Ferry4you sncm italia srl

Tappa 1: Scelta del viaggio, prenotazione del volo per il Benelux

TOCCATA E FUGA A DELFT
\nAvere un amico che studia all’estero è una grande fortuna. Trascorrere qualche giorno in una località nella quale qualcuno vive e studia da tempo è una garanzia di successo, in quanto si visiteranno sicuramente le attrattive più interessanti, anche quelle meno segnalate dalle guide, si frequenteranno i locali più animati e si avrà modo di inserirsi all’interno del tessuto socio-culturale locale, facendo la conoscenza di tante altre persone. Nello specifico, l’amico in questione si trova da oltre due mesi a Delft, comune olandese di quasi 100.000 abitanti situato all’interno della provincia dell’Olanda meridionale, poco distante da Rotterdam. Presa insieme ad altri tre ragazzi la ferma decisione di partire, a configurarci il viaggio è stata una delle frequenti promozioni indette dalla Ryanair che, in seguito alle tante cancellazioni per via della nube vulcanica, per incentivare le partenze, ha deciso di deprezzare numerose tratte a 6 euro a/r tasse comprese. Nel nostro caso la scelta è ricaduta sul volo in partenza il 13 maggio alle 16.55 da Bologna alla volta di Bruxelles Charleroi e ritorno sulla medesima rotta il 17 maggio alle 7.55. Felici di aver prenotato il volo meno costoso della nostra vita cominciamo i preparativi.
\n

Tappa 2: Volo per il Belgio a Charleroi e treno per Rotterdam e Delft

13 MAGGIO: HOLLAND WE’RE COMING
\nAvendo ridotto le valige ad un semplice bagaglio a mano per ciascuno, e potendo perciò risparmiare il tempo necessario al check-in, il viaggio da casa a Bruxelles Charleroi passa rapidamente. Una volta messo piede sul suolo belga troviamo facilmente il punto di partenza della navetta che mette in comunicazione l’aeroporto con la Gare du Midi (Stazione Sud) di Bruxelles, da dove partono con buona frequenza i treni diretti a Rotterdam e successivamente ad Amsterdam. Pagati i 22 euro del biglietto con il quale coprire anche il tragitto inverso al ritorno, raggiungiamo la stazione ferroviaria in poco più di 40 minuti di bus. In stazione acquistiamo i biglietti del treno al costo di 17 euro ciascuno e con tempismo svizzero, più che olandese, prendiamo un’ottima coincidenza per Rotterdam, distante all’incirca 2 ore. Essendo ormai le 22.00 i primi segnali di stanchezza cominciano ad affiorare, ma il traguardo è vicino.
\nArrivati a Rotterdam e saziatici con una rapida cena a base di panini, montiamo sul primo treno per Delft, raggiungendo la stazione centrale in circa 15 minuti al costo di 3 euro. Arrivati a destinazione ci incamminiamo verso il magnifico campus universitario della TU Delft, la Delft University of Tecnology, all’interno del quale si trovano facoltà, laboratori, campi sportivi e moderni alloggi per studenti, tra cui quello dell’amico che fin da subito aveva promesso di ospitarci tutti e 4 nel suo non certo spazioso monolocale. Entrati in appartamento non abbiano neanche il tempo per appoggiare i bagagli che la serata prende una piega inaspettata: si va al Lorre. Situato ai margini del centro storico, a sua volta distante cinque minuti di bicicletta dal campus, il Lorre è, a detta della maggior parte dei ragazzi che conosciamo non appena entrati in studentato, il locale più movimentato di tutta la città, essendo frequentato da parecchi universitari non solo nel weekend, ma anche durante la settimana. Raccattate quattro bici rigorosamente a scatto fisso, ci mettiamo in marcia e nonostante lo scarso appeal estetico del locale, più simile ad uno scantinato che ad una discoteca, trascorriamo una bella serata anche grazie ai prezzi particolarmente bassi delle birre alla spina.
\n

Tappa 3: Campus universitario a Delf, shopping nel centro storico e visita a Leida

\n\t14 MAGGIO: DELFT, UNA CITTA’ DAI DUE VOLTI
\n\tPer riprendersi dal viaggio e dalla serata del giorno precedente la sveglia suona senza fretta intorno alle 11.30. Dopo una breve colazione in appartamento a base di biscotti burrosi e caffè solubile ci rimettiamo in sella alle nostre bici diretti al cuore del campus, il cui impianto urbanistico è stato interamente progettato dallo studio MECANOO, una delle massime firme olandesi in ambito architettonico da ormai molti anni. Piste ciclabili, tantissimo verde, edifici moderni e tutti diversi tra loro: più che una parte di città il campus della TU Delft sembra un parco divertimenti. Tra gli edifici più affascinanti visitiamo la splendida Biblioteca Tu Delft, realizzata dallo stesso MECANOO tra il 1993 ed il 1997 nelle vicinanze di un altro caposaldo del campus, ovvero l’auditorium di Van den Broek en Bakema,. Passate in rassegna anche le sedi di altre facoltà ingegneristiche, all’interno delle quali troneggiano immensi e moderni laboratori a disposizione degli studenti fino a notte inoltrata, ci rechiamo verso la parte più antica di Delft. Essendo ormai ora di pranzo decidiamo di mangiare qualcosa presso un fast-food della nota catena internazionale Subway, dove vengono preparati sul momento panini a seconda dei gusti del cliente.
\n\t
\n\tNel pomeriggio decidiamo di intraprendere la irta salita fino ai 108 metri di altezza della magnifica torre della Nieuwe Kerk, la chiesa più importante di Delft. L’accesso alla chiesa gotica costa 3,50 euro, mentre per salire sulla torre il prezzo è di 2,50 euro. Dopo oltre 300 gradini all’interno di un cunicolo strettissimo torniamo finalmente a vedere la luce sulla vetta della torre, da cui si gode di una vista panoramica incantevole che spazia fino ai cantieri portuali della non troppo distante Rotterdam. Dopo qualche minuto di silenziosa contemplazione, cominciamo la discesa per poi aggirarci per un’oretta per negozi di souvenir e soprattutto di ceramica, data la fama internazionale della porcellana di Delft. Per chiudere degnamente la giornata decidiamo di andare a cena nella vicina Leida, distante non più di 25 minuti di treno da Delft.
\n\t
\n\tQui, partendo dalla stazione situata all’estremità settentrionale del centro, osserviamo dall’esterno la bella Pieterskerk, una grande chiesa protestante costruita a più riprese tra la fine del Trecento ed i primi del Cinquecento, il suo campanile, il Rijksmuseum van Oudheden ed il Rijksmuseum voor Volkenkunde, per poi cenare in una graziosa birreria nella zona del Rapenburg, uno dei canali più antichi di Leida che rappresenta il centro della vita universitaria. In realtà la “movida” notturna non pare granché, così decidiamo di rientrare in anticipo a Delft e di rincasare.

\n

Tappa 4: Rotterdarm è le sue architetture moderne, le Case Cubo ed il quartiere Kop van Zuid

\n\t15 MAGGIO: LA CAPITALE EUROPEA DELL’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA: ROTTERDAM
\n\tNon avendo tardato come la notte precedente, una sveglia leggermente anticipata ci ricorda che per oggi è in programma la visita a Rotterdam. La seconda città d’Olanda dopo Amsterdam per dimensioni e numero di abitanti è un luogo a se stante, totalmente diverso rispetto a quasi tutti gli altri insediamenti del paese per via dei disastrosi danni arrecati dai bombardamenti nel corso della seconda guerra mondiale ai quali si è posto rimedio ricostruendo tutto in chiave ultramoderna. Nuovi criteri urbanistici e infrastrutture all’avanguardia consentono a Rotterdam di coniugare un’alta qualità della vita con un’economia particolarmente florida principalmente per via dell’immenso porto mercantile, annoverato tra i primi tre del mondo. Dalla stazione centrale ci incamminiamo verso il centro sostando una prima volta a Schouwburgplein, una spettacolare piazza rettangolare sulla quale si stagliano 4 enormi bracci meccanici rossi realizzati come una sorta di monumento a disposizione della cittadinanza, dato che le 4 installazioni possono essere “manovrate” tramite un pannello di controllo posto a fianco. Sulla piazza si affaccia il grande cinema Multiplex, opera di Koen van Velsen, mentre tutto intorno si snodano trafficate vie pedonali destinate allo shopping.

\n

\n\tPrima di pranzo decidiamo di visitare anche le celebri Kubuswoningen, le cosiddette “Case-Cubo”, di Piet Blom, distanti circa un quarto d’ora a piedi da Schouwburgplein. Oltre ad apprezzarne il grande effetto scenografico esterno, optiamo per visitarne l’interno, grazie alla disponibilità di un signore di mezza età che al costo di 2,50 euro consente ai turisti di accedere all’interno della propria casa-cubo, la numero 70. In realtà gli interni non sono proprio entusiasmanti e dopo un quarto d’ora dal nostro ingresso siamo già fuori diretti a pranzo in una panineria adocchiata poco prima. Nel pomeriggio camminiamo fino a Kop van Zuid, il magnifico quartiere ultramoderno sito all’estremità meridionale del centro col quale è collegato tramite l’Erasmus Bridge, l’immensa infrastruttura realizzata da Ben van Berkel sulla Mosa. Nel quartiere si trovano edifici di Renzo Piano, Norman Foster, Mecanoo, Bolles & Wilson e Erick van Egeraat, in pratica alcuni dei massimi esponenti dell’architettura degli ultimi vent’anni. Dopo tutto questo camminare non resta altro che sederci a brindare con delle squisite birre locali all’interno di uno dei tanti pub del centro, dove ceniamo e trascorriamo una piacevole serata fin verso la mezzanotte quando torniamo in stazione e poi a Delft.

\n

Tappa 5: Relax a Delft presso il centro sportivo universitario e il parco Delftse Hout

16 MAGGIO: ULTIMO GIORNO DI RELAX
\nAvendo il volo di ritorno il 17 mattina alle 7.55 da Bruxelles Charleroi, avevamo deciso da tempo che la partenza per la capitale belga sarebbe dovuta avvenire il pomeriggio del 16 maggio, così da evitare di dover fare le cose di corsa e soprattutto di rischiare di perdere l’aereo. A fronte di questa esigenza, l’ultimo nostro giorno a Delft trascorre all’insegna del relax più assoluto. Dopo un’abbondante colazione in appartamento ci rechiamo all’immenso centro sportivo universitario, un’enorme distesa di campi da calcio, rugby, basket, baseball, tennis e chi più ne ha più ne metta. Qui ogni giorno studenti di ogni nazionalità si divertono insieme praticando i propri sport preferiti in un clima di grande amicizia e serenità, sensazioni che percepiamo distintamente passeggiando per i verdeggianti sentieri del centro.
\n
\nRimontati sulle nostre biciclette ci dirigiamo poi a Delftse Hout, un incantevole parco qualche chilometro a nord del centro ma comodamente raggiungibile grazie ad una moderna rete di piste ciclabili circondate da pascoli, canali e casette di al massimo due piani che compongono scenari tipici dell’immaginario classico olandese. Il pallido sole che filtra tra le spesse nube provenienti dall’Atlantico ci scalda solo in parte nel corso dell’abbondante pic-nic organizzato con una gigantesca spesa fatta in mattinata in uno dei supermercati del centro, prima che il pomeriggio trascorra a base di calcetti e chiacchiere. Verso le 18.00 rientriamo al campus universitario, raccogliamo i bagagli e, dopo esserci scambiati un caloroso saluto con tutti i ragazzi conosciuti in questi tre giorni, ci mettiamo in cammino verso la stazione ferroviaria di Delft, la prima tappa del nostro lungo viaggio di rientro.
\n

Tappa 6: Da Delft a Bologna, il rientro passando da Rotterdam e Bruxelles

17 MAGGIO: OLANDA, BELGIO, ITALIA: IL LUNGO VIAGGIO DI RITORNO
\nDa Delft procediamo senza intoppi prima verso Rotterdam e poi verso Bruxelles, dove trascorriamo la notte in attesa della prima navetta per l’aeroporto di Charleroi che sarebbe partita alle 4.00 del mattino. La stazione ferroviaria di Bruxelles Sud è il nostro rifugio principale, fatta eccezione per una rapida comparsata in un pub antistante. All’arrivo della navetta, per la quale avevamo già acquistato il biglietto all’andata, siamo trasfigurati dal sonno e dormiamo come sassi prima sui sedili del pullman, poi sulle panche dell’aeroporto e per finire sulle comode poltroncine dell’aereo che, in perfetto orario, atterra sulla pista dello scalo bolognese alle 9.30. Stanchi ma appagati da un viaggio diverso dal solito, ci trasciniamo sull’auto del volenteroso genitore venuto a prenderci all’aeroporto Marconi per poi crollare sul tanto agognato letto di casa.
\n