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A Rio de Janeiro il Museo del Domani di Calatrava

Il Museo del Domani (Museu do Amanhã) di Rio de Janeiro, futuristica opera realizzata dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava, è stato finalmente aperto al pubblico e inaugura una nuova generazione di musei, interattivi e dedicati ad una riflessione rivolta al futuro del nostro pianeta e quindi anche nostra. Scienza ed arte, passato e presente, tecnologia ed emozioni […]

Monia Savioli

Sono una giornalista convinta che ci sia sempre qualcosa di nuovo da scoprire

21 Dicembre 2015

Il Museo del Domani (Museu do Amanhã) di Rio de Janeiro, futuristica opera realizzata dall'architetto spagnolo Santiago Calatrava, è stato finalmente aperto al pubblico e inaugura una nuova generazione di musei, interattivi e dedicati ad una riflessione rivolta al futuro del nostro pianeta e quindi anche nostra.

Scienza ed arte, passato e presente, tecnologia ed emozioni si incrociano nella struttura chiamata a valorizzare l'area di Porto Maravilha. La sua forma, bianca e allungata ricorda una astronave comodamente adagiata sui 30.000 metri quadrati che ricopre includendo giardini, piscina, piste ciclabili ed aree ricreative. La parte museale è infatti ristretta alla metà dell'estensione totale.

Calatrava ha voluto incorporare nel progetto le risorse naturali disponibili in loco. Così, ad alimentare la piscina e a rinfrescare l'edificio sarà l'acqua di Guanabara Bay, mentre i pannelli solari montati sul tetto provvederanno al riscaldamento. Il costo dell'intervento si aggira sui 106 milioni di dollari finanziati da una serie di investitori di natura pubblico-privata. Curatore del Museo del Domani è Luiz Alberto Oliveira, fisico e cosmologo affiancato dal giornalista e professore di cultura brasiliana Leonel Kaz, dal direttore artistico Andrés Clerici e dal designer americano Ralph Appelbaum. Tre sono i filoni narrativi che contraddistinguono il viaggio all'interno del museo.

Sfruttando le tecnologie interattive di ultima generazione, il pubblico può personalizzare la propria esperienza ricavandone spunti di riflessioni importanti a partire dal primo grande blocco di contenuti, legato al rapporto fra il cosmo, nella sua estensione comprensiva di sistemi stellari di dimensioni assolutamente diverse fra loro, e la terra, come condensato di biologia e scienze umane.
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Poi si passa all'atto concreto della formazione della materia e della vita fino alla nascita del pensiero e l'analisi degli influssi esercitati sui cambiamenti climatici e l'organizzazione sociale. Chiude una lunga digressione su comportamento umano ed etica. Lo scopo è ovviamente quello di stimolare una riflessione, il più responsabile possibile, sui cambiamenti e le variazioni che andranno inevitabilmente a riflettersi sul futuro del pianeta nell'arco dei prossimi cinquanta anni, periodo scelto quale traguardo per poter operare scelte eticamente appropriate.

A ricordarlo, una frase, inserita fra altre nel grande mosaico che si affaccia sul patio esterno del museo: "Domani non è una data, e non è un posto. Domani è un lavoro in corso ". La visita si snoda fra i temi indicati fino ad arrivare al belvedere. La vista panoramica della baia di Guanabara, un ecosistema che è stato direttamente alterato dall'intervento umano, è suggestiva e funziona da monito.
Lungo le due rampe di uscita infatti, diversi video propongono informazioni utili a preservare la salute ambientale della baia ed anche della stessa città e dei suoi ecosistemi attraverso la tutela delle aree verdi come la foresta atlantica e la Restinga, un tipo di foresta costiera a latifoglie umide tropicali e subtropicali unica in Brasile.

Oltre agli spazi espositivi permanenti, il museo ha una sala mostra temporanea ed un Osservatorio che offrirà i risultati più recenti della ricerca sui fenomeni naturali e sociali del pianeta.
Maggiori informazioni a museudoamanha.org.br

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