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Alentejo, in Portogallo tra storia millenaria e pianure sconfinate

Un paesaggio suggestivo dove biondi raccolti ondeggiano nel vento. Lungo il litorale, spiagge selvagge dalla bellezza agreste e inesplorata. Una meta sorprendente per una primavera fuori dal tempo. “Una terra chiamata Alentejo”, così la definì Josè Saramago: paesaggio tra cielo e terra, dolci e armonici contrasti tra il blu del mare, il verde delle pianure […]

Redazione

Ci muove una passione profonda per il viaggio, un carburante che ci accende e ci tiene vivi.

7 Marzo 2011

Un paesaggio suggestivo dove biondi raccolti ondeggiano nel vento. Lungo il litorale, spiagge selvagge dalla bellezza agreste e inesplorata. Una meta sorprendente per una primavera fuori dal tempo. “Una terra chiamata Alentejo”, così la definì Josè Saramago: paesaggio tra cielo e terra, dolci e armonici contrasti tra il blu del mare, il verde delle pianure e l’ocra delle montagne. È l’Alentejo, immensa regione a sud del Portogallo, costellata dal disegno geometrico degli alberi di sughero o degli ulivi.

Quale periodo migliore, se non la primavera, per andar alla scoperta di questo insolito lembo di terra? Qua e là si scorgono mura medievali, come a Marvão, spettacolare villaggio arroccato sulla cima di una montagna, o ancora a Monsaraz, museo vivente, che nel corso dei secoli ha mantenuto la struttura originaria tipica dei paesini medievali. Non solo medioevo, l’Alentejo è anche culla del periodo romano. Questa dominazione, ne ha influenzato la lingua e la cultura ed ha lasciato nella regione innumerevoli tracce, impresse a viva forza nella pietra o incastonate in mosaici, cisterne e fori, propri dell’epoca romana. Altre civiltà meno conosciute, ma altrettanto affascinanti, hanno puntellato la regione di misteriosi monumenti megalitici eretti in onore di dei ormai dimenticati.

Tra le montagne, le case bianche e ocra che coronano piccole alture, i castelli che evocano un’epoca di lotte e conquiste, i patii e i giardini rigogliosi della regione, rivelano le influenze arabe che arricchiscono di fascino la regione. Per conoscere l’Alentejo più vero, non può mancare una visita alla città di Évora, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, di origini romane, che conserva tutta l’intensità del suo splendore culturale, intatto nei secoli. La città, dai contrasti inaspettati e dai mille labirinti di stradine e viuzze inondate dal sole, è ricca di fontane rinascimentali, cortili moreschi e portali gotici, belvedere dalla vista mozzafiato e memorie di storie antiche di oltre 2 millenni. Anche i sapori gastronomici concorrono a rendere appetibile un soggiorno in Alentejo.

Tra i piatti tipici, si ricordano la zuppa, piatto principale della tradizione alentejana, il pane, le verdure, le carni di maiale e agnello, la cacciagione, i formaggi e i dolci dei conventi. Per un weekend all’insegna della storia e delle suggestioni gourmand, ecco un indirizzo doc, dove scoprire l’eccellenza dell’ospitalità portoghese, la superba cucina alentejana e il fascino retrò-chic di un convento riadattato a struttura d’eccellenza a cinque stelle. Il pacchetto “Relax e gastronomia” 4 giorni/tre notti (5-8 maggio), presso il Convento Do Espinheiro Hotel & Spa, grazie alla promozione speciale valida per prenotazioni online, costa da 120 € a notte, a camera e comprende la sistemazione in camera doppia con vista sul rigoglioso giardino interno, la colazione, un cocktail di benvenuto all’arrivo e il tour guidato del Convento storico de Santa Maria do Espinheiro.

Per maggiori informazioni e prenotazioni, visitare il sito www.conventodoespinheiro.com

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