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La mostra Il Nilo a Pompei al Museo Egizio di Torino

Tre luoghi e altrettante esposizioni, per raccontare gli influssi che la cultura egizia ha prodotto sull'Italia romana. L'articolato percorso che vede impegnate le sedi museali di Torino, Pompei e Napoli, è unificato dal titolo del progetto, cuore della mostra, "Il Nilo a Pompei". Ad aprire le tappe è il Museo Egizio di Torino che dal […]

Monia Savioli

Sono una giornalista convinta che ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire

Tre luoghi e altrettante esposizioni, per raccontare gli influssi che la cultura egizia ha prodotto sull'Italia romana. L'articolato percorso che vede impegnate le sedi museali di Torino, Pompei e Napoli, è unificato dal titolo del progetto, cuore della mostra, "Il Nilo a Pompei".

Ad aprire le tappe è il Museo Egizio di Torino che dal 5 marzo scorso e fino al prossimo 4 settembre, offrirà al pubblico testimonianze e reperti che riguardano la contaminazione fra cultura egizia e civiltà del Mediterraneo.

Oltre 300 reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri, alcuni dei quali si proporranno, per la prima volta, al pubblico di Torino. A farne parte sono gli affreschi del tempio di Iside a Pompei e della Casa del Bracciale d'Oro, altre pitture, vasellame e sculture esposti nello spazio ricavato all'interno della sezione dedicata a Khaled Al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira. La mostra curata da Alessia Fassone, Christian Greco, Federico Poole in collaborazione con Eva Mol è integrata da altri contributi, inseriti nelle sale permanenti del Museo, identificate come suo naturale prolungamento.

E' il caso della sezione "Il cammino di Osiride", dove gli oggetti segnalati dai curatori e indicati nella mappa della mostra da un bollino rosso, riguardano in particolare la venerazione degli dei egizi durante il periodo greco-romano. Un esempio è il "Libro dei Morti", raccolta di formule magiche utilizzate come guida per raggiungere la vita eterna. Il Libro dei Morti racconta, attraverso antiche illustrazioni, del rito che precedeva l'ammissione delle anime nel regno di Osiride.

Il cuore del defunto doveva essere contrapposto ad una piuma sui piatti della bilancia che gli dei dell'Oltretomba usavano per stabilire la purezza dei defunti. Un cuore leggero, come la piuma, dava diritto all'ingresso nel regno dei morti e alla vita eterna. Un cuore pesante veniva considerato segno di malvagità e dato quindi in pasto all'Ammit, il mostro, che decretava così la distruzione, oltre al corpo, anche dell'anima.

Le stele funerarie risalenti allo stesso periodo, fedeli ed eterne compagne del feretro all'interno della cappella funeraria, contenevano, invece, oltre al nome del defunto, richieste di beni di conforto che i parenti in vita sottoponevano agli dei a favore del loro congiunto. A chiusura delle date torinesi "Il Nilo a Pompei" si trasferirà nelle altre due sedi designate: l'area archeologica di Pompei e il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Il Nilo a Pompei. Visioni d'Egitto nel mondo romano
Dove: Museo Egizio di Torino, via Via Accademia delle Scienze, 6
Date: dal 5 marzo al 4 settembre 2016
Orari: il lunedì dalle 9 alle 14, da martedì alla domenica dalle 9 alle 18:30
Prezzi: il biglietto che unisce la visita della mostra a quella del Museo costa 15 euro (ridotto 11 euro). I bambini fino a 5 anni entrano gratuitamente mentre dai 6 ai 14 anni pagano 1 euro.
Maggiori informazioni: www.museoegizio.it/nilo-pompei/

Il Nilo a Pompei

Dal 5 marzo 2016 al 3 settembre 2016
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