Ferry4you sncm italia srl

Il Museo dell’Hip Hop nel Bronx a New York City

Tra tre anni, gli appassionati di hip hop avranno a disposizione un museo grazie a cui scoprire la storia del genere e fruire in maniera diretta di testimonianze relative agli artisti più significativi. La struttura sarà realizzata a New York City, nel Bronx, e ad annunciare il suo arrivo è stato niente meno che Kurtis […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

17 Marzo 2019

Tra tre anni, gli appassionati di hip hop avranno a disposizione un museo grazie a cui scoprire la storia del genere e fruire in maniera diretta di testimonianze relative agli artisti più significativi. La struttura sarà realizzata a New York City, nel Bronx, e ad annunciare il suo arrivo è stato niente meno che Kurtis Blow, un nome ben noto a tutti gli appassionati. Proprio nel Bronx l'hip hop è nato e si è sviluppato, e dunque non poteva che essere questo il quartiere scelto nella Grande Mela per la realizzazione del progetto.

Il museo farà parte di un complesso più ampio, con una porzione residenziale e un'altra dedicata all'intrattenimento, e sarà raggiungibile dalla 149ma strada, sul versante orientale, lungo il fiume Harlem.

Se tutto andrà secondo i piani, l'inaugurazione potrebbe avvenire nel 2023: quello è l'anno in cui aprirà i battenti l'Universal Hip Hop Museum. La storia del genere musicale affonda le proprie radici negli anni '70 del secolo scorso, e secondo Blow l'apertura del museo sarà l'occasione per far scoprire a un pubblico più ampio quella che viene considerata a tutti gli effetti una vera e propria cultura.

Blow è un punto di riferimento nel settore, dal momento che è stato il primo tra i rapper a conquistare un grande successo dal punto di vista commerciale, oltre che il primo ad avere un contratto con un'etichetta discografica multinazionale. Tanti sono i primati che gli spettano, come quello relativo al primo pezzo di genere rap che abbia mai ottenuto un disco d'oro nella storia della musica hip hop: si chiamava "The Breaks" ed era stato estratto da "Kurtis Blow", album uscito nel 1980.

Oggi tanto il rap quanto l'hip hop sono parte di un'industria miliardaria: non più una nicchia per pochi adepti, ma una realtà della cultura tradizionale, tanto negli Stati Uniti quanto nel resto del mondo. L'arrivo del museo, dunque, non è altro che una degna consacrazione.

Della nascita di una struttura di questo tipo dedicata all'hip hop si parlava già da un paio di anni, ma per lungo tempo si è pensato che si trattasse solo di un'illusione o di un progetto che non avrebbe mai visto la luce. Oggi, invece, si sa che il museo sarà affiancato da vari cafè a tema e da un gift store di dimensioni notevoli, prima dell'arrivo di una sala da concerti, di una sala giochi per il VR e di un grande hotel che sarà aperto al pubblico.

News

GLI ULTIMI ARTICOLI

Veduta dall'alto del centro storico di Cesi in Umbria

Cesi, la fresca porta dell’Umbria

Cicloturismo sulle strade dell'Appennino

Il Cammino dei Cappuccini diventa un percorso per le bici

Dune si sabbia nella Polonia del nord

Polonia del Nord: natura selvaggia, parchi nazionali e paesaggi in movimento

AR(t]CHIPEL

AR(t]CHIPEL: Calder e Max Ernst protagonisti dell’autunno culturale 2026

itinerari in auto elettrica

Italia in elettrico: dieci borghi da scoprire (o riscoprire) in auto