, il prosecco storico, quello che rappresenta uno dei vini più antichi della prestigiosa tradizione enologica italiana, è uno solo, ossia Il Prosecco Superiore DOCG, cui è stata dedicata, nel lontano 1966, una delle prime Strade nazionali: la Strada del Vino Bianco, diventata poi la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene.

Ma esattamente, dove si trova la Strada del Prosecco più buono che c’è?
Siamo in provincia di Treviso, in Veneto, regione che vanta una tradizione vitivinicola d’eccellenza, tant’è che qualche decina di chilometri più a sud si trova un'altra prestigiosissima associazione, ossia la Strada del Vino dei Colli Euganei, altro percorso enogastronomico da leccarsi i baffi.

Strette tra il fiume Piave a sud e le Prealpi Bellunesi a nord-ovest, si stendono placide le colline comprese tra Valdobbiadene, a ovest, e Conegliano, a est, le due storiche città del Prosecco Superiore DOCG. Son colli arditi, quelli delle bollicine più amate d’Italia, che salgono in quota velocemente, con pendenza che arrivano fino al 70%, e presentano con orgoglio i fianchi, ricamati da un’infinita trama di ordinati filari di vitigni e puntellati da antichi castelli, suggestive ville nobiliari, preziose pievi e, soprattutto, una natura feconda e trionfante che prima incanta e lascia a bocca aperta e poi seduce e conquista il turista che si avventura in viaggio alla loro scoperta.

Il percorso ad anello della Strada del Prosecco si snoda quindi sulle rinomate - e uniche - colline del Prosecco e tocca ufficialmente 15 comuni, per una lunghezza totale di circa 105 km: Conegliano, San Vendemiano, Colle Umberto, Vittorio Veneto, Tarzo, Cison di Valmarino, Follina, Miane, Valdobbiadene, Vidor, Farra di Soligo, Pieve di Soligo, Refrontolo, San Pietro di Feletto e Susegana.

Che ne dite se andiamo a dare un’occhiata di persona e mentre ci siamo diamo anche un’assaggiata al vino che è a tutti gli effetti l’icona dell’italian lifestyle in tutto il mondo? E che ne dite se mentre siamo ad assaggiare il vino diamo anche qualche morso ai piatti della tradizione trevigiana, giusto così perché bere a digiuno non fa molto bene?
Potete decidere se percorrere la Strada del Prosecco in moto, in bici o in automobile, basta che il mezzo prescelto vi renda piacevole affrontare i 57 km dell’itinerario enogastronomico sulla Strada del Prosecco che ho in serbo per voi e vi permetta di portare a casa qualche bottiglia del prezioso nettare. Potrebbe essere un'occasione giusta per una gita fuori porta in Veneto.

Come potete vedere sulla mappa ufficiale (sopra), il percorso lungo il quale ci muoveremo tocca destinazioni che fanno parte del Percorso Principale - Conegliano, Refrontolo e Valdobbiadene -, ma si spinge anche al di fuori dei suoi confini, alla scoperta di alcuni tra i borghi più belli e storici di tutto lo Stivale - Vittorio Veneto, Cison di Valmarino e Follina - che appartengono all'altrettanto suggestivo Percorso della Storia e della Cultura della Strada del Prosecco.

Il Prosecco DOCG


Si coltivano da più di tre secoli le uve con cui si produce il Prosecco Superiore DOCG, denominazione ottenuta nel 2009, quando sono stati riorganizzati i disciplinari che normano la vinificazione del Prosecco, che, è bene sottolinearlo, nella sua denominazione DOC viene prodotto in ben nove province italiane, comprese tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

Cos’hanno in comune le due denominazioni? Sicuramente l’uva Glera, che per entrambe le varietà deve essere presenta per un minimo dell’85%, e il metodo di spumantizzazione, il cosiddetto Charmat, che prevede la fermentazione in autoclavi e l’aggiunta di lieviti selezionati.
Per il resto è tutta un’altra storia. Terroir storico, collinare e limitato, con tanto di cru prestigiosissima - avete presente il Prosecco Superiore DOCG Cartizze? - quello del vino più nobile, territorio di nuovo impianto e prevalentemente pianeggiante, quello del Prosecco meno pregiato.
Nel primo caso la qualità del terreno e gli aspetti morfologici dei colli che ospitano i vigneti, conferiscono qualità organolettiche preziose, che rendono inimitabile il sapore del Superiore DOCG.

Il Prosecco Conegliano Valdobbiadene è un vino spumante brut fruttato e delicato e lo troviamo anche nelle versioni Prosecco Frizzante, dal perlage molto ricco, Prosecco Superiore, con note di pera, mela e mandorle, e Prosecco Superiore di Cartizze, ricco, intenso e dalla spuma persistente, la cui produzione è limitata in un’area di 106 ettari, a ridosso delle colline tra San Pietro di Barbozza, Saccol e Santo Stefano, che si propone con terreni argillosi e molto drenanti.
Se l’85% del blend deve essere rigorosamente composto da uvaggi di Glera, il restante 15% può contenere uve di Verdiso, Bianchetta Trevigiana, Perera e Glera Lunga, vitigni autoctoni e poco conosciuti altrove, a testimoniare quanto il Prosecco sia una specialità regionale a tutti gli effetti, vero patrimonio nazionale da tutelare.

Abbinamenti? Gli esperti dicono che un calice di Prosecco sia ideale come aperitivo e come accompagnamento per antipasti leggeri, primi e secondi piatti di pesce e per la pasticceria secca, ma io sono pronta a scommettere che stia benissimo ovunque, finanche forse nel caffè. O no?

La tradizione gastronomica delle Colline del Prosecco


Ovviamente è doveroso informarsi anche sulle specialità gastronomiche della zona di Conegliano-Valdobbiadene, perché tutte queste bollicine dovremo pur “diluirle “ con qualcosa di altrettanto gradevole e prestigioso. Del resto non c'è da preoccuparsi, perché da queste parti non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Voi sedetevi a tavola, io vi servo. Si comincia con un tagliere di salumi caratteristici, come l’Ossocollo, ricavato dal collo del maiale, la Soppressa, specialità locale che viene prodotta aggiungendo prosecco e pezzi di mela all’impasto di carni, e il Figalét, salsiccia di fegato e uvetta, magari accompagnati da qualche funghetto sott’olio e qualche fettina di Formaggio Ubriaco - lasciato ad insaporirsi qualche giorno indovinate un po’ dove? -. Non male come inizio, no?
Passiamo ai primi piatti: potete scegliere tra un Risotto al Radicchio, la Sopa Coada, una sorta di pasticcio a base di pane secco imbevuto di brodo e piccione stufato, o i Bigoli con Salsiccia e Radicchio Tardivo.
Si prosegue con i piatti di carne, di maiale, di manzo, di pollo o altri volatili, purché alla Brace; in alternativa posso proporvi la Faraona in Salsa Peverada, l’Oca in Onto, possibilmente di razza Mondragon, o il Baccalà alla Trevigiana, accompagnati, senza l’ombra di un minimo dubbio, da Radicchio Rosso di Treviso, Asparagi Bianchi di Cimadolmo e Patate del Quartier del Piave.

Vi lascio dieci minuti di pausa, prima di partire all’attacco con un’abbondante fetta di Pinza, torta rustica estremamente condita e speziata, o di Fregolotta, dolce tipico che viene sbriciolato e amalgamato con la panna prima della cottura. Prosecco DOCG a fiumi come aperitivo e per accompagnare antipasti e dolci, qualche buon calice di Raboso per la parte centrale dell'abbuffata, e chiusura di pasto con il Passito di Refrontolo e le imperdibili Grappe Venete.

Negli zaini, invece, potete infilare, oltre a qualche sacra bottiglia di Bollicine, qualche prodotto DOP o IGP: Asiago e Casatella Trevigiana, Olio Extravergine d’Oliva dei Colli Trevigiani, il Radicchio Rosso di Treviso, il Marrone di Monfenera e il Miele del Montello, prelibatezze che potrete condividere con amici e parenti una volta rientrati a casa.

La Primavera del Prosecco


La Festa del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano per eccellenza è la Primavera del Prosecco Superiore, considerata uno degli eventi d’Italia più importanti; si tratta di una rassegna enoturistica di respiro internazionale che si svolge tra marzo e maggio e propone numerose mostre e degustazioni, tra le quali vi ricordo le più rinomate:

Prima parte del percorso:  in auto da Conegliano a Refrontolo


Il nostro itinerario ricalca quello più antico e storico, ossia quello che collega le due capitali del Prosecco. Partiamo, infatti, da Conegliano, non prima, però, di aver fatto una corroborante colazione alla Bottega del Caffè Dersut, dove il primo pasto della giornata, il più importante, dicono i nutrizionisti che se ne intendono - l’unico del nostro viaggio che non prevede un’abbondante bevuta di bollicine, aggiungo io -, viene declinato con arte.

Partiamo poi alla volta dell'imponente Castello Medievale che riposa imperioso in cima al Colle di Giano sulle pendici del quale si trova il borgo: obbligatoria l’arrampicata lungo la suggestiva Via Madonna della Neve per poter godere di una veduta mozzafiato sull’inimitabile spettacolo dei vigneti sottostanti.
Arrivati in cima è possibile fare visita al Museo Civico di Conegliano, allestito nella Torre della Campana, dove si trova un’interessante sezione archeologica che ospita reperti risalenti addirittura al 4.000 a.C. circa. Durante la passeggiata per il caratteristico centro storico, incontreremo sicuramente il Duomo, con la sua bellissima facciata affrescata, e la Casa Museo di Giambattista Cima, altrimenti conosciuto con il soprannome di Cima da Conegliano, uno dei più importanti esponenti della Scuola Rinascimentale Veneta.

Sono tredici circa i chilometri che dobbiamo fare verso nord per arrivare a Vittorio Veneto, borgo simbolo della Grande Guerra perché nelle sue strade si è combattuta la vittoriosa battaglia guidata dal grande Generale Armando Diaz che sancì la fine degli scontri tra Italia e Impero Austro-Ungarico. Proprio per questo suo ruolo così importante nella storia del nostro paese, il borgo, nato dall’unione di due comuni più piccoli che oggi rappresentano le sue due anime, propone al turista interessato diversi musei, tra i quali il più visitato è il Museo della Battaglia, all'interno del quale - indovinate un po’ - sono stati allestiti percorsi espositivi dedicati proprio alla Prima Guerra Mondiale.

Dopo una veloce passeggiata per il centro storico, vi consiglio di dare un’occhiata ai dintorni fuori dal borgo visto che affacciano sulle pendici delle Prealpi che dividono la Marca Trevigiana dalla provincia di Belluno e che ospitano alcune tra le più rinomate mete sciistiche del Veneto: il borgo è, infatti, la base di partenza per chi desidera fare il "trekking del Prosecco": pensate che, prendendo in considerazione tutto il territorio comunale, l’altezza minima è di poche decine di metri sul livello del mare, mentre quella massima arriva a sfiorare i 2.000 metri.
Insomma, se dedicherete qualche minuto alle bellezze naturali presenti in loco e al panorama di cui si può godere da queste parti, sono sicura che mi ringrazierete. Ad esempio, se state percorrendo la Strada del Prosecco in bici potete spingervi a visitare le Grotte del Caglieron, situate a qualche chilometro dal borgo, suggestive caverne scavate dall’omonimo torrente che, qua e là, dà vita a zampillanti cascate d’acqua cristallina.

Su su, che a me è venuta fame. Percorriamo gli ultimi 13 chilometri della mattinata in direzione sud-ovest finché non arriviamo a Refrontolo, altro borgo-gioiello che ci accompagna per il suggestivo centro storico lungo le pittoresche strade acciottolate. Interessanti da visitare anche la Parrocchiale, che si presenta con una facciata pulita e razionale e ospita importanti opere pittoriche di artisti locali, e la seicentesca Villa Battaglia Spada, un mix di sfarzo e mistero. Tuttavia la vera attrattiva di Refrontolo è il Molinetto della Croda, il luogo, forse, più fiabesco di tutta la zona: si tratta di un mulino ad acqua del XVII secolo realizzato in pietra e legno, ancora perfettamente funzionante, tant’è che si può acquistare farina appena macinata, se si vuole assaporare l’appeal rurale fino in fondo.

Con la farina, però, seppur genuina, ci facciamo poco, soprattutto perché è arrivato il momento di dare un senso alcolico al nostro viaggio e di placare lo stomaco che brontola.
Dove vi porto? Seguitemi alla Cantina AlbaRossa, che si trova davvero a un tiro di schioppo e, soprattutto, dove finalmente potremo annegare beatamente nella celebri bollicine, accompagnate, ovviamente, dalle specialità locali. Ricordatevi di non esagerare perché abbiamo ancora un pomeriggio di viaggio che ci aspetta. 

Seconda parte del tour: da Refrontolo a Valdobbiadene


Pronti a ripartire? Ben per voi, perché la nostra prossima meta, ubicata a poco più di dodici chilometri da Refrontolo, è uno dei borghi più belli del Veneto, entrato a ragione nell’elenco dei borghi più belli d’italia. Si tratta di Cison di Valmarino, piccolo gioiello di antichissima origine della Marca Trevigiana che ci accoglie fin da lontano con il suo Castelbrando, uno dei castelli medievali più belli di tutta Europa oggi convertito a lussuoso hotel, prepotentemente appollaiato sul colle che domina tutta l’abitato.
Incantevole anche il centro storico, che ha in Piazza Roma il suo cuore pulsante; immancabile una visita alla Loggia, anticamente sede del tribunale, che ospita il Museo della Radio, e alla Chiesa Arcipretale, particolarissima per la presenza di ben due facciate, una diversa dall’altra.
Cison di Valmarino, però, è un ottimo punto di partenza anche per piacevoli escursioni nella Natura, tra le quali mi sembra importante segnalarvi il Percorso Vie dell’Acqua che risale il corso del Torrente Rujo e lungo il quale è possibile incontrare alcuni pittoreschi mulini ad acqua.

Non bisogna fare neanche cinque chilometri per arrivare a Follina, altro borgo inserito tra i più belli d’Italia, altra perla architettonica che vi incanterà.
Delizioso il piccolo centro storico che si stringe intorno alla spettacolare Abbazia benedettina di Santa Maria, realizzata a forma di croce latina, all’interno della quale si può ammirare la splendida Madonna col bambino di origine orientale; altrettanto interessanti sono altri edifici meno antichi, come l’ex lanificio Andretta, pregevole esempio di architettura industriale e testimonianza del passato del borgo, centro tessile di notevole valore, e il maestoso Palazzo Barberis Rusca, edificato nel XVII secolo per completare la struttura industriale del lanificio di Francesco Fadda.

Percorriamo i nostri ultimi quattordici chilometri verso sud e concludiamo il nostro viaggio nella più rinomata delle città del Prosecco, l’ormai internazionale Valdobbiadene, elegantemente abbarbicata sulle pendici di un colle ovviamente tappezzato da vigneti di uva Glera. Non esagero se vi dico che qui potrete trovare davvero tutto quanto di meglio la Strada del Prosecco offre: scenari naturalistici unici, aria di antico che si respira lungo le stradine pittoresche della cittadina, pace, relax e la selezione premium delle bollicine più buone d’Italia.
Facciamo un giro del borgo prima di abbandonarci al piacere della gola. Da vedere assolutamente la Piazza Marconi, con il suo il Campanile, lungo e stretto come i calici in cui viene servito il prezioso vino locale, il rinascimentale Duomo di Santa Maria Assunta, e la Villa dei Cedri, oggi sede di mostre ed alcuni dei più importanti eventi del Veneto intero.

Avete visto tutto? Allora andiamo ad abbandonare le nostre stanche membra sulle sedie di una delle cantine aperte di Valdobbiadene; ho scelto per voi la Locanda Sandi, l’hotel-ristorante della storica Villa Sandi, i cui vigneti si trovano nel cru del Cartizze, istituzione della produzione vitivinicola della Strada del Prosecco Superiore DOCG, dove potrete assaggiare le specialità della zona e affogare le emozioni della giornata in una serie infinita di cin cin, mentre il sole tramonta e colora di rosa le incantevoli Colline del Prosecco.

Il nostro viaggio in sintesi


Percorso:

Lunghezza totale percorso: 57 km
Cosa vediamo: Duomo, Via Madonna della Neve, Castello e Torre della Campana (Conegliano), centro storico (Vittorio Veneto), centro storico, Parrocchiale e Villa Battaglia Spada (Refrontolo), CatelBrando, centro storico, Piazza Roma, Loggia e Chiesa Arcipretale (Cison di Valmarino), Abbazia di Santa Maria, ex lanificio Andretta e Palazzo Barberis Rusca (Follina), Piazza Marconi, Campanile, Duomo di SAnta Maria Assunta, Villa dei Cedri (Valdobbiadene).
Cosa assaggiamo: l’Ossocollo, la Soppressa, il Figalét, il Formaggio Ubriaco, il Risotto al Radicchio, la Sopa Coada, i Bigoli con Salsiccia e Radicchio Tardivo. Carne alla Brace, la Faraona in Salsa Peverada, l’Oca in Onto, il Baccalà alla Trevigiana, il Radicchio Rosso di Treviso, gli Asparagi Bianchi di Cimadolmo, le del Quartier del Piave, la Pinza, la Fregolotta, il Prosecco DOCG, il Raboso, il Passito di Refrontolo, le Grappe Venete, l’Asiago, la Casatella Trevigiana, l’Olio Extravergine d’Oliva dei Colli Trevigiani, il Marrone di Monfenera e il Miele del Montello.
Cantine, ristoranti e punti ristoro: Bottega del Caffè Dersut (Conegliano), Cantina AlbaRossa (Refrontolo), Locanda Sandi (Valdobbiadene).
Musei e attrazioni: Museo Civico e Casa Museo di Giambattista Cima (Conegliano) Museo della Battaglia e Grotte del Caglieron (Vittorio Veneto), Molinetto del Croda (Refrontolo), Museo della Radio e Percorso Vie dell’Acqua (Cison di Valmarino).
Maggiori informazioni sulla Strada del Prosecco: mappa interattiva, itinerari e cantine sul sito dell’Associazione.

Ti piace viaggiare? Visita il nostro canale dedicato agli itinerari in Veneto.

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