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Lecco. Week end nella città dei Promessi Sposi sul Lago di Como

Alessandro Manzoni, che vi ambientò buona parte dei Promessi sposi, definì Lecco “un paese che chiamerei uno dei più belli del mondo!”: come in realtà è, grazie a “quel ramo del lago di Como”, ai suoi monumenti e ai suoi monti. Sembra che il suo nome derivi dal celtico “Leukos”, che voleva dire bosco. Poi […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

Alessandro Manzoni, che vi ambientò buona parte dei Promessi sposi, definì Lecco “un paese che chiamerei uno dei più belli del mondo!”: come in realtà è, grazie a “quel ramo del lago di Como”, ai suoi monumenti e ai suoi monti. Sembra che il suo nome derivi dal celtico “Leukos”, che voleva dire bosco. Poi i Romani sottomisero i Galli, e vi portarono, sembra, una colonia greca, che vi piantò gli ulivi; quindi arrivarono i Longobardi e i Franchi, che fondarono i “Contadi rurali”. Seguirono secoli di guerre, finché Azzone Visconti l'occupò e fece costruire grandi mura e il famoso Ponte. Oggi Lecco, “città manzoniana” è un centro molto attivo industriale e turistico. 

Cosa vedere a Lecco:
Il Ponte Grande. Fu fatto costruire tra il 1336 e il 1338 da Azzone Visconti e, come scrive il Manzoni, segna “il punto in cui il lago cessa, e l'Adda ricomincia”. Il ponte (che è oggi a undici arcate, è lungo 131 metri e largo 9,05) aveva torri e ponti levatoi, che vennero demoliti nel 1799, durante la campagna contro i Francesi.
Il Lungolago. Rappresenta la sintesi paesaggistica, storica e sentimentale della città, o meglio del “fiordo” che venne ammirato (oltreché dal Parini e dal Manzoni) da grandi scrittori stranieri, quali Stendhal, Mark Twain e Longfellow, e che incantò musicisti quali Ponchielli e Petrella, Gomes e Puccini; e forse più di tutti il fondatore della scienza geologica italiana, e cioè Antonio Stoppani che qui nacque e che fu l'autore del Bel Paese.
La Basilica di San Nicolò: resti medievali che possono dare, specialmente con gli affreschi rimasti, un'idea di quello che fu lo spirito religioso ed estetico dell'arte lombarda intorno al 1300 e al 1400; com'è confermato anche in molte opere che si trovano nei paesi della zona. 

Da visitare:
I “luoghi manzoniani”, innanzitutto: che sono bellissimi, ma tutti, o quasi, “presunti”. Ecco ad ogni modo la Casa di Lucia a Olate (il paese, o paesello, nel quale avrebbero abitato i due sposi promessi); ed un'altra Casa di Lucia ad Acquate. Olate però corrisponderebbe quasi perfettamente al paese di cui era curato Don Abbondio.
Il Tabernacolo dei bravi, dove “sulla sera del giorno 7 novembre dell'anno 1628” Don Abbondio trovò ad aspettarlo i bravi, sarebbe la Cappella di via Croce, sotto il poggio di Acquate, sulla via per Germanedo.
C'è poi Pescarenico, un luogo questo sicuramente “manzoniano”; e poi la Foce del Bione: il punto di “Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo”; e poi il Castello dell'Innominato, che sarebbe a Somasca, dove c'è l'Eremo di San Gerolamo.
Il Museo di Villa Alessandro Manzoni, nel palazzo “Il Caleotto”, dove sono, oltre alla culla del poeta, documenti e cimeli riguardanti i Promessi sposi.
Il Museo della Seta, a Garlate: in una vera fabbrica, tutto quanto è utile vedere e sapere su questo prezioso manufatto.
A Premana, la “patria del coltello”, un piccolo ma utilissimo museo per conoscere la vita e il lavoro di una comunità.

Eventi e Manifestazioni:
Alborellata di primavera: a metà maggio.
“Giugno lecchese”: per tutto il mese, nelle varie domeniche: feste dello sport, della montagna, del lago.
Luglio e agosto: quasi tutti i giorni: “Giro della città e dei luoghi manzoniani”, in autobus, oltre a concerti anche di famosi solisti, mostre e rassegna.
Festa del lago: i primi di agosto, e “Ferragosto con noi”: 15, 16, 17.
Festa del patrono San Lorenzo e del lago: a Mandello Lario: 8, 9, 10 agosto.
Grigliata con ballo popolare: Piani Resinelli, il 12 agosto. 

Prodotti tipici: Formaggi della zona, e specialmente il San Carlin e gli altri tipici della Valsassina. Vini: il Bianco di Montevecchia e i rossi della Valtellina. Dolci: il “miciolan”, dolce dell'Epifania e i tortelli fritti. Pesci: del lago e in particolare gli “agoni”. Foto wikipedia, cortesia: Pytt, Bernini Massimo, GoTo

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