Una banca che si veste d’arte diventandone opera a beneficio di quanti riescono a vedere in un edificio qualcosa di più della sua funzione. Quella della Banca di Credito Cooperativo di Cherasco (fino al maggio 1996 Cassa Rurale ed Artigiana di Cherasco) non è soltanto un’iniziativa, ma un progetto strutturato e organizzato, volto ad ampliare il concetto alla base di un istituto, appunto, di credito cooperativo.

La sede di Roreto – che negli anni è divenuta un vero punto di riferimento per abitanti e imprenditori sparsi in un territorio vivace e febbrile – trascende oggi la specificità del proprio target economico-sociale portando a compimento un’operazione finalizzata a “immaginare il futuro”: lo ha fatto affidando tre facciate dell’edificio alla straordinaria creatività di Coco Cano.

Il maturo e prolifico artista italo-uruguaiano è stato coinvolto dall’istituzione bancaria per plasmare un’idea di comunità, collettività e speranza, inscrivendola in un circuito vorace di innovazione e slancio culturale.

L’opera “Noi”


È così che è nata dopo lunga gestazione l’opera Noi, ben diversa da un dipinto, un murales o un graffito.

La sua geometria fatta di linee, curve, vettorialità, punti e una pluralità corale di colori sgargianti si autodefinisce oltre ogni accademica critica. Un tuffo cromatico che rompe la monotonia e l’asetticità del bianco sullo sfondo, che fino ad ora (dagli anni ’80) aveva costituito l’abito esterno della sede bancaria di Roreto.

Land art con un flebile tocco pop e ispirazioni sudamericane incardinano Noi, estetica pura, allegria contagiosa, un autentico volano di stupore pensato per suscitare un senso di improvviso entusiasmo non soltanto nei soci e nei correntisti della Banca di Cherasco, ma anche nei lavoratori che tutti i giorni percorrono la trafficata arteria stradale SP Cuneo-Bra costeggiante il perimetro dell’istituto.

Il meraviglioso intervento di Coco Cano è il frutto di una scelta e di una precisa direzione intrapresa dalla banca per far sì che l’arricchimento delle tre facciate potesse assurgere a connotazione identitaria in grado di sdoganare i cardini dell’ “investimento” e del “risparmio”: più del tradizionale binomio, un pensiero potente capace di tessere un fil rouge saldo e longevo per unire interesse turistico, socialità, sicurezza e stabilità.

Il restyling del logo e Coco Cano


Risale a oltre un anno fa il “big bang” dell’intero processo produttivo, dettato dalla volontà del Direttore Generale Banca di Cherasco Marco Carelli di tracciare un chiaro solco di novità e vitalità al fine di lanciare un messaggio carico di valori.

Noi vuol essere – ed è a tutti gli effetti – un pionieristico progetto pilota tenuto a battesimo dal restyling del logo (simbolo delle oltre 60 Banche di Credito Cooperativo del gruppo Cassa Centrale) e dall’imprinting diffuso attraverso il materiale aziendale in uso (agende, calendari, packaging di Natale).

Coco Cano è riuscito nell’impresa di comunicare il significato oltre la forma, esprimendo nell’atipicità della creazione artistica l’energia midollare delle parole “cooperazione” e “mutualismo” sulle quali di fatto si fonda il credo della Banca di Cherasco.

Non volevo che fosse un semplice abbellimento” – racconta Cano – “ma un segno tangibile di positività, e ne abbiamo tanto bisogno di questi tempi.” – aggiungendo che – “l’uomo è molto più a suo agio nei colori che nel bianco e nero, quindi ho concepito l’armonia fra il rosso, il giallo, il verde e il blu, contenuti entro linee e curve nere, tratti che richiamano la scrittura. L’insieme è qualcosa di inconscio, affidato all‘interpretazione personale di ciascun fruitore dell’opera.

La Banca di Cherasco ospita all’interno una mostra temporanea allestita con alcune creazioni dell’artista. Inoltre, una serie di bozze esposte sulle vetrate narrano per steps la genesi del nuovo logo.

Nato a Montevideo in Uruguay nel 1952 da padre catalano e madre portoghese, Coco Cano (all’anagrafe Nilo Maria Cano Correa dei Paiva) è un fervente cosmopolita, fuggito da molteplici dittature e oggi dedito alla propria attività artistica fra la nazione di origine e l’Italia, sua seconda casa. Ha il suo studio a Carmagnola (TO), dipinge, scolpisce, lavora il vetro, il ferro e la ceramica, organizza laboratori e interventi decorativi di stampo urbanistico.

I numeri della Banca di Cherasco


Insomma, la Banca di Cherasco a Roreto continua ad abbracciare un legame con il territorio vigente fin dalla sua fondazione, dialoga con un comprensorio geografico che comprende sia il Roero che le Langhe – aree fortemente attrattive di un Piemonte sempre più dinamico – irrobustisce il brand, parla, supporta e racconta con un linguaggio diretto: quello dell’arte, compatibile e complementare più di quanto si possa credere. Una forma di espressione che si sposa con l’investimento condiviso.

La Banca di Credito Cooperativo di Cherasco conta ben 26 filiali attive nelle province di Torino, Cuneo e Genova. La forza propulsiva è data dai suoi 170 dipendenti e un totale complessivo di 16 mila Soci. Una storia che prosegue dal 1962, al servizio di famiglie e imprese.