Festival del Viaggiatore

Le Fortezze Veneziane Patrimonio UNESCO

Cosa avranno mai in comune Bergamo, Peschiera del Garda e Palmanova? A prima vista, ben poco: tre città diversissime tra loro per forma, atmosfere e paesaggio, eppure legate da un comune filo storico, quello del sistema delle fortezze veneziane, un’articolata rete difensiva costruita dalla Repubblica di Venezia tra il XVI e il XVII secolo per proteggere i propri territori.

Alessia Cipolla

Giornalista e content creator, vivo a colori e a colori scrivo. Racconto di viaggi, città e itinerari da scoprire.

23 Marzo 2026

Bergamo panorama città alta

Fotografia di copertina: Bergamo, panorama città alta (Credits: VIRAL PASSPORT)

Un progetto tanto importante da essere riconosciuto nel 2017 come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, all’interno del sito seriale “Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale”, che riunisce fortificazioni distribuite non solo in Italia, ma anche lungo la costa adriatica, in città come Zara, Sebenico, Traù e Cattaro, a testimonianza dell’estensione e dell’importanza strategica della Serenissima nel Mediterraneo.

Oggi quelle stesse strutture militari sono diventate spazi urbani da vivere e attraversare grazie a percorsi pedonali, piste ciclabili e itinerari di visita che consentono a turisti e appassionati di ammirare bastioni, mura, piazze e scorci panoramici in un entusiasmante dialogo tra passato e presente.

Bergamo: le mura della Città Alta

A Bergamo, il modello difensivo veneziano trova la sua massima espressione nelle celebri mura che abbracciano Città Alta, cingendola dal 1561 con un possente tracciato lungo circa sei chilometri e trasformando l’antico nucleo urbano in una delle fortezze più scenografiche d’Italia. Pur non essendo mai state messe alla prova da veri assedi, le Mura Veneziane rappresentano uno dei sistemi di difesa più avanzati del tempo, grazie alla presenza di numerosi bastioni, postazioni per artiglieria e passaggi strategici che consentivano di proteggere ogni punto vulnerabile e di coordinare efficacemente la difesa della città.

Le imponenti porte monumentali — Porta San Giacomo, Porta Sant’Agostino, Porta Sant’Alessandro e Porta San Lorenzo — segnano ancora oggi gli accessi principali al centro storico e conducono il visitatore verso Piazza Vecchia, cuore simbolico di Bergamo Alta, dove si affacciano il Palazzo della Ragione e la Torre Civica, meglio conosciuta come Campanone, che dall’alto dei suoi 52,76 metri regala uno dei panorami più suggestivi della città, offrendo una vista privilegiata sulla vicina Basilica di Santa Maria Maggiore, capolavoro del romanico lombardo. Arricchita nel corso dei secoli da interventi gotici e barocchi, la Basilica stupisce per la sua regale maestosità, visibile nella ricchezza decorativa delle navate - dove stucchi e arazzi si susseguono regalando un colpo d’occhio straordinario – e nella presenza del coro ligneo realizzato su disegni di Lorenzo Lotto, uno dei più importanti esempi di intarsio rinascimentale in Italia. La stessa meraviglia si respira nella adiacente Cappella Colleoni, mausoleo rinascimentale di Bartolomeo Colleoni, celebre per la facciata in marmi policromi e per gli interni finemente decorati, che restituisce tutta la ricchezza artistica e la stratificazione storica di Bergamo Alta.

Osteria Nonna Alda (Credits: VIRAL PASSPORT)

Arte, storia, ma anche enogastronomia: Bergamo conquista per le sue continue suggestioni che spaziano tra gusto ed esperienza. Da Osteria Nonna Alda, è possibile cimentarsi nella preparazione dei tipici casoncelli grazie ad un laboratorio pratico che unisce tradizione e divertimento, mentre da Antica Trattoria La Colombina e Trattoria Il Circolino si ripercorre portata dopo portata il meglio della cucina bergamasca tra taglieri di polenta taragna, brasato, formaggi e salumi. A pochi chilometri dal centro storico, a Scanzorosciate, la Cantina Martinelli, propone visite guidate in vigneto e degustazioni del Moscato di Scanzo DOCG, l’unico vino a denominazione garantita della provincia.

Peschiera del Garda: ingegneria militare

Spostandosi nel vicino Veneto, è Peschiera del Garda a custodire una delle più affascinanti testimonianze dell’ingegneria militare veneziana, grazie alla sua caratteristica pianta pentagonale che integra bastioni, cortine murarie e fossati con il paesaggio circostante, sfruttando l’acqua come parte integrante del sistema difensivo. Gli ingressi principali, come Porta Verona e Porta Brescia, introducono a un centro storico compatto, dove ponti, piazze e suggestivi scorci raccontano la stretta relazione tra architettura militare e ambiente lacustre.
Fortificata nel XVI per la sua posizione strategica che permetteva di controllare sia le vie d’acqua sia i percorsi verso la pianura circostante, Peschiera del Garda passò sotto dominio francese durante le campagne napoleoniche per poi entrare a far parte, nella prima metà dell’Ottocento, del sistema difensivo del Quadrilatero austriaco insieme a Verona, Mantova e Legnago. Oggi Peschiera è una meta apprezzata anche dal turismo internazionale: bastioni e canali si possono esplorare a piedi o seguendo i percorsi ciclabili lungo le sponde, tra scorci romantici e locali tipici che permettono di assaporare i prodotti del territorio, come Sapori in Cantina, agriturismo che coniuga vini e prodotti a km zero con istruttive visite in cantina.

Vista di Peschiera del Garda (Credits: VIRAL PASSPORT)

Palmanova: pianta a nove punte

Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia: il viaggio alla scoperta delle Fortezze Veneziane del Nord Italia si conclude a Palmanova, uno degli esempi urbanistici più straordinari del Rinascimento. Fondata nel 1593 dalla Repubblica di Venezia e concepita fin dall’inizio come fortezza ideale, la città si distingue per la celebre pianta a stella a nove punte, organizzata in tre anelli di fortificazioni che alternano bastioni, fossati e terrapieni, pensati per renderla sicura e inespugnabile. Oltrepassando le tre porte monumentali — Porta Udine, Porta Cividale e Porta Aquileia — si entra in una città costruita secondo un disegno geometrico perfetto, con strade radiali che convergono verso Piazza Grande, cuore pulsante della città, su cui si aprono eleganti edifici storici e il Duomo di Palmanova, dedicato al Santissimo Redentore e risalente al XVII secolo.

Palmanova (Credits: VIRAL PASSPORT)

Facilmente visitabile a piedi o in bicicletta, Palmanova permette oggi di comprendere da vicino la straordinaria logica progettuale che ne ha guidato la costruzione grazie ad esperienze di visita tradizionali – tra cui l’esplorazione dei bastioni, delle gallerie sotterranee e la salita al Baluardo Donato – che restituiscono tutta la complessità di uno dei più ambiziosi progetti urbani realizzati dalla Serenissima, ma anche attraverso proposte più immersive e moderne come il Virtualift, un’installazione multimediale che, grazie a proiezioni e ricostruzioni digitali, consente di osservare dall’alto la celebre pianta stellata della città e comprenderne il funzionamento difensivo.

Grotte sotterranee di Palmanova (Credits: VIRAL PASSPORT)

Prima di terminare la visita, una sosta al Ristorante Il Melograno regala un’incursione autentica tra i sapori locali grazie a ricette rivisitate in chiave moderna e un’attenzione speciale ad opzioni vegane e senza glutine per un viaggio che unisce gusto, sostenibilità e buona cucina.

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