Il Museo Nazionale di Antropologia a Città del Messico

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Condividi Gianluca Galanti

L’immenso elenco dei musei di Città del Messico accoglie anche lo straordinario Museo Nacional de Antropología (MNA), il più grande del Paese nel suo genere, nonché uno dei più importanti al mondo, capace di attrarre ogni anno oltre due milioni di visitatori.
Al suo interno trova posto parte dell’enorme patrimonio archeologico lasciatoci dai popoli mesoamericani, ma il percorso di visita arriva ai giorni nostri: un’intera sezione del museo è infatti dedicata alla diversità etnica del Messico attuale.

L’edificio che ospita il Museo di Antropologia fu costruito negli anni ‘60 nel cuore del Bosque de Chapultepec, la più grande area verde della capitale messicana, secondo il progetto dell’architetto Pedro Ramírez Vázquez.
La struttura si sviluppa su due piani, che accolgono al momento 22 sale dell’esposizione permanente, 2 sale per le mostre temporanee e diversi auditorium, oltre alla Biblioteca Nacional de Antropología e Historia, per un totale di circa 45.000 m² coperti e quasi altrettanti di spazi esterni, suddivisi tra il patio central, dominato dal cosiddetto paraguas, e i giardini che circondano il perimetro esterno.
A custodire l’entrata, sulla strada, c’è il cosiddetto Monolite di Tláloc, che rappresenta il dio della pioggia, alto 7 metri per 168 tonnellate di peso, rinvenuto a San Miguel Coatlinchán e trasportato fino a qui.

Una visita al museo è d’obbligo sia per chi vuole approcciare il mondo delle civiltà indigene messicane, sia per quanti vogliano approfondire le tematiche correlate. In ogni caso, è bene considerare che la collezione di pezzi esposti è talmente vasta, che meriterebbe di essere ammirata in più riprese; si può infatti tranquillamente trascorrere un’intera giornata al suo interno senza riuscire, forse, a vedere tutto.

Il reperto più famoso del museo è senza dubbio la Piedra del Sol, un monolite di basalto di realizzazione azteca rinvenuto tra gli scavi del Templo Mayor dell’antica Tenochtitlán (nell’attuale piazza principale della città, el Zócalo). La pietra, di forma circolare, ha un diametro di circa 3,60 metri e un peso 25 tonnellate. La sua immagine compare anche sulla moneta messicana da 10 pesos.
Non è l’unico pezzo significativo della collezione: altrettanto spettacolari sono le grandi teste di pietra della cultura olmeca, le monumentali sculture di Teotihuacán, le offerte funerarie di Monte Albán, le steli di Xochicalco, il disco de Mictlantecuhtli, un atlante tolteco realizzato a Tollan-Xicocotitlan e tanti altri reperti unici provenienti dai siti archeologici più belli del Messico.

Per orientarsi meglio, di seguito riportiamo una breve descrizione del tema che tratta ogni sala.

Piano terra: sale di archeologia

La visita alla collezione permanente comincia dal piano terra, dove si trova la sezione dedicata all’archeologia, da scoprire passo dopo passo percorrendo la disposizione delle sale attorno al patio centrale in senso antiorario.

Sala 1: Introduzione all’antropologia
Si introduce il visitatore al tema dell’antropologia; la disciplina studia gli adattamenti e i cambiamenti sperimentati per milioni di anni, che hanno permesso di sviluppare le caratteristiche fisiche, sociali e culturali che definiscono l’essere umano.

Sala 2: Popolamento dell’America (30.000-2500 a.C.)
I cambi climatici obbligarono i primi cacciatori-raccoglitori che occupavano il territorio messicano a introdurre una nuova forma di sussistenza: l’agricoltura, che contribuì a renderli sedentari.

Sala 3: Preclassico nell’Altopiano Centrale (2500 a.C.-100 d.C.)
Con l’aumento della popolazione e dello sfruttamento agricolo nascono le prime società stratificate.
Le principali caratteristiche di questo periodo furono il sedentarismo, lo sviluppo intensivo dell’agricoltura e l’inizio dell’elaborazione della ceramica.

Sala 4: Teotihuacán (100-700 d.C.)
Teotihuacán fu un centro di pellegrinaggio e controllo economico, la cui influenza raggiunse regioni anche molto distanti dentro e fuori dalla Mesoamerica, ancora per secoli dopo il suo declino.

Sala 5: I Toltechi e l’Epiclassico (700-1200 d.C.)
Con la caduta di Teotihuacán sorsero centri indipendenti come Xochicalco, Cantona e Cacaxtla, ai quali seguì l’egemonia di Tula.

Sala 6: Mexica (1200-1521 d.C.)
Il tributo, l’agricoltura e il commercio erano i tre pilastri dell’economia dell’impero mexica (o azteco, secondo la storiografia tradizionale), il cui sviluppo sociale dipendeva direttamente dalla guerra.
Da un punto di vista turistico è il cuore del Museo di Antropologia, perché è qui che si trova la Piedra del Sol. È fisicamente la sala centrale dell’edificio e accoglie opere scultoree di grande valore come la Coatlicue, un Cuauhxicalli a forma di felino, la Piedra de Tízoc, un vaso in ossidiana a forma di scimmia e un cranio ricoperto di turchesi.

Sala 7: Culture dell’Oaxaca
Il territorio dell’attuale stato di Oaxaca è lo scenario di due grandi culture, rispettivamente gli zapotechi, che costruirono la città di Monte Albán (lo splendido sito archeologico è oggi visitabile nelle immediate vicinanze della città di Oaxaca de Juárez), e i mixtechi, che si distinguevano per la loro abilità artistica, la cui sensibilità è rimasta plasmata nei codici giunti fino a noi.

Sala 8: Culture della Costa del Golfo
In differenti momenti storici, tre gruppi culturali hanno abitato l’area della Costa del Golfo, ovvero quella affacciata sull’Oceano Atlantico: gli olmechi, i totonachi e gli huastechi.

Sala 9: Maya
Tra le tante peculiarità dei maya emergono i loro complessi sistemi di scrittura, che utilizzavano per registrare eventi che segnavano la vita politica delle dinastie regnanti, ma anche le loro straordinarie espressioni artistiche, tra le più notevoli del passato preispanico.

Sala 10: Culture dell’Occidente
Nell’Occidente mesoamericano abitarono diverse società che si distinsero per le loro espressioni artistiche, la loro concezione del corpo umano e la loro tecnologia nella manifattura dei metalli.

Sala 11: Culture del Nord
La zona che corrisponde oggi al nord del Messico e al sud-ovest degli Stati Uniti d’America vide coabitare e susseguirsi molte culture, sia di cacciatori-raccoglitori che di gruppi sedentari che costruirono grandi insediamenti come Paquimé o Alta Vista, ma anche piccoli villaggi come nel caso dei gruppi hohokam e anazazi.

Primo piano: sale di etnografia

Attualmente in Messico esistono 68 gruppi indigeni distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un totale di più di 11 milioni di abitanti, ovvero circa il 10% della popolazione.
Il Museo Nazionale di Antropologia ospita una vasta collezione di oggetti etnografici, parte della quale è distribuita nelle 11 sale poste al piano superiore, mentre un’altra parte è custodita in appositi magazzini.
Gli oggetti esposti raccontano la visione del mondo e della vita quotidiana delle popolazioni indigene del Messico di oggi, anche se alcuni pezzi risalgono all’epoca coloniale.

Anche al piano superiore il percorso di visita tra le sale procede in senso antiorario rispetto al patio centrale.

Sala 12: Popoli indigeni
La sala propone la storia e le caratteristiche dei popoli indigeni attuali, portatori del patrimonio culturale che include la religione cattolica nella quale è presente una cosmovisione particolare per ogni regione, l’economia, le cerimonie, le danze, i rituali, ma anche il culto degli antenati, l’organizzazione sociale e la vita quotidiana.

Sala 13: Gran Nayar
Nel territorio degli attuali stati di Nayarit, Jalisco e Zacatecas convivono coras, huicholes, tepehuanes, nahuas e meticci. Ogni gruppo si distuingue per plasmare artisticamente la propria cosmovisione negli oggetti di artigianato come gioielli e decorazioni.

Sala 14: Puréecherio
In questa regione dello stato del Michoacán abitano fin dall’epoca preispanica i purépecha, un’etnia che continua a vivere secondo le proprie abitudini e tradizioni e a praticare attività come la pesca e rituali celebrativi della propria comunità.

Sala 15: Otopame
Sono esposti oggetti che rappresentano i diversi ambiti della vita attuale e storica dei popoli matlatzinca, tlahuica, mazahua, pame, chichimeca jonaz e otomí, con la loro visione del mondo, le cerimonie legate all’agricoltura, ai santi e agli antenati, ma anche le conoscenze, la tecnologia, l’alimentazione, la musica, la danza e il ciclo della vita.

Sala 16: Sierra de Puebla
Nel territorio di alta montagna e terreni accidentati convivono da secoli quattro principali gruppi indigeni, rispettivamente i nahuas, totonacas, otomíes e tepehuas. Nella sala si mostrano esempi della specializzazione artistica e tecnica nell’ambito tessile, della realizzazione dei cesti, dei gioielli e di altri prodotti artigianali.

Sala 17: Oaxaca: popoli indigeni del sud
La sala accoglie i visitatori con un quadro che rappresenta il mito dell’origine del sole e della luna, accompagnato da Cocijo, dio zapoteco della pioggia relazionato con l’agricoltura, la principale forma di sostentamento degli oaxaqueños.
La collezione esposta sottolinea la diversità culturale della regione, dove vivono circa 16 gruppi indigeni, tra i quali mixtechi e zapotechi.

Sala 18: Culture del Golfo del Messico
Come le culture si trasformano, così le sale dedicate alle loro espressioni materiali e intellettuali devono aggiornare periodicamente i propri contenuti.
Dal 2017 è il turno della Costa del Golfo de México: Huasteca e Totonacapan, con oggetti relativi alle etnie che abitano la regione.

Sala 19: Popoli maya della pianura e della giungla
Qui si rappresentano i popoli maya del sud del Messico, che da secoli abitano un ampio territorio che va dalle pianure costiere del Golfo de México, alle giungle e al versante settentrionale della Sierra Norte del Chiapas, con la loro cultura basata sull’agricoltura, la pesca, la caccia, la raccolta e il commercio.

Sala 20: Popoli maya delle montagne
Si presentano i popoli indigeni della zona de Los Altos de Chiapas (tzotziles, tzeltales, tojolabales e mames) i quali, tra le altre cose, hanno una grande tradizione tessile, le cui radici risalgono agli albori della cultura maya.

Sala 21: Il Nord-Est: montagne, deserti e vallli
La diversità culturale dei gruppi etnici del Nord-Est del Messico come i tarahumara, pimas, tepehuas, seris, pápagos, yaquis e mayos, con i loro miti, i rituali agricoli e le danze.

Sala 22: I nahuas
Seppure costituiti da diversi popoli e distribuiti tra 13 stati messicani, i nahuas appartengono alla stessa famiglia etnolinguistica – la più numerosa del Paese - ma hanno alcune differenze culturali dovute anche ai diversi contesti nei quali vivono.

Informazioni utili, orari e prezzi del Museo di Antropologia

Indirizzo: Museo Nacional de Antropología
Av. Paseo de la Reforma y Calzada Gandhi s/n
Col. Chapultepec Polanco, Del. Miguel Hidalgo
Ciudad de Mexico (Città del Messico)
Prezzo: ingresso 90 pesos (circa 4,5 euro).
Entrata gratuita a cittadini messicani maggiori di 60 anni, minori di 13 anni, disabili, professori e studenti. In tutti i casi occorre esibire il documento relativo.
La domenica entrata gratuita ai cittadini messicani e agli stranieri residenti in Messico (con documento).
Orari di apertura: dal martedì alla domenica ore 9-18. Chiuso tutti i lunedì dell’anno.
Visite guidate: le visite guidate sono un servizio gratuito disponibile dal martedì al sabato alle ore 10 e alle 12.
Sito ufficiale: www.mna.inah.gob.mx

Come arrivare: in metropolitana, fermata Auditorio (Linea 7) o Chapultepec (Linea 1), e all'uscita proseguire a piedi per poco più di 1 km.

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