Le torri d'osservazione e panoramiche in Repubblica Ceca

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Condividi Enrico Montanari

30/11/2011

Dove non ha provveduto Madre Natura, ci ha messo lo zampino (o meglio, la torre) l’uomo. Per esigenze difensive, per sfide architettoniche o semplicemente per aspirazioni panoramiche, l’intervento umano nei secoli ha cosparso il suolo ceco di torri, torrette, torrioni e monumenti svettanti che oggi sono mete ambite dai turisti di… larghe vedute.

Le torri d’osservazione hanno cominciato a spuntare sul suolo ceco sul finire del diciottesimo secolo e ancora oggi la moda di costruirle – da quelle classiche in muratura fino alle più moderne in acciaio, passando per strutture interamente in legno – non si è spenta. Alcune sono davvero imperdibili e non solo per via del panorama che regalano, ma per la loro storia, per le caratteristiche architettoniche e per gli aneddoti che le riguardano.

La più antica di tutte è il minareto orientaleggiante fatto costruire dalla famiglia Lichtenstein nel Parco del Castello di Lednice, nella Moravia meridionale, a cavallo tra il 1700 e il 1800. Costruita su progetto dell’architetto Hardtmuth, la snella torre in stile moresco con i suoi 60 metri di altezza è addirittura la costruzione più alta nel suo genere in un paese non islamico.
Di poco successiva è la torre d’osservazione di Klet, non lontano da Cesky Krumlov nel sud della Boemia, costruita nel 1825 con forti richiami gotici. Dalla sua cima si ammirano Ceske Budejovice, lo specchio del lago Lipno Dam e, con condizioni meteorologiche favorevoli, persino le Alpi. La torre di Decinsky Sneznik, nella regione di Usti (Boemia settentrionale), culmina con una piattaforma aperta cui si giunge grazie a 153 scalini. Costruita nel 1864, fu inizialmente pensata per misurazioni geografiche ma la vista sulla cosiddetta Svizzera Ceca risultò talmente sbalorditiva da farne decidere ben presto l’apertura al pubblico.

Non tutti sanno, poi, che anche Praga può sfoggiare la sua “Torre Eiffel”. La palese somiglianza tra la torre panoramica in ferro che svetta sulla collina di Petrin e il monumento-simbolo di Parigi non è casuale: i suoi costruttori si ispirarono all’opera di Eiffel durante la visita all’Esposizione Universale nella capitale francese. Cinque volte più piccola della sua “musa”, la torre di Praga fu realizzata in soli quattro mesi, nel 1891. Sempre a Praga, sempre più in alto. Basta salire, con l’ascensore, sulla torre per ricetrasmissioni televisive di Zizkov da cui l’occhio, quando il cielo è terso, spazia fino a 100 chilometri di distanza.

Poi ci sono le stazioni meteorologiche, come quella di Milesovka, sulla montagna più ventosa di tutto il suolo ceco, nella Boemia centrale. La stazione funziona da oltre un secolo e la torre panoramica da ancora più tempo. È sempre aperta, ma solo se le condizioni climatiche consentono l’ascesa. In quel caso l’occhio “catturerà” tutto il meglio della Repubblica Ceca, dai Monti dei Giganti (Krkonose) ai Monti Jizera, da Praga fino, con un po’ di fortuna, alle Alpi, che si stagliano lontane all’orizzonte, ben 350 chilometri più in là.
E poi c’è il “fenomeno” Jested, costruzione tra le più giovani ma già fregiata del titolo di monumento nazionale. La sua candida struttura a cono rovesciato sormontato da un lungo sperone metallico è davvero inconfondibile e pare sorgere come per incanto dalla verde distesa del Monte Jested, nella Boemia settentrionale. Il trasmettitore, disegnato dall’architetto Karel Hubacek e vincitore del prestigioso premio Perret nel 1969, ricorda un missile spaziale pronto per il decollo eppure non stride con il paesaggio che lo circonda. L’insolita struttura conica racchiude in sé torre panoramica, ristorante, albergo e centro di radiocomunicazioni.

Per non parlare delle tante torri ceche che, non troppo alte, se non eccellono in fatto di belvedere, restano comunque un bel vedere. Il panorama non sarà vastissimo ma ognuna di loro è un piccolo fenomeno di architettura. Unico nella forma, nei materiali, nello stile. Tra le tante citiamo per esempio la torre cilindrica in pietra di Jedlova (23 metri), in Boemia orientale, quella in legno come avvolta su se stessa di Boruvka (18,5 metri), al confine boemo-moravo, quella esagonale di Hylacka (18 metri) in pietra, legno e scandole, o quella in granito intitolata a Bismarck (34 metri) sulla collina di Haj, nei pressi di As, nella regione di Karlovy Vary.

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