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Monaco di Baviera: itinerario green

Non tutto ruota attorno alla BMW e all’Oktoberfest. Monaco ha un volto meno ovvio, fatto di parchi enormi, ristoranti con la stella verde Michelin, passeggiate lungo l’Isar e un sistema di trasporti che toglie ogni scusa per prendere l’auto.

Deborah Terrin

Giornalista e SEO specialist con un’insana passione per i calzini colorati. Mi piace viaggiare “leggera”, con zaino in spalla.

09.05.2026

Gärtnerplatz, Monaco ©München_Tourismus Dietmar Denger

Gärtnerplatz, Monaco. Crediti foto: ©München_Tourismus, Dietmar Denger

Monaco offre tantissimi spunti di visita per capire come vivono davvero i monacensi, rispettando l’ambiente senza rinunciare alla qualità.

Arrivare e muoversi a Monaco di Baviera

Il treno è un’alternativa all’aereo che vale davvero la pena considerare, non solo per comodità ma anche in termini di emissioni: arrivare a Monaco in treno invece che in aereo significa produrre una quantità di CO₂ quasi sette volte inferiore. Da Verona ci vogliono poco più di 5 ore, da Zurigo 3 ore e mezza, da Vienna 4, da Innsbruck appena un’ora e venti. I collegamenti sono diretti e frequenti, e appena si scende in stazione ci si accorge che muoversi senza auto, qui, non è un sacrificio ma una scelta intelligente. La Munich Card e il Munich City Pass permettono di accedere a decine di attrazioni a prezzo ridotto o gratuitamente, con il trasporto pubblico incluso: un modo concreto per impostare il viaggio in chiave sostenibile fin dal primo giorno.

Metro, S-Bahn, tram, bici: Monaco ha una rete di trasporti davvero efficiente e i monacensi lo sanno bene: pedalano lungo l’Isar, prendono la suburbana fino al Lago di Starnberg, corrono in tram attraverso la città illuminata di sera. L’invito è fare lo stesso: lasciarsi trasportare dal ritmo della città. Per chi vuole qualcosa di più insolito, c’è l’eFiaker, una carrozza a trazione elettrica che permette di esplorare il centro in modo lento e completamente silenzioso.

I giardini e le aree verdi di Monaco

L’Englischer Garten è più grande di Central Park a New York: 3,7 chilometri quadrati nel cuore di Monaco, con prati, laghetti, birrerie all’aperto e onde artificiali sull’Eisbach dove i surfisti si sfidano tutto l’anno, estate e inverno. Ma il verde di Monaco non si esaurisce qui: in totale la città conta 2.300 ettari di aree verdi, tra il parco del Castello di Nymphenburg, con le sue fontane e i canali che risalgono al XVII secolo, l’Olympiapark e le fiabesche isole fluviali sull’Isar. Nel Botanischer Garten, il giardino botanico della città, vivono addirittura 14.000 specie di piante.

Monaco verde

Olympic Park, Monaco. Crediti foto: ©GNTB Francesco Carovillano

Lungo le rive dell’Isar, tra la vegetazione spontanea che cresce rigogliosa sulle sponde, si nasconde uno dei tour più originali che si possano fare in città, la passeggiata guidata alla scoperta delle erbe selvatiche commestibili: rovo bluastro, edera terrestre, olmaria, tutte piante edibili che crescono spontanee a pochi passi dai quartieri residenziali. Non è un’attività di nicchia: è un modo per capire una città che ha saputo preservare spazi naturali autentici dentro i propri confini urbani.

Un dettaglio che sorprende: l’acqua delle fontane pubbliche arriva direttamente dalle Prealpi Bavaresi ed è potabile. È sufficiente avere una borraccia con sé.

A tavola: bio, vegano e multiculturale

La scena gastronomica sostenibile di Monaco è ricca e varia; si va dalla trattoria tradizionale con ingredienti bio del Klinglwirt (da provare il gröstl, piatto a base di patate e carne) all’alta cucina vegetale del Beetle, insignito dalla Guida Michelin della stella verde per l’approccio ecologico. Storico e sempre affidabile anche il Prinz Myshkin, apripista della cucina vegetariana raffinata fin dal 1984.

Ma l’indirizzo che lascia più il segno è il Roecklplatz: menu corto, raffinato e fantasioso, con un impegno sociale concreto, forma giovani socialmente svantaggiati e riserva sempre un posto ai rifugiati. Oppure il Bellevue, centro culturale dove il pranzo cambia ogni giorno a seconda di chi è in cucina: siriano, senegalese, etiope.

Per chi non vuole rinunciare alla birreria all’aperto, il Bio-Biergarten im Muffatwerk propone i classici piatti bavaresi con ingredienti biologici e qualche proposta vegetariana, in un’atmosfera autentica e rilassata. Da non perdere.

Gastronomia Monaco

Gastronomia tradizionale, Monaco. Crediti Foto: ©München Tourismus, Christian Kasper

Cosa portare a casa

A Monaco l’artigianato tradizionale è vivo e radicato: da Julius Brantner, panificio storico nell’Altstadt, si trovano prodotti da forno di qualità; Carolin Engelhardt crea Dirndl, abiti tradizionali bavaresi, con materiali pregiati e un’attenzione sartoriale che li trasforma in pezzi unici. I profumi Acqua di Baviera sono prodotti esclusivamente in regione, ispirati alle fragranze del territorio. E per chi cerca qualcosa di davvero duraturo, la Porzellan Manufaktur Nymphenburg produce porcellana di altissima qualità dal 1747: l’“oro bianco” di Monaco, in produzione ininterrotta da quasi tre secoli.

Per chi è appassionato di moda sostenibile, vale la pena dedicare una mezza giornata a un tour guidato tra i designer e gli store specializzati in upcycling, materiali innovativi e approccio Cradle to Cradle – a Monaco il settore è talmente sviluppato che una sola visita non basta.

Informazioni utili

Per organizzare il viaggio:

www.simply-munich.com/it

www.germany.travel

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