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Tappa 1: Grado e la sua laguna tra natura e benessere

Grado: nell'immaginario di molti turisti è una meta associata ad un turismo classico, famiglie con bambini che scelcono le sue spiagge per una tipica villeggiatura estiva, piacevole e senza troppi scossono.. E invece la località si è dimostrata di un interesse trassversale a queste categorie ed a ogni tipo d'età, una meta al passo con i tempi, forte si delle sue tradizioni e della sua storia, ma al contempo dinamica e rivolta verso il futuro.
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\nLa natura della laguna riesce a sorprendere anche il viaggiatore più distratto, ed il territorio nasconde veri tesori di arte ed archeologia, tutti da apprezare con calma e rilassatessa, in una zona in cui il concetto "slow" va provato e gustato in tutto il suo valore : la gastronomia è eccellente, e pronta a sviluppare nuovi gusti e sapori in accordo alla tradizione dei pescatori e del mondo contadino delle zone di pianura, e le strutture alberghiere che hanno già sviluppato concetti innovativi come l'albergo diffuso, sono il perfetto completamento di una visita ad un territorio magico, sospeso tra mare e montagne, che accoglie i vistatori con il fascino della sua intima laguna.
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\nGrado è inoltre una meta valida per chi cerca il benessere, grazie alle sue rinomate Terme, che oltre alle classiche cure delle vie respiratorie possono prendersi cura di tutti gli aspetti del vostro benessere.

Tappa 2: Arrivo a Grado la città lagunare del Friuli

Venerdì sera usciamo dalla A4 e passando da Palmanova, singolare città-fortezza friulana a pianta di stella, attraversiamo Aquileia , Patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco. Forse Il più importante sito archeologico del nord Italia assieme a Ravenna . Alle spalle una storia da grande protagonista come capitale della decima regione augustea dell’impero romano ed in seguito come metropoli cristiana. Siamo diretti verso quello che era lo sbocco sul mare del suo importante porto fluviale, punto cruciale dei rapporti commerciali con l’oriente e successivo rifugio e sede dei patriarchi in fuga dalle orde barbariche.
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\nAd un certo punto il paesaggio muta. Per diversi chilometri percorriamo una striscia d’asfalto immersa in un nulla accecante. Che è terra, è acqua, è cielo. E’ tutto assieme, sciolto in mille tenui sfumature che cullano il sole al tramonto. E’ l’ultima propaggine che separa il Friuli dall’isola di Grado, circondata da una laguna d’oro che brilla malinconica commossa dal ricordo di imbarcazioni onorarie romane, fulgide navi patriarcali e sprezzanti batele di rudi pescatori che solcano le sue acque.
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\nGrado. Ci sorprende fiera ed altezzosa. Sontuosi palazzi e dimore principesche sorgono da eleganti viali alberati.
\nUna volta passati oneri ed onori patriarcali alla Serenissima, nel 1797 Grado entrò a far parte dell’impero austro-ungarico. Nel 1892, con l’inaugurazione della prima azienda balneare asburgica, l’esclusiva isola divenne meta elitaria per la villeggiatura dell’aristocrazia mitteleuropea e pioniera del turismo nell’alto adriatico. Alle spalle di una maestosa piazza animata da singolari fontane sferiche si staglia verso la spiaggia lo sfarzoso profilo del complesso di ville realizzate nel 1900 dai baroni Bianchi quale raffinata struttura ricettiva.
\nAlberghi come le Ville Bianchi, che ci ospitano durante il nostro soggiorno a Grado, hanno accolto in passato personalità quali Sigmund Froid e Luigi Pirandello.
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\nModerne comodità necessarie ad un lussuoso agio non contaminano la sobria ricercatezza di un garbo che profuma di Belle Époque. Una tonificante doccia al bagno di fieno, offertaci dall’azienda Farmaderbe di Udine, che sapientemente miscela le antiche tradizioni carniche alle moderne scienze erboristiche, ci distende i muscoli intorpiditi dal lungo viaggio in auto. Dopo un’ottima cena usciamo per una piacevole passeggiata lungo la scogliera alle spalle dell’albergo. Una lunga diga, costruita agli inizi del Novecento, protegge l’isola dalle bizzarrie del mare che stasera riflette calmo la luce bianca della Luna. Concludiamo la serata, affacciati al balcone dell’albergo e coccolati dall’infrangersi delle onde sulla vicina battigia, sorseggiando una profumata grappa locale della Distilleria Aquileia.

Tappa 3: Tour della laguna di Grado, la Riserva Valle Cavenata e Grado Vecchia

Il sabato mattina, svegliati dalle grida dei gabbiani, consumiamo un’abbondante colazione in compagnia degli equipaggi della “Regata dei Momuli” che si svolge a Grado ogni settembre. Incontriamo poi Stefano e Marzia dell’AIPEM di Udine che ci accompagneranno durante la visita organizzata dall’Ufficio Stampa del Comune di Grado per promuovere, attraverso i nuovi strumenti sociali del web, i 120 anni di tradizione turistica della laguna.
\nLa prima cosa da conoscere per capire un luogo è il suo territorio. E la laguna di Grado offre la pista ciclabile più lunga d’Europa per ammirare l’incredibile varietà di contesti naturalistici che possiede e che sono oggi salvaguardati dalle riserve naturali della Valle Cavanata e della Foce dell’Isonzo.
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\nAndrea, appassionato custode e curatore della Valle Cavanata, ci illustra come i suggestivi scenari che questa riserva naturale presenta siano stati tutelati contro le minacce della bonifica e della speculazione urbanistica. Ci mostra paesaggi che sono quadri impressionisti dipinti con plastiche pennellate verdi, azzurre, lilla e grigie. Che nulla hanno di clamoroso o eccezionale, se non quella magia in grado di ammaliare lo spettatore disarmandolo di fronte alla vera essenza di una bellezza primordiale. Di fronte alla magistrale capacità della natura, e di pochi grandi artisti, di esprimere in modo così semplice e potente un concetto estremamente profondo e complesso. Incuriositi da un raro svasso rosso che fa pesca d’immersione, dal volo elegante degli aironi e dai colori sgargianti di un martin pescatore, ci lasciamo incantare dal fascino irreale della laguna.
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\nLa riserva della Foce dell’Isonzo si estende negli ultimi 15km di corso dell’omonimo fiume ed offre la possibilità di escursioni cavalcando stupendi cavalli Camargue, peraltro introdotti e visibili all’interno del parco anche allo stato brado.
\nL’acqua è di nuovo protagonista nella seguente visita al prestigioso stabilimento termale marino del complesso “GIT Grado Impianti Turistici”. Gli ottimi risultati ottenuti da talassoterapia e sabbiature nella cura di patologie artro-reumatiche e dermatologiche è dovuta alla particolare condizione che si crea per mezzo di correnti presenti al largo della costa di Grado, dove l’acqua salata e la sabbia necessarie ai trattamenti vengono prelevate. All’interno dello stabilimento sono presenti efficienti aree benessere e piscine d’acqua marina, mentre all’esterno è possibile passeggiare riparati dai raggi solari all’ombra del “Parco delle Rose”. Completano la dotazione un parco termale acquatico con piscine ed un’ampia ed esclusiva spiaggia recintata con ingresso a pagamento (2€) che garantisce il massimo in termini di pulizia, sicurezza e servizi.
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\nGrado dispone inoltre di altre spiagge attrezzate per le differenti esigenze dei propri clienti: intrattenimento per i più piccoli, oasi tranquille per le famiglie, impianti sportivi per gli appassionati, aree per gli amici a quattro zampe e locali esclusivi per aperitivi alla moda. I soffici arenili dorati dell’Isola del Sole affondano gradualmente nelle acque cristalline del golfo ed essendo provvidenzialmente rivolti a mezzogiorno sono costantemente riscaldati dai raggi solari. Da ben 22 anni il FEE conferisce a Grado la Bandiera Blu per merito dell’elevato livello ricettivo e della qualità ambientale che la contraddistingue. Terminato di apprezzare le peculiarità naturalistiche e quelle introdotte dall’uomo, ci imbarchiamo dal caratteristico porto novecentesco alla scoperta di ciò che la loro fusione ha prodotto.
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\nUn mosaico di circa trenta isole compone la laguna di Grado. La tradizione marinara delle sue genti, spesso offuscata dai fasti passati, è sopravvissuta ai secoli. Le caratteristiche abitazioni dei pescatori, i “casoni” costruiti in fango, legno e canne palustri, sono stati ora ristrutturati e convertiti in case-vacanza eco-compatibili. E’ così nato il progetto “Laguna d’oro”(0431 81911), il primo “Albergo Diffuso” in ambiente lagunare d’Europa. Qui il turista può dedicarsi a diverse attività come la pesca o l’esplorazione delle valli a bordo delle classiche barche a fondo piatto ed abbandonarsi alla contemplazione di luoghi in continua metamorfosi, dove le maree giocano mescolando continuamente le carte di terra ed acqua confondendo la vista e la mente.
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\nSostiamo per il pranzo sull’Isola di Anfora, ospiti della famiglia Tognon che ci illustra la preparazione dell’antico piatto tipico locale: il “Boreto a la Graisana “. Una sorta di zuppa ristretta di pescato abbondantemente pepata ed accompagnata da polenta bianca che in passato era cucinata dai pescatori con gli avanzi non venduti. La trattoria “Ai Ciodi”, nata dalla riqualificazione dei vecchi capanni, offre anche diverse camere per il pernottamento ed è raggiungibile tramite i taxi o la motonave “Cristina”.
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\nQuesti luoghi di indiscutibile bellezza hanno in passato ispirato Pier Paolo Pasolini che ha qui girato con Maria Callas alcune scene del film “Medea”. La visita vicino a Porto Buso del casone dove per anni ha soggiornato il grande regista, oggi sede dell’associazione “Graisani de palù” che tramanda le antiche tradizioni lagunari, è vivacizzata dai canti dialettali e dai brindisi dei soci riuniti per l’annuale incontro.
\nSalutata quella conviviale atmosfera raggiungiamo a Ghebo Vacche l’albergo diffuso di proprietà di un ex generale dell’aeronautica ormai in pensione. Gianni ci offre un bicchiere di grappa locale all’assenzio marino, il “Santonego”, e tra divertenti aneddoti ci mostra l’arredo rustico del singolare casone soppalcato che ha allestito per ospitare i turisti.
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\nAl rientro al porto di Grado Marzia e Stefano ci presentano Roberta Bressan, titolare dello “Studio Servizi Turistici” locale(0431 876069) e preparatissima guida innamorata del suo lavoro e della storia antica. Rapiti dalla sua avvincente narrazione ci facciamo accompagnare nella visita del centro storico di Grado: “Gravo Vecio”. All’interno del perimetro di quello che era il “Castrum”, il castello romano, troviamo un seducente intrico di vecchie viuzze lastricate e piazzette piene di vita, invitanti osterie ed antichi palazzi. Si respira un’atmosfera veneziana che profuma di una miscela di romano, bizantino, medievale ed altre misteriose essenze.
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\nMagnifiche tracce del suo grandioso passato sono le due bellissime basiliche paleocristiane del VI secolo. Il complesso di Sant’Eufemia, antica cattedrale del patriarca ricca di mosaici, affiancata da un battistero del V secolo, da sarcofagi romani e dal campanile medievale sul quale svetta il simbolo della città, l”Anzolo” San Michele. E la suggestiva basilica di Santa Maria delle Grazie con la sue curiose proporzioni quadrate, il bellissimo abside esterno, l’eterogeneo colonnato ed il grande altare. Ampio risalto è stato infine dato agli scavi archeologici della più antica Basilica della Corte. La cena è una sontuosa rivisitazione, in chiave moderna e minimalista, della tradizionale cucina gradese abbinata agli ottimi Collio e Refosco locali dal celebre chef Günther Piccolruaz della rinomata “Antica Trattoria Alla Fortuna”.

Tappa 4: Le Terme di Grado, la cucina graisana e la visita di Aquileia

La domenica mattina ci rechiamo alle Terme per un rilassante massaggio ed una rigenerante sessione di sauna, bagno turco, idromassaggio e piscina nell’area benessere con vista mare.
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\nE’ una bella giornata di sole. Le foglie delle magnolie ai lati dei viali luccicano come porcellana. Passeggiamo fino al centro storico accompagnati da una piacevole brezza che porta al naso gli irresistibili aromi sprigionati dalle cucine dei “Ristoranti del Castrum”, dove abili mani conservano e tramandano le tradizioni culinarie proposte durante l’autunnale “Rassegna del Boreto a la Graisana” e la primaverile ”Festa degli asparagi bianchi di Fossalon”.
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\nDopo un inevitabile sosta per il pranzo ci accingiamo al rientro. Frastornati da quel vorticoso turbine di sapori, colori, storie e luoghi che ci ha travolto, lasciamo la laguna pensando che alla fine, dopo essere stati pescatori, imperatori e patriarchi, la vera felicità la si prova soltanto quando si ritrova se stessi. L’isola del Sole ha trovato nel turismo d’eccellenza la sua dimensione e fiera del proprio passato è pronta ad affrontare le sfide del futuro.
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\nAl rientro la doverosa sosta ad Aquileia, per ammirare sia la Basilica, con il suoi mosaici pavimentali e il suo tesoro di storia, che gli scavi archeologici della città romana, antico ed importante Porto Fluviale. Da non perdere anche il bel Museo Archeologico, imperdibile se si vuole una panoramica a 360 °C della storia antica di queste terre, che allora come oggi hanno affascinato, o per meglio dire stregato, tutti le tipologie di viaggiatori edi  turisti.