Festival del Viaggiatore

Dammusi di Pantelleria, una magia da vivere oggi

Che il blu riesca ad avere così tante sfumature è difficile crederlo, prima di mettere piede a Pantelleria. È un intreccio di tonalità cangianti, di minuto in minuto diverso, di nuvola in nuvola più chiaro o più scuro, nell’abbraccio costante che il mare offre alla costa rocciosa e al fosco arenile di origine vulcanica. La […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

1 Febbraio 2019

Che il blu riesca ad avere così tante sfumature è difficile crederlo, prima di mettere piede a Pantelleria. È un intreccio di tonalità cangianti, di minuto in minuto diverso, di nuvola in nuvola più chiaro o più scuro, nell’abbraccio costante che il mare offre alla costa rocciosa e al fosco arenile di origine vulcanica.
La Natura pantesca si rivela in tutta la sua unicità agli occhi dei visitatori, bella e formidabile come l’eroina di storie o canzoni antiche. E l’elemento umano, qui più che nella grandissima parte delle altre località vacanziere, italiane e straniere, ha saputo nel tempo muoversi in sintonia con l’ambiente in cui è venuto a trovarsi, rispettandone i ritmi, i materiali, i colori.

Il Dammuso ieri


Una convivenza pacifica e di mutuo rispetto che può essere ben esemplificata dal dammuso, edificio caratteristico dell’isola la cui nascita si perde davvero nel dipanarsi dei secoli. Persino a livello etimologico la sua alba è incerta: probabilmente deriva dal latino domus, “casa”, e al corrispondente arabo damnus, richiamato anche nella voce verbale mdamnes, ovvero “costruire a forma di volta”.
Dal punto di vista architettonico è plausibile un’ispirazione di stampo berbero, popolo autoctono della Tamazɣa, quell’area nordafricana che s’affaccia sul Mediterraneo, stando al particolare utilizzo di due filari in pietra, cui s’accompagnano una camera d’aria e una copertura a volta che consentono in un tempo solo l’isolamento termico e l’approvvigionamento di acqua piovana.
Queste costruzioni trovarono uno stringente collegamento alle attività agricole pantesche lungo il corso dell’Ottocento, quando Ferdinando II di Borbone promosse il processo di colonizzazione dell’isola, e diventarono uno dei simboli più forti della vita del contadino, mantenendo così pressoché intatto l’originale rapporto sinergico con il contesto climatico e ambientale.

Soggiornare oggi in un Dammuso


Di decennio in decennio la società è certamente mutata, si è fatta in generale più complessa e consapevole, ma anche più frammentata, rapida e a tratti frenetica. Ci sono momenti in cui si avverte davvero l’esigenza di prendersi una pausa per se stessi e i propri cari, un intervallo di quiete in cui ricaricarsi e vivere ad un ritmo dolce e naturale.

Ecco, in quei casi la magia di Pantelleria e dei Dammusi è proprio quel che ci vuole: non si potrebbe chiedere di meglio per rinvigorire corpo e mente! Uno dei modi migliori per godere appieno delle bellezze di un’isola ancora salva dal turismo selvaggio e irrispettoso è certamente costituito dal pacchetto Zighidi Medium dell’agenzia Vivere Pantelleria: comprensivo di volo + noleggio scooter o auto + 7 notti in Dammuso ubicato su un promontorio da cui prende il nome Zighidi appunto. Vivere Pantelleria unisce questa praticità e completezza dell’offerta, collegando la Perla nera del Mediterraneo agli aeroporti delle principali città italiane, e mettendo a disposizione il suo personale presente sull’isola per assistere i suoi ospiti durante il loro soggiorno.

Un incanto a misura d’uomo, in un favoloso dammuso in linea con i criteri della tradizione e al tempo stesso dotato di ogni comfort, dal porticato alla piscina, fino ovviamente alla cucina attrezzata e alla Tv satellitare, con la possibilità di godere di tutti i percorsi naturalistici, culturali, archeologici ed eno-gastronomici che Pantelleria offre in ogni stagione dell’anno.
E poi, davvero, chi non vorrebbe alzarsi la mattina, posare lo sguardo all’orizzonte e riscoprire ogni giorno tutte le sfumature che può avere il blu?

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