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Il GPS fa rischiare la vita ad alcuni turisti norvegesi a Rio de Janeiro

Tre turisti norvegesi sono capitati in un conflitto a fuoco, e uno di loro è stato colpito, dopo che il sistema di navigazione satellitare della loro auto li aveva guidati dritto in una delle più pericolose baraccopoli (favelas) di Rio de Janeiro. I tre uomini hanno interrotto la loro vacanza in Brasile e sono ritornati […]

Redazione

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26 Novembre 2008

Tre turisti norvegesi sono capitati in un conflitto a fuoco, e uno di loro è stato colpito, dopo che il sistema di navigazione satellitare della loro auto li aveva guidati dritto in una delle più pericolose baraccopoli (favelas) di Rio de Janeiro. I tre uomini hanno interrotto la loro vacanza in Brasile e sono ritornati in patria lunedi, dope che un ragazzo di 24 anni, Trygve Killingtveit, era stato ferito alla spalla da sospetti trafficanti di droga appartenenti ad una delle bande che controllano le centinaia di bidonvilles di Rio de Janeiro.

I turisti stavano ritornando dalla spiaggia di Buzios circa a tre ore a nord di Rio lo scorso sabato quando si sono smarriti, come hanno riportato l’emittente televisiva brasiliana, Globo TV, e numerosi giornali locali. Gli incauti turisti hanno riferito alla polizia che il loro Global Positioning System (GPS) aveva consigliato loro di uscire da una delle principali autostrade per seguire la via più rapida per l’aeroporto e consegnare l’auto all’agenzia di noleggio. Ma il percorso suggerito loro li ha portati in profondità nel mare complesso delle baraccopoli, dove la loro auto in affitto è venuta rapidamente a cadere sotto il fuoco nemico.

L’attacco è avvenuto apparentemente senza motivo, e non sono stati effettuati arresti da parte della polizia. Lo sfortunato Killingtveit è riuscito a guidare la macchina fino ad una zona sicura pur essendo ferito. Egli stesso ha confermato ai propri familiari in Norvegia che probabilmente si è perso a causa di una indicazione sbagliata del sistema GPS, come ha riportato il quotidiano norvegese Dagbladet . "Per quanto mi pare di capire, il sistema GPS della loro auto ha fornito un’informazione sbagliata", ha raccontato al giornale suo fratello, Magne Killingtveit,.

Il consolato norvegese a Rio ha rifiutato di commentare l’incidente, dicendo solo che i tre erano tornati in Norvegia.

Fonte: News.com.au

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