Montsouris: visita alla riserva d'acqua sotterranea di Parigi

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Condividi Erika Mennella

È possibile unire in un solo complesso un capolavoro architettonico, un insegnamento ecologico e un'eccellenza tecnologica senza che si vada a cercare nella fantasia? Sì, ebbene questo è possibile, reale e ha una sede fisica. Si tratta di Montsouris, a Parigi, la Cattedrale d'acqua più spettacolare di tutti i tempi. Un vero e proprio patrimonio idraulico e industriale, nato nel 1869 con lo scopo di essere riserva e serbatoio.

Utile nel passato, ancora più spettacolare nel corso del tempo grazie agli accorgimenti che sono stati fatti dagli esperti, magnifico nell'attualità: questo complesso, da qualsiasi punto di vista lo si osservi, rappresenta anche una riserva di stupore emotivo oltre che idrico. La magnificenza che racchiude è così mistica e suggestiva, che sembra quasi un luogo di culto dagli strani poteri benefici e da qui il soprannome comune con cui tutti lo conoscono è diventato Cattedrale di Montsouris.

Quando nacque nel 1869, fu per volontà dell'ingegnere Eugène Belgrand, che pensò di progettare Monsorius sul punto più in alto sito a sud di Parigi. L'idea arrivò a cauda del difficile periodo storico che la Francia stava attraversando: a quel tempo le guerre maggiori e le battaglie minori erano all'ordine del giorno, non lasciando la minima tregua ai parigini. La necessità di usufruire di un serbatoio d'acqua per la capitale, fu quindi strettamente legata a motivi di emergenza.

Proprio a causa della guerra francoprussiana i lavori subirono un netto ritardo rispetto ai propositi: ebbero inizio solo nel 1875, sei anni dopo che il progetto era stato consegnato. Dapprima fu chiamato "Valvola", in seguito Montrouge" fino ad approdare al moderno nome di "Monsouris". Nonostante i rallentamenti, una volta iniziati i lavori furono assolutamente efficaci, come si può vedere anche tuttora nei tempi moderni.

Per un periodo decisamente ampio Montsourisè stata la più vasta riserva d'acqua potabile non soltanto di Parigi, non solo di tutta la Francia, ma di tutto il mondo e questo, la dice lunga sulla sua importanza. I numeri parlano di ben 300.000 metri cubici di acqua che potevano, in caso di emergenza, garantire la sopravvivenza ad un quinto della popolazione parigina.

Ovviamente per consentire questo, Belgrand seppe il fatto suo anche nello studiare un impianto di depurazione decisamente valido, che andava a raccogliere l'acqua di Nemours, Fontainebleau, Provins, Vals de Seine. L'acqua assolutamente purissima risiede in bacini che sono distribuiti su più livelli e presentano dimensioni enormi (con 250 metri di lunghezza circa e 120 metri circa di larghezza). Questa loro esteticità che vive tra pilastri monumentali, volte ad arco, atmosfera mistica, rende lo scenario decisamente anticonformista e altamente scenografico.

Nell'attualità con ben più di 60 criteri di potabilità analizzati, il processo della purificazione dell'acqua avviene con un processo completamente automatizzato. I tubi flessibili di aspirazione e rilascio sono indipendenti e la manutenzione è così eccellente da garantire il funzionamento dell'impianto anche qualora avvenisse un imprevisto. Il tutto, condito da un soffitto di mosaici che appare così inusuale da dare a Monsorius un aspetto persino teatrale. Le decorazioni musive mostrano gli stemmi della città.

La sua posizione è molto particolare: si estende lungo rue de la Tombe Issoire e all'apparenza sembra una struttura comune adagiata su una collina, circondata da erba lunga. Non vi sono insegne, spettacolarizzazioni o indicazioni di stampo turistico, ma uno scenario piuttosto sobrio che rende il complesso ancora più affascinante per le sue contraddizioni. Monsorius non è comunque l'unico serbatoio idrico - anche se il più incisivo - vi sono anche le altre riserve d'acqua di Hay-les-Roses, St Cloud, Lilla e Ménilmontant.

Per motivi di sicurezza non è possibile visitarlo a differenza del passato, quindi dal 2001 è chiuso al pubblico. Sarà comunque fatta un'eccezione per le giornate del Patrimonio e in occasioni di festività di rilievo per la collettività. Probabilmente questo ne determina ancora di più quell'aurea di fascino che possiede, anche perché altrimenti non si spiegherebbe perché, nonostante non sia possibile accedervi, rappresenti uno dei complessi più famosi di tutto il mondo.

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