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Il Festival Gnaoua a Essaouira, Marocco: ritmi ancestrali africani e berberi

Un viaggio in Marocco è senz’altro la migliore occasione per scoprire una delle sue principali attrattive sotto il profilo melodico e antropologico: la musica gnawa o gnaoua. Questo genere di musica è, più che un ritmo, una vera e propria filosofia di vita. Le persone che cantano, ballano e suonano queste note dal ritmo ripetitivo […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

2 Agosto 2010

Un viaggio in Marocco è senz’altro la migliore occasione per scoprire una delle sue principali attrattive sotto il profilo melodico e antropologico: la musica gnawa o gnaoua. Questo genere di musica è, più che un ritmo, una vera e propria filosofia di vita. Le persone che cantano, ballano e suonano queste note dal ritmo ripetitivo ed estatico sono discendenti degli Gnawa, gruppo etnico di schiavi neri provenienti dalle regioni a sud del Sahara (Senegal, Mauritania, Mali e Niger) e perpetuano un secolare e notturno rituale chiamato derdeba (in arabo leila al-derdeba), in grado di indurre in uno stato di trance, grazie a suoni bassi e ritmati del sintir (o guembri), canti ad antifona, battito di mani e percussione di cembali chiamati krakeb.

Musica e danza vengono impiegate per evocare forze spirituali capaci di estirpare il male, curare malattie della psiche o guarire punture di scorpioni. Se avete l’opportunità di recarvi in Marocco nel mese di giugno, potrete scoprite questa ipnotizzante liturgia in occasione del Festival Gnawa che si tiene ogni anno a Essaouira e a cui partecipano artisti e appassionati di tutto il mondo. Per organizzare un viaggio in Marocco potete contattare TOA Associati, agenzia specializzata in viaggi culturali.

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