Dalla cultura alla cucina, dai borghi dell’entroterra al mare, un itinerario che racconta l’anima autentica di questo territorio

Quello in questo angolo di Romagna è un viaggio che parte da Cesena, dove antichi codici miniati tramandano il sapere del Rinascimento, e prosegue fino alle saline di Cervia, dove il sale incontra il cielo. Passa per le vele colorate di Cesenatico, per i piatti artusiani di Forlimpopoli e per l’atmosfera spirituale di Bertinoro, dove anche la dolcezza ha il gusto sincero di una storia di famiglia, quella di Babbi. Tra colline e mare, quest’itinerario svela una bellezza che vive nei dettagli: nei gesti lenti di chi impasta la piadina o raccoglie il sale, nel rientro dei pescherecci all’alba, nella quiete di una biblioteca o nella perfezione croccante di un wafer artigianale. Ecco cosa vedere, fare e assaggiare da Cesena al litorale.

Cesena: tra antichi codici, delizie e cinema d’autore


Passeggiare nel cuore di Cesena significa immergersi in un racconto di storia, arte e tradizioni. Le vie colorate del centro svelano scorci suggestivi che conducono fino alla Biblioteca Malatestiana (www.malatestiana.it), capolavoro del Quattrocento e unica biblioteca umanistica al mondo giunta intatta fino a noi. Inserita dall’UNESCO nel programma Memoria del Mondo, custodisce l’Aula del Nuti con 58 banchi originali e 340 preziosi codici miniati, un luogo dove il silenzio narra più di cinque secoli di conoscenza. Sulle orme dei Malatesta, vale una visita anche la Rocca di Cesena, tra le più maestose della Romagna, con i torrioni del Maschio e della Femmina e panorami che spaziano fino alle colline. Da non perdere Piazza del Popolo con la scenografica Fontana Masini, il Palazzo Municipale, la Loggetta Veneziana, il Torrione del Nuti, la Cattedrale di San Giovanni Battista e il raffinato Teatro Bonci, esempio di eleganza neoclassica.

Sulla sommità del Colle Spaziano, l’antica Abbazia di Santa Maria del Monte custodisce una delle più vaste raccolte di ex voto d’Europa, oltre seimila testimonianze di fede e gratitudine dal XV secolo a oggi. Tornando in centro, il Palazzo del Ridotto, dominato dalla statua di Papa Pio VI Braschi, ospita oggi eventi e mostre temporanee. Al piano terra, il Babbi Café invita a una pausa golosa tra gelati, cioccolato e creazioni artigianali firmate da una delle aziende più iconiche del territorio. Per chi desidera fermarsi, Villa Monty Banks (www.villamontybanks.it) è un indirizzo di charme. Edificata nel 1939 come residenza estiva di Monty Banks, attore e regista cesenate diventato star del cinema muto a Hollywood, oggi è un raffinato resort con spa, camere eleganti e ristorante gourmet. La cucina, fondata su prodotti biologici dell’orto, oliveto e grano Senatore Cappelli, celebra la genuinità romagnola, accompagnata da vini di produzione propria come Sangiovese e Trebbiano.

Cesenatico: vele dipinte, storie di mare e gusto a km 0


Scendendo verso la costa, il mare di Cesenatico racconta la sua anima più autentica attraverso il Museo della Marineria (www.museomarineria.eu), unico in Italia con una sezione galleggiante di barche storiche a vela ormeggiate lungo il Porto Canale Leonardesco. È un viaggio nella memoria del mare, tra vele colorate, nodi marinari e antichi strumenti di bordo. Poco distante, la Casa Museo di Marino Moretti conserva il mondo dello scrittore: arredi originali, biblioteca, lettere e ricordi letterari. Il Teatro Comunale, elegante edificio ottocentesco, continua a ospitare spettacoli e concerti. Nel quartiere Valona, le case dei pescatori e le vele dai colori vivaci raccontano un’araldica del mare che ha radici nei secoli. La Pescheria Comunale, in stile liberty, unisce passato e presente, offrendo il pescato del giorno tra architetture d’altri tempi. Da vedere anche la piazza delle Conserve, con le antiche ghiacciaie oggi trasformate in centro di mercatini e incontri, e la piazza Pisacane, dove il monumento a Garibaldi ricorda la celebre fuga dei garibaldini del 1849. Al sorgere del sole, lo spettacolo del rientro dei pescherecci emoziona ogni volta: il volo dei gabbiani, il profumo del mare, la luce che accarezza il porto.

Sul molo di Ponente, la piazza Spose dei Marinai celebra l’amore e l’attesa con la statua di una donna che scruta l’orizzonte. A Cesenatico si trovano anche i tipici capanni da pesca, palafitte sospese sull’acqua dove ancora oggi si calano le reti come un tempo. Per concludere, il ristorante La Spiaggia (www.laspiaggiacesenatico.it) offre una cucina di mare elegante e sincera, affacciata sul canale: tra le specialità, pesce al vapore su patata mantecata, “monfettini” al ragù di seppie e canocchie, e trancio di spigola con zucchine.

Cervia: dove il sale si fonde con il cielo


Camminare a piedi nudi sul sale, assaporare la Salicornia o ammirare un tramonto che incendia le acque: alla Salina di Cervia (www.salinadicervia.it), la natura parla con voce cristallina. Porta sud del Parco del Delta del Po, è un luogo a metà fra acqua e cielo, dove vivono oltre settanta specie di uccelli, tra cui fenicotteri rosa, aironi e cavalieri d’Italia. Una delle guide racconta: “Un tempo ogni famiglia aveva la propria salina. Dopo il 1959, con la raccolta unica, le 144 saline furono unite in grandi bacini: ecco perché si parla di salina al singolare”. Oggi l’area si estende su ottocento ettari con cinquanta chilometri di canali e offre visite a piedi, in bici o in barca elettrica. Qui prosperano piante come le Tamerici e l’Olivello di Boemia, mentre l’Artemia salina, minuscolo crostaceo, contribuisce a mantenere limpide le acque. D’estate, l’alga Dunaliella salina tinge di rosso le vasche, creando uno spettacolo naturale mozzafiato.

Forlimpopoli: la patria del buon cibo


Nel cuore della Romagna, Casa Artusi (www.casartusi.it) celebra la cucina domestica italiana e l’eredità del suo illustre concittadino, Pellegrino Artusi, autore de La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene. Ospitata nell’ex Chiesa dei Servi, Casa Artusi è insieme scuola, biblioteca, bottega e ristorante. Tra ricette e manoscritti, si può riscoprire la saggezza gastronomica dell’Artusi e assaggiare piatti preparati secondo le sue istruzioni: zucchini ripieni (#377), cappelletti in brodo (#7), maialino al latte (#551) e la celebre zuppa inglese (#675) nella versione tradizionale, senza cioccolato. Un viaggio nel gusto e nella cultura, dove l’identità italiana si racconta a tavola.

Bertinoro: spiritualità e sapori di casa


Ultima tappa dell’itinerario slow è Bertinoro, borgo sospeso tra fede e gastronomia. Sulla sommità del colle sorge la Rocca, che ospitò Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Oggi accoglie il Museo Interreligioso (www.museointerreligioso.it), unico in Italia, nato per promuovere il dialogo tra ebraismo, cristianesimo e islam. Tra sale multimediali e ricostruzioni immersive, è un’esperienza di conoscenza e spiritualità. Ma Bertinoro è anche terra di sapori genuini. Qui la piadina si prepara ancora a mano, cotta sulla pietra come un tempo.

All’Enoteca Bistrot Colonna (www.enotecacolonna.it), in un ex cinema dallo stile raffinato, la tradizione romagnola incontra la creatività contemporanea. Da provare: flan di squacquerone con guanciale croccante, cappelletto “reverso” al ragù di manzo, maialino con crema di parmigiano e dessert con uva e patata fondente. Il tutto accompagnato da serate jazz. E proprio qui, a Bertinoro, la dolcezza diventa arte con Babbi.

Babbi: quando la Romagna è “dolce”


Nel 1952 (a Cesena) Attilio Babbi fonda un piccolo laboratorio di coni e cialde per gelaterie. Da allora, la sua azienda – oggi conosciuta in tutto il mondo – rappresenta l’eccellenza del dolce artigianale italiano. Con oltre duecento collaboratori, sei reparti produttivi e tre Academy internazionali, Babbi (www.babbi.com) unisce tradizione e innovazione. Dai leggendari Waferini e Viennesi, premiati da Gambero Rosso e Eataly, ai prodotti per gelaterie e pasticcerie (che costituiscono oltre il 70% del fatturato), ogni creazione racconta passione e qualità. Da anni, nel moderno stabilimento di Bertinoro, attento alla sostenibilità grazie a impianti fotovoltaici e al riciclo dei materiali, nascono anche le linee Home Bakery, gluten-free e dedicate a chi ama la pasticceria fatta in casa. Ma Babbi è anche cuore e comunità: sostiene infatti progetti educativi e sociali come Una culla per la vita e Fragili, ma potenti, e collabora con il laboratorio AVEAC, dove ragazzi con disabilità confezionano sacche in juta.

Testo Sonja Vietto Ramus
Foto S. Vietto Ramus e Massimo Valentini