Con il via ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, i riflettori di tutto il mondo sono puntati anche sulla Valtellina www.valtellina.it/it, protagonista con le località di Bormio e Livigno.
Un’occasione unica per raccontare la sua anima autentica e alpina, tra storia, natura, cultura e antiche tradizioni, anche oltre le piste da sci su cui si sfideranno i grandi campioni. Anzi, scendendo a valle, si scopre il forte legame storico che univa Sondrio a Lecco e al lago di Como, spingendosi ben oltre i suoi confini.

Le ragioni di questo stretto rapporto risiedono nella geografia, entrambe plasmate anticamente da ghiacciai, facendone una il prolungamento dell’altra all’imbocco dell’Europa. Ciò ha favorito uno sviluppo storico comune che le ha viste, per secoli, un crocevia di popoli e che, tra dominazioni e scambi commerciali, hanno arricchito il territorio di diverse culture e tradizioni presenti ancora oggi.

Ecco, allora, un itinerario vario e affascinante, tra montagna e lago, che ripercorrendo le tracce del passato, svela natura, luoghi ed esperienze da vivere. Anche e soprattutto con la bella stagione, dopo che la fiamma olimpica si sarà spenta.

Il percorso può essere fatto in auto o, ancora meglio in treno, dove la ferrovia Milano-Tirano si unisce con la navigazione lariana. In entrambi i casi, si costeggia il lago prima di addentrarsi nella valle più a nord, dove fare soste per ammirare lo spettacolare paesaggio lacustre, visitare i piccoli centri e gustare i sapori locali.

Lecco, citta del Manzoni


Partiamo da Lecco, affacciata sul ramo orientale del Lago di Como. Elegante e autentica, è meno mondana di altre località lacustri, e affascina proprio per la sua atmosfera rilassata e i panorami spettacolari. La sua bellezza conquistò anche Alessandro Manzoni che ha ben raccontata ne I Promessi Sposi, di cui si ritrovano alcuni luoghi citati, come il rione di Pescarenico, storico quartiere dei pescatori, con case colorate e tranquille viuzze lungo l’Adda, e la casa dello scrittore che oggi ospita il Museo Manzoniano.

Dal lungolago si accede al centro storico pedonale, attraversato da via Roma, da cui partire per visitare i luoghi principali. Tra questi, Piazza XX Settembre, affacciata sul lago e animata da caffè e negozi; la statua del Manzoni che domina l’omonima piazza; la Basilica di San Nicolò dominata da un campanile alto 96 metri e detto il Matitone, che offre una vista unica sul lago e i tetti della città; e il Ponte Azzone Visconti, del XIV secolo, che collega con le sue arcate in pietra il centro alla riva destra dell’Adda.
Per un’escursione panoramica, vale la pena salire con la funivia che porta ai Piani d’Erna da cui si gode di una vista incredibile sul lago e le cime circostanti.

Da Lecco a Bellano


Spostandosi a Varenna, merita una visita la bella Villa Monastero (www.villamonastero.eu/). La si raggiunge con una bella passeggiata lungo la Via dell’Amore, una passerella realizzata sul lungolago a picco sull’acqua. Villa Monastero è uno dei siti storico-paesaggistico-ambientali principali del territorio: situata in una posizione privilegiata, la villa è stata trasformata in museo ed è nota anche per lo splendido giardino botanico che la circonda e che si estende per 2 chilometri lungo il lago.

Questa è solo una delle molte ville che abbelliscono le sponde del lago. Per avere un bel colpo d’occhio e proseguire la visita comodamente, vale la pena fare un tour in motoscafo con un comodo taxiboat (taxiboatvarenna.com/). Dalla costa lecchese, dove spicca Villa Cipressi rinomata per i suoi giardini terrazzati, e oggi hotel di charme, si raggiunge il centro del lago dove un promontorio, con Bellagio come avamposto, divide i due rami lacustri. Scivolando sull’acqua, si ammirano storiche dimore come la neoclassica Villa Melzi d’Eril con i suoi giardini in stile inglese, e Villa Serbelloni, prima villa di piacere residenziale costruita sul lago, impreziosita da un parco scenografico.

Raggiunta la sponda comasca, ecco Villa del Balbianello a Lenno, una delle dimore più celebri e scenografiche del lago e oggi tutelata dal FAI. Frutto della trasformazioni di un convento francescano del XIII secolo in un ritiro di delizia e di svago letterario alla fine del Settecento, fu al centro di incontri di letterati, mecenati e viaggiatori. Poco più avanti, a Tremezzo e Tremezzina, si ammirano la bella Villa Carlotta che ogni primavera celebra la fioritura delle camelie, sontuosi hotel storici, e Villa La Gaeta che deve il suo nome alla punta del promontorio sul quale sorge, realizzata in uno sfarzoso stile eclettico, ricco di elementi liberty che si intrecciano all’impianto medioevale e decorata con graffiti, affreschi e contrasti cromatici.

Prima di rimettersi in viaggio, vale la pena una sosta per gustare i sapori di lago. Il consiglio è l’Hosteria del Platano (www.hosteriadelplatano.it/) di Fiumelatte-Varenna: propone un menu ben selezionato, con pasta fatta in casa, risotti, piatti di carne e di pesce di lago, pensati dallo chef per esaltarne i sapori genuini degli ingredienti.

Da Varenna si raggiunge Bellano, un altro centro di notevole interesse, noto come il Paese degli Artisti per la concentrazione di cittadini illustri, di ieri e di oggi, come lo scrittore Andrea Vitali, che ambienta i suoi romanzi proprio qui, il pittore e incisore Giancarlo Vitali, scomparso nel 2018, che ha reso il piccolo borgo e i suoi abitanti protagonisti delle sue opere, oggi esposte nel museo a lui dedicato, o, ancora, il fotografo “dell’acqua” Carlo Borlenghi e l’attrice Maria Amelia Monti.

La sua vivacità culturale è al centro del progetto BAC Bellano Arte Cultura che prevede la connessione di diversi luoghi del borgo, insieme al patrimonio naturalistico e storico-artistico, hanno portato Bellano ad essere eletto tra i Borghi più belli d’Italia.

Tra le visite da non perdere, è il celebre Orrido https://www.discoveringbellano.eu/it/orrido-di-bellano/, una gola naturale scavata dal torrente Pioverna nel corso dei secoli: il canyon, stretto e profondo, si può visitare grazie a un sistema di passerelle ancorate sulle alte pareti a picco sull’acqua che permettono di ammirare la fragorosa cascata e anche giochi di suoni e luci proiettati sulle rocce. Le sue acque sono anche all’origine del benessere dei bellanesi che, tra i secoli XVI e XVII, alimentavano le attività legate alla lavorazione del ferro e, più recentemente, il grande Cotonificio Cantoni, situato a valle della cascata e oggi al centro di un progetto di riconversione per spazi culturali.

Sondrio, porta d ingresso alla Valtellina


Ripresa la strada, si raggiunge la Valtellina dove il paesaggio lacustre cede, via via, il passo a quello montano. A dare il benvenuto ai visitatori è Sondrio, placidamente adagiata nel fondovalle – tra Ardenna e Teglio – alla confluenza del torrente Mallero con l’Adda e protetta dai rilevi delle Alpi Retiche, a nord, e quelle Orobiche, a sud, che si innalzano severe ai suoi fianchi.

La sua storia e ricchezza è dovuta alla particolarità morfologica del territorio: si estende infatti in direzione est-ovest, un unicum tra le valli alpine, che favorisce l’ingresso all’aria mite del lago di Como creando un particolare microclima, favorevole alla coltivazione della vite che disegna i pendii del versante retico, sempre esposto al sole, mentre, sul versante orobico opposto, l’assenza del sole per alcuni mesi all’anno è favorevole alla crescita di boschi di castagno.

La visita di Sondrio parte dal bel centro storico che, grazie alle sue dimensioni contenute, si visita facilmente e piacevolmente a piedi. Il cuore è piazza Garibaldi, delimitata, da eleganti palazzi d’epoca: il Teatro Sociale, progettato da Luigi Canonica in stile neoclassico e ispirato alla Scala, Casa Lambertenghi, del 1826, e il Grand Hotel della Posta (www.grandhoteldellapostasondrio.it/), oggi un raffinato hotel 4 stelle superior, con arredi e capolavori artistici che conservano l’atmosfera di un tempo Passeggiando tra piazze e vie, si raggiungono chiese, palazzi signorili dove ammirare anche un’antica stüa, una stanza totalmente rivestita in legno con pregiate boiserie e soffitti a cassettoni riscaldata da una stufa in maiolica.

Non lontano da qui, si raggiunge l’antica piazza Quadrivio, luogo di transito e sosta dei carri che entravano in città, e che delimitava il passaggio tra la zona nobiliare e il quartiere contadino Scarpatetti, un angolo che porta indietro nel tempo. Ancora oggi conserva le tipiche case in pietra rurali, praticamente intatte, con tetti in ardesia, ballatoi in legno e diverse edicole votive, come la piccola cappella della Madonna dell’uva con una statua lignea del XVII secolo.

Valtellina, terra di vigneti eroici


Il quartiere Scarpatetti introduce anche alla lunga tradizione viticola della Valtellina. Questa è la terra del Nebbiolo e da sempre gli abitanti erano soliti avere una cantina per una piccola produzione personale. E nel quartiere si trova l’antica Cantina Marsetti (www.marsetti.it/it/), l’unica cantina presente nel centro di Sondrio con tanto di piccola vigna diffusa nei dintorni della città. Dalla strada si scende nel sottosuolo dove, nelle grandi botti protette da antiche mura in pietra, vengono prodotti i tradizionali vini locali, come il Rosso di Valtellina, il Valtellina Superiore Grumello e lo Sfursat di Valtellina.

Nel tempo le cantine sono diventate più grandi e moderne anche per far fronte alle richieste crescenti del mercato ma non sono cambiati i metodi di lavorazione. Uscendo dalla città, infatti, si possono ammirare i pendii retici disegnati da terrazzamenti di vigneti eroici, aggrappati alla montagna, che obbliga ancora oggi a una lavorazione quasi totalmente manuale e che sembrano mostrare con orgoglio una tradizione presente nel Dna dei valtellinesi da oltre 2000 anni.
Fiore all’occhiello sono vini pregiatissimi, dalla forte identità, come il Sassella, l’Inferno e il rinomato Sforzato.

Nei dintorni di Sondrio, sono molte le cantine da visitare e dove fare degustazioni. Si può seguire la Via dei Terrazzamenti, che si snoda per 70 chilometri da Morbegno a Tirano, tra vigneti e meleti, sostenuti dai tradizionali muretti a secco sul ripido fianco roccioso del monte.
Ad esempio, si raggiunge Chiuro, considerata la capitale enologica della Valtellina, con la più vasta area terrazzata d’Italia.

Come la Cantina Nino Negri (www.ninonegri.it/it), fondata nel 1897, la cui sede si trova all’interno dell’elegante Palazzo Quadrio, antico signore di Chiuro. La visita alle cantine sotterranee, articolate su quattro livelli, è un’esperienza suggestiva, dove cogliere l’evoluzione di una tradizione secolare e il legame profondo con il territorio, sempre forte anche dopo la fase di forte espansione nei tempi più recenti.

Dalle sue botti escono alcuni dei vini più pregiati, come il Valtellina Superiore DOCG, lo Sforzato, il Sassella, l’Inferno, da degustare in una bella sala affacciata sui vigneti.

Soggiorni a tema tra le vigne


In Valtellina, i filari delle vigne sono anche la cornice ideale per eleganti strutture dove trascorrere soggiorni a tema.
Come il Wine Hotel Retici Balzi (www.hotelreticibalzi.it/), a Chiuro, un edificio elegante e discreto con sole 11 camere affacciate sulla valle, da ammirare anche dalle grandi vetrate della Spa. Propone piacevoli degustazioni dove i vini sono sapientemente abbinati al gusto di un formaggio stagionato o di una bresaola. Per una cena a base di specialità tipiche valtellinesi, invece, si va al ristorante Il Poggio (www.ilpoggioristorante.it/), proprio accanto all’hotel.

Accolti in un ambiente elegantemente rustico si gustano taglieri di bresaole e salumi, i Chisciöi, la tradizionale frittella di grano saraceno e formaggio, pizzoccheri, diversi tipi di formaggi, una varietà di carni come lo Tzigeüner alla brace, carne di manzo arrotolata al bastone cotta alla brace, per concludere con un semifreddo al Braulio Riserva.

Molto affascinante per un soggiorno sospeso nel tempo è l’hotel Borgo Selvapiana (www.borgoselvapiana.com/), a Morbegno: nasce dal recupero di un borgo abbandonato e trasformato in hotel e appartamenti dall’ambiente elegante e informale ma con tutti i comfort della vita moderna, dove immergersi nella natura e nella storia di questi luoghi. Qui la parola d’ordine è calma, ci si rilassa, si fanno escursioni lungo la Via dei terrazzamenti, si visita la vicina cantina Terrazze dei Cech, assaporando il lento ritmo della natura.