Tappa 1: Vacanza a Valencia, il giusto compromesso tra mare e cultura
Sole, mare e candide spiagge sabbiose contro architettura, arte e suggestive camminate immersi tra attrattive di carattere culturale: ogni anno, al momento di organizzare le vacanze con la morosa, la stessa storia. Per cercare di dirimere questa antitetica veduta della settimana di ferie cercando di accondiscendere le richieste di entrambi, la scelta della destinazione è ricaduta su Valencia, terza città della Spagna, dove agli ingredienti precedenti si sommano una spruzzata di ottima cucina mediterranea e una spesa relativamente contenuta grazie al collegamento aereo garantito da Ryanair. Nello specifico, prenotando non più di un mese prima della partenza, in programma mercoledì 13 luglio da Bologna, abbiamo speso complessivamente 70 euro a testa, rigorosamente senza bagaglio, per risparmiare anche la coda al check-in.
\n
Tappa 2: La partenza da Bologna e l’arrivo nell’hotel di Valencia
Accertata l’impossibilità di amici e parenti di accompagnarci da Imola allo scalo aereo bolognese, decidiamo di partire in auto e di lasciarla al parcheggio P4 dell’aeroporto Guglielmo Marconi, comodamente collegato ai terminal da una navetta che impiega un paio di minuti a coprire le poche centinaia di metri che li separano. Ritirato il ticket del pagamento, 34 euro per 8 giorni di deposito da saldare al ritorno, raggiungiamo il gate giusto in tempo per imbarcarci e partire alla volta del capoluogo spagnolo.
\n
\nAl termine delle 2 ore di volo, atterrato in perfetto orario, ci troviamo all’aeroporto di Valencia-Manises, 9 chilometri ad ovest del centro, al quale è collegato da una metropolitana molto efficiente, ma piuttosto cara e dagli orari variabili giornalmente. Tuttavia, nonostante sia piuttosto tardi, appena sbarcati riusciamo a prendere uno degli ultimi convogli che ci conduce fino alla fermata Aragon, distante circa 200 metri dal Dormavalencia Hostel, il nostro tetto per le prossime 5 notti.
\n
\nPrenotato tramite booking.com neanche una settimana prima di partire, quello che dal nome doveva essere un ostello pare più un onesto albergo a 2/3 stelle, grazie alle camere spaziose e pulite, al bagno enorme e ai molti confort offerti, tra cui televisione a schermo piatto e aria condizionata, il tutto alla modica cifra di 184 euro per quattro notti. Il viaggio è andato ottimamente, la vacanza sta per cominciare.
\n
Tappa 3: Tour della città di Valencia dai Jardin del Turia alla spiaggia di Las Arenas
Orientarsi a Valencia è piuttosto semplice. La ragione principale di ciò affonda le proprie radici alla fine degli anni ’50, quando la catastrofica esondazione del fiume Turia convinse l’amministrazione locale a prendere provvedimenti drastici, concretizzatisi nella deviazione del fiume su un corso alternativo e nella conversione del vecchio letto asciutto in un lunghissimo parco lineare: il Jardin del Turia. Trovandoci a nord del centro storico, “cucito” al resto della città proprio dal corso del Turia, la nostra visita a Valencia comincia con una passeggiata lungo l’antico tracciato del fiume. Immersi in scenari bucolici contraddistinti dalla presenza di palme e decine di essenze vegetali, camminiamo per qualche centinaio di metri incontrando un luna park, un paio di bar, campi da calcio, da rugby e soprattutto centinaia di valenciani dai cui volti traspare l’amore per il loro polmone verde.
\n
\nIn corrispondenza di uno dei tanti ponti carrabili che solcano il Turia risaliamo e accediamo al centro vero e proprio da un lungo viale commerciale che conduce fino a Plaza de Ayutamento, a nord della quale si trovano il Mercado Central e la Lonja de la Seda. Il primo, un enorme mercato alimentare accolto all’interno di una struttura metallica, è aperto ogni giorno fino alle 14.00 e rappresenta un’ottima occasione per conoscere alcuni prodotti gastronomici tipici, tra cui decine di qualità di rinomato jamon serrano (prosciutto) e ogni variante possibile e immaginabile di queso (formaggio). Dopo aver scattato qualche fotografia immersi tra banchi stracolmi di frutta, verdura, carne e pesce, usciamo dall’ingresso principale e ci troviamo dinanzi all’imponente sagoma della Lonja de la Seda, l’antico “Mercato della Seta”. L’edificio ha dimensioni maestose e palesa uno stile tardogotico finemente decorato da particolari scultorei di grande pregio. L’accesso al complesso è gratuito, ma anche se ci fosse da pagare la Lonja sarebbe una di quelle attrattive che non si possono proprio perdere.
\n
\nUsciti dall’edificio, ben imbeccati dalla guida, ci sediamo a pranzo al ristorante El Kiosko, dove per circa 10 euro a testa gustiamo la prima paella valenciana della vacanza, preceduta da un piatto di patatas bravas, patate fritte accompagnate da una salsa tipo maionese. Dopo mangiato ci trasciniamo fino alla vicina Plaza de la Reina dove entriamo nella cattedrale. Pagando i 4,5 euro del biglietto di ingresso si avrà a disposizione un’audioguida in italiano utile per conoscere qualcosa in più della struttura originaria, anch’essa tardogotica, e delle cappelle neoclassiche che la perimetrano; compreso nel prezzo c’è poi l’accesso al piccolo museo attiguo, all’interno del quale troneggia quello che viene definito il Santo Graal, ma oltre a un paio di dipinti di Goya collocati in una delle cappelle la visita non ci entusiasma. Di fronte ai primi segni di insofferenza di Sofia, passiamo rapidamente sotto le Torres de Serranos, una delle due vecchie porte di accesso alla città sopravvissute ai secoli, per poi dirigerci al Jardin Botanico, situato all’interno dell’università all’estremità occidentale del centro. Nonostante non sia un appassionato, devo riconoscere che alcune delle centinaia di specie vegetali dell’enorme giardino, tra cui cactus, piante acquatiche e fiori colorati, sono davvero strabilianti, ma l’orologio segna ormai le 20.00 e la fame incombe.
\n
\nDopo essere tornati in camera a piedi per lavarci e cambiarci, prendiamo la metro fino a Neptù, la fermata del porto, dove arriviamo verso le 22.00, orario onestissimo per cenare da queste parti. Al di là dei moderni padiglioni dell’America’s Cup e dei vecchi edifici del quartiere Cabanyal, ci sono decine di ristorantini affacciati sulla spiaggia di Las Arenas, ideali per mangiare un’ottima paella di moriscos, magari accompagnata da una rinfrescante caraffa di sangria e preceduta da un piatto di fritto misto di pesce. La cena è deliziosa e l’unica nota stonata suona al momento di tornare all’albergo, che raggiungiamo dopo 45 minuti di camminata a causa della chiusura della metropolitana.
\n
Tappa 4: La visita della Ciudad de las Artes y Las Ciencias
Come se non fosse già abbastanza affascinante, alla fine degli anni ’90 Valencia è stata impreziosita dalla costruzione della Ciudad de las Artes y las Ciencias, un immenso spazio urbano di oltre 350.000 mq progettato da Santiago Calatrava nel letto del Turia. Il nostro albergo si trova vicino alla “cittadella”, che raggiungiamo in circa 15 minuti a piedi dopo un’abbondante colazione in un bar lungo la strada. Avvicinandoci lungo il Turia, tra le verdeggianti chiome degli alberi, cominciamo a vedere i sinuosi profili dei 6 componenti del sito, tutti costruiti mediante la sapiente combinazione di acciaio, cristallo e cemento.
\n
\nL’impatto con la Ciudad è molto forte, data la spettacolarità e le dimensioni degli edifici che ne fanno parte e la bellezza degli enormi laghetti che si sviluppano tra loro. Da una piantina procurataci in albergo decidiamo di cominciare la visita dal Museo delle Scienze “Principe Felipe”, situato praticamente al centro della Ciudad. Nonostante il prezzo piuttosto elevato (27 euro con sconto studenti), optiamo per acquistare l’ingresso a tutte le attrattive a pagamento della cittadella che, oltre al Museo, annovera anche l’Oceanografic e l’Hemisferic. Dal piano terra dell’edificio si accede al primo piano mediante una scala mobile e si comincia la visita al Museo delle Scienze. L’allestimento museale mira ad un’esposizione didattica di alcuni concetti cardine della scienza e della fisica, illustrati mediante curiosi dispositivi tecnologici e piccoli esperimenti che hanno come protagonista lo stesso visitatore. Alcuni meccanismi sono davvero ingegnosi e non possono che lasciare a bocca aperta, mentre altri non riescono proprio ad entusiasmarci.
\n
\nUn’altra scala mobile ci conduce al secondo piano dove, oltre ad un piccolo museo sulla storia della squadra di calcio del Valencia e ad un allestimento dedicato agli eroi della Marvel, trovano spazio curiosità astronomiche e perle legate alla medicina, anch’esse descritte in modo tale da coinvolgere il visitatore in prima persona. Ridendo e scherzando sono passate quasi 3 ore dal nostro ingresso nel museo, così decidiamo di scendere, mangiare un panino alla caffetteria del museo al piano terra, e metterci in coda per la proiezione del film all’Hemisferic. Quest’ultimo, le cui sembianze sono quelle di un gigantesco occhio umano che si erge al centro di una piscina, è infatti un ultramoderno cinema IMAX nel quale vengono proiettati ogni giorno diversi film della durata di poco meno di un’ora ciascuno. Per evitare sovraffollamento, al momento dell’acquisto del biglietto occorre scegliere titolo e orario di proiezione del film; nella fattispecie, abbiamo optato per un documentario sul mondo sottomarino con inizio alle ore 14.00.
\n
\nAll’ingresso, oltre agli occhialini, è possibile richiedere un paio di cuffie con le quali sentire la traduzione in italiano o in inglese del film, proiettato in spagnolo. L’interno dell’Hemisferic è spettacolare, con una tribuna molto ripida, ideale per favorire la visuale, e comode poltroncine che allietano l’ora scarsa della durata del film. L’esperienza è da provare e soddisfa entrambi. Usciti dal cinema saliamo all’Umbracle che, oltre a rappresentare un punto di vista privilegiato sul resto della cittadella, è caratterizzato da linee architettoniche molto particolari ed accoglie decine di specie vegetali. Superato l’avveniristico ponte carrabile che attraversa la Ciudad, anch’esso progettato da Calatrava, osserviamo dall’esterno l’Agora ed entriamo all’Oceanografic, l’acquario con la maggiore varietà di specie al mondo. Suddiviso in 10 sezioni, ognuna delle quali dedicata ad uno specifico habitat, l’Oceanografic presenta anche un delfinario, presso il quale abbiamo la fortuna di assistere ad un bello spettacolo nel quale delfini e istruttori danno vita a spettacolari coreografie a ritmo di musica.
\n
\nTra le maggiori suggestioni del parco spiccano il tunnel di 70 metri letteralmente immerso in una vasca piena di squali, mante e decine di altre specie subacquee e l’enorme voliera dove entrare in contatto con centinaia di pennuti colorati. Verso le 19.00, stremati ma appagati da oltre 8 ore di visita, facciamo rientro in albergo per una doccia e un po’ di riposo. Per cena ci rechiamo a Plaza de la Reina, il luogo migliore di Valencia per gustare appetitose tapas a prezzi non troppo alti. In particolare scegliamo la tapineria chiamata “Pico Fino”, dove ogni piattino costa sui 5 euro ed il servizio è simpatico oltre che efficiente.
\n
Tappa 5: Las Arenas la spiaggia di Valencia, la Feria de Julio e la vista notturna all’Ivam
\n\tL’indomani la sveglia suona piuttosto tardi e come prima cosa ci rechiamo a piedi al Mercado Central per acquistare l’occorrente di un pranzo al sacco da consumare in spiaggia. Jamon serrano, queso e pan gallego, oltre ad una cestina di ciliegie: questi gli ingredienti del ricco pic-nic. Da Colon, la stazione della metropolitana più vicina al mercato, ci dirigiamo a Neptù, la fermata del porto, dove arriviamo verso le 14.00. Al momento di fare il biglietto alle macchinette ci rendiamo conto che, acquistando contemporaneamente più titoli di viaggio, il prezzo di ogni corsa diminuisce rispetto a quello del tagliando singolo. Ergo: anche se siete da soli, conviene sempre acquistare più corse contemporaneamente.
\n
\n\tLa spiaggia è immensa, molto lunga, ma il fastidioso vento proveniente dal mare ci dissuade dal mangiare sulla sabbia, alla quale preferiamo una panchina riparata sul lungomare pedonale. Dopo aver completato il pranzo con un caffè in uno dei tanti bar che si susseguono parallelamente al litorale di Las Arenas, ci sistemiamo in riva al mare. Essendo sabato c’è parecchia gente e, a causa del vento, il mare è piuttosto mosso. La sabbia è molto fine e l’acqua relativamente limpida, ma a ben vedere non c’è molta differenza con le spiagge della nostra Romagna. Tra un pisolino sotto il sole, un bagno e un gelato si fanno le 18.00, così decidiamo di tornare sul lungomare per un aperitivo. Consigliati dalla guida prendiamo un Agua de Valencia, un cocktail a base di spumante locale, gin, vodka e succo d’arancia, e una sangria. A differenza di quanto letto, l’Agua de Valencia è piuttosto forte per essere un aperitivo ed il consiglio è di accompagnarlo con qualcosa da sgranocchiare.
\n\t
\n\tRientrati in camera ci accingiamo a tornare in centro dove, nell’ambito della Feria de julio, si sarebbero tenuti alcuni eventi. Essendo uno dei sabato sera clou della Feria de julio, consolidatasi tra le manifestazioni più importanti del calendario valenciano, i ristoranti traboccano di gente, ma nonostante tutto verso le 23.00 troviamo da sederci in un bel posto in Plaza Tossal. La terza paella della vacanza è probabilmente la migliore mai provata fino ad ora, forse anche per via della cornice molto suggestiva nella quale la mangiamo, con i fuochi d’artificio che illuminano il cielo sopra le nostre teste. Finito di cenare ben oltre la mezzanotte, chiedo a Sofia un ultimo sforzo per accompagnarmi all’IVAM, l’Institut Valencià d’Art Modern, aperto eccezionalmente fino alle 3.00 del mattino.
\n\t
\n\tSituato ai margini nord-occidentali del centro, l’edificio è eccezionale sia all’esterno che all’interno, ed ospita 4 collezioni temporanee. Al piano terra, tra i capolavori della sezione “Masterpieces of Painting past, present and future”, spiccano una tela di Lucio Fontana e alcuni dipinti pop di artisti spagnoli, mentre al primo piano trovano posto le sale dedicate a Rui Macedo e Ignacio Pinazo. Al secondo e ultimo piano è invece collocata la mostra “A Gigant”, un cacofonico contenitore di diverse espressioni artistiche dove a sorprenderci sono soprattutto giochi di luce e musica. L’ora è tarda, Sofia stremata: non resta che fermare un taxi e tornare in albergo.
\n\t
\n
Tappa 6: Escursione al Parco Naturale de l’Albufera, spiagge e nat ura tra Pinedo ed El Palmar
Dopo tre giorni occupati prevalentemente da visite di carattere culturale, scatta finalmente (per Sofia) il momento di un’intera giornata di relax distesi al sole. Non essendo rimasti particolarmente colpiti dalla spiaggia cittadina, decidiamo di spostarci una decina di chilometri a sud di Valencia e di raggiungere il Parque Natural de l’Albufera, una riserva naturale palustre affacciata su un lungo tratto di costa compreso tra le località di Pinedo ed El Palmar. Il modo migliore per raggiungere il parco è prendere l’autobus per El Saler da Plaza Canova del Castillo, il cui biglietto costa 1,80 euro. In circa 15 minuti siamo a Pinedo, ma d’accordo con Sofia optiamo per scendere poco più avanti, alla fermata retrostante all’Estany del Pujol, uno splendido lago distante poche decine di metri dal mare. Anche qui la spiaggia è sabbiosa, ma a differenza di quella limitrofa al porto di Valencia il numero di persone è inferiore e la vista si giova dell’incantevole bosco di pini ed altre piante prettamente mediterranee che si estende tutt’intorno.
\n
\nCamminando lungo l’arenile incontriamo un piccolo chiosco, peraltro gestito da un pittoresco ragazzo italiano, dove mangiamo un panino, prima di stenderci al sole in riva al mare. L’acqua è limpida nonostante le onde, e il pomeriggio trascorre come meglio non potrebbe dato che il sole splende alto nel cielo terso. Verso sera riprendiamo il bus e torniamo in città per la nostra ultima notte a Valencia. Essendo piuttosto stanchi e dovendo svegliarci relativamente presto l’indomani, rimaniamo direttamente fuori per cena. Come due giorni prima ci rechiamo in Plaza de la Reina per un’abbuffata di tapas, scegliendo questa volta un locale all’estremità opposta della piazza rispetto alla cattedrale. Dopo cena mangiamo un gelato nell’affollata gelateria situata esattamente di fronte al ristorante, prima di tornare in camera, rifare i bagagli e puntare la sveglia per le 8.00 pronti alla partenza per Denia.
\n
Tappa 7: Escursione nella Costa Blanca: da Valencia alla spiaggia di Denia in autobus
Se siete in cerca di mare e relax a breve distanza da Valencia, Denia è ciò che fa per voi. La cittadina, un piccolo borgo della Costa Blanca distante un’ora e mezzo di autobus dal capoluogo, è infatti l’ideale per rilassarsi e godere di un bel tratto di litorale al riparo dagli impetuosi flussi turistici che contraddistinguono altre località. Dopo aver salutato e ringraziato per l’eccellente soggiorno lo staff del Dormavalencia, prendiamo la metro diretti alla fermata Turia, la stazione sottostante all’Estacion de autobuses, situata subito dopo i Jardines del Turia ad ovest del centro. Data la frequenza dei mezzi in partenza per Denia non abbiamo alcuna difficoltà ad acquistare due biglietti sul momento al prezzo di 9,85 euro ciascuno; così, dopo un’abbondante colazione, saliamo sul bus e partiamo per il breve viaggio alla volta della cittadina dove abbiamo deciso di trascorrere gli ultimi due giorni di vacanza.
\n
\nLa stazione dei bus di Denia si trova a due passi dal centro storico e a circa 10 minuti a piedi dal porto, che fa da spartiacque tra le spiagge a nord e a sud della città. Da Valencia, un paio di giorni prima, abbiamo prenotato una camera presso l’albergo Cristina, situato in pieno centro e disponibile a prezzi abbordabili, dato che per due notti in doppia, senza colazione, avremmo speso complessivamente 120 euro. Grazie ad una cartina consegnataci all’ufficio turistico, posto nelle vicinanze del porto, troviamo facilmente l’hotel dove facciamo conoscenza con il taciturno proprietario, sicuramente non incline a chiacchierare, ma cordiale e professionale. La camera non è molto grande, ma è pulita e dotata di tv e aria condizionata, mentre il bagno non è neanche lontanamente paragonabile a quello del Dormavalencia.
\n
\nLasciati i bagagli, scendiamo in centro, un dedalo di stradine prevalentemente pedonali ai lati delle quali si susseguono tapinerie e negozi di souvenir. L’atmosfera che si respira per le strade di Denia è piacevole, così come il piatto di frittura mista che mangiamo in un ristorantino non distante dalla piazza della cattedrale. Nel pomeriggio, dopo aver ammirato l’affascinante castello che domina dall’alto la cittadina, ci rechiamo alla spiaggia a nord del porto, una vasta distesa di sabbia punteggiata qua e là da qualche bar piuttosto spartano. Complessivamente neanche questa spiaggia ci lascia a bocca aperta, ma la cerveza ghiacciata che sorseggiamo prima del tramonto con i piedi nella sabbia ci ripaga di ogni eventuale delusione. Per cena, manco a dirlo, tapas! A differenza di Valencia, proviamo piatti prevalentemente a base di pesce, indubbiamente fresco e saporito. Prima di rientrare in camera facciamo una passeggiata sul lungo viale alberato che collega il centro della città al litorale, una distesa di negozi di souvenir piuttosto canonici.
\n
Tappa 8: La spiaggia di Denia con la Bandiera Blu, la cena con pesce e paella valenciana
Per il sesto giorno consecutivo a salutare al risveglio troviamo cielo terso e il sole, l’ideale per trascorrere un’ultima giornata al mare; da questo punto di vista possiamo dirci davvero soddisfatti, dato che in una settimana non abbiamo praticamente visto una nuvola e la temperatura è sempre stata sui 30 gradi. Essendoci svegliati piuttosto tardi, facciamo un’abbondante colazione in uno dei bar del centro e ci incamminiamo verso la spiaggia, questa volta a sud del porto. Nonostante le dimensioni ridotte comportino un affollamento maggiore rispetto al giorno precedente, la sabbia è più pulita e complessivamente riteniamo migliore questa zona a quella a nord dove abbiamo trascorso il pomeriggio di ieri.
\n
\nAnche l’acqua è più pulita e grazie ad un piccolo promontorio le onde non riescono a fare capolino in questa bella baia, tra l’altro insignita del prestigioso riconoscimento internazionale della bandiera blu. Verso le 18.00 torniamo in centro dove facciamo un aperitivo con un calice di vino tinto locale e un piatto di immancabili patatas bravas, amiche imprescindibile durante un soggiorno in Costa Blanca.
\n
\nEssendo l’ultima sera scegliamo di chiudere col botto cenando alla Casa de l’Arros, un grazioso ristorante affacciato su Glorieta del Pais Valencia, la piazza situata al termine del viale che connette il centro alla costa. Antipasto di mare, telline (squisite) e paella valenciana per due, il tutto innaffiato da un buon vino bianco del posto e condito da un servizio davvero ottimo; neanche il conto superiore ai 60 euro riesce ad intaccare il giudizio estremamente positivo maturato durante il pasto. Tornati in camera richiudiamo per l’ultima volta le valigie con un po’ di tristezza, ma consapevoli di aver trascorso proprio una bella settimana.
\n
Tappa 9: Da Denia a Valencia e il ritorno in aereo a Bologna
In funzione di prendere l’autobus delle 12.00 per Valencia, dove alle 18.30 sarebbe decollato l’aereo per tornare in Italia, ci svegliamo con estrema calma, salutiamo il malinconico proprietario dell’albergo e ci incamminiamo verso la stazione degli autobus. Come all’andata il bus è puntuale e in neanche un’ora e 30 minuti siamo nuovamente a Valencia. Avendo con noi le valigie non ha molto senso prodigarsi in ulteriori camminate in centro, perciò prendiamo la metropolitana e raggiungiamo in largo anticipo l’aeroporto a Manises.
\n
\nL’ultimo pranzo in terra iberica lo trascorriamo da Burger King, dove protagonista indiscussa è la macchina fotografica sulla quale guardiamo le centinaia di foto scattate negli ultimi giorni. Espletate le pratiche di imbarco, saliamo sull’aereo che, in fase di decollo, ci consente di osservare la città dall’alto rievocando i recenti ricordi legati a ciascun luogo. E mentre il sole ormai sbadiglia ad occidente, l’aereo posa le sue ruote sulla pista dello scalo bolognese con addirittura un quarto d’ora di anticipo, mettendo la parola fine ad una settimana davvero entusiasmante.
\n
Tappa 10: Il bilancio del viaggio a Valencia e Denia
Praticamente è stato tutto perfetto. Valencia in 3/4 giorni si visita completamente, mentre Denia è l'ideale per chi vuole semplicemente rilassarsi al mare. Il clima è sempre stato ottimo. Le mangiate impeccabili, anche se alla lunga paella e tapas possono stancare. E, ultimo, la spesa è stata quella preventivata intorno ai 600 euro per una settimana.


